Scaglia rossa

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La scaglia rossa è una formazione roccia sedimentaria marina, depostasi prevalentemente in ambiente pelagico, a litologia calcarea selcifera a grana fine, più o meno marnosi, prevalentemente di colore rosso mattone, che può passare al bianco, al giallo e al grigio cenere.

La sua distribuzione è ampia: diffusa lungo l'appennino, in particolare nel bacino umbro-marchigiano, affiora anche nelle alpi calcaree meridionali[1] e nell'area euganea[2].

La colorazione rossa deriva dalla dispersione nella massa calcarea di ossidi di ferro (limoniti ed ematiti); localmente alcune tinte biancastre possono essere dovute a decolorazione secondaria. I calcari della scaglia rossa presentano sempre una fitta stratificazione regolare e sono stati deposti tra i 90 e i 55 milioni di anni fa, nel Cretaceo superiore, e parzialmente nell'Eocene inferiore. Si tratta di strati che possono arrivare a oltre 100 m di spessore, dove all'interno sono frequenti i noduli di selce di colore rosso. La roccia è relativamente ricca di fossili: ricci di mare, lamellibranchi e resti di squali.[3]. Il suo contenuto in microfossili è costituito prevalentemente da foraminiferi planctonici quali: Globotruncanae, Heterohelix e Rosita Contusa (prima dell'Estinzione di massa del Cretaceo-Paleocene), Morzovellae e Planorotaliae (post K-T).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ scaglia rossa lombarda
  2. ^ Geologia dei Colli Euganei
  3. ^ Le rocce sedimentarie - La scaglia rossa [collegamento interrotto], su gmpe.it, Gruppo Mineralogico Paleontologico Euganeo. URL consultato il 27 giugno 2016.