Sbarramento le Palade

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Coordinate: 46°31′42.8″N 11°06′41.5″E / 46.528556°N 11.111528°E46.528556; 11.111528

1leftarrow blue.svgVoce principale: Vallo alpino in Alto Adige.

Lo sbarramento le Palade (in tedesco Sperre Gampenjoch) è uno sbarramento che fa parte del XIII settore di copertura Venosta, nel Vallo alpino in Alto Adige. Lo sbarramento si trova presso il Passo delle Palade a 1.518 m in Alto Adige.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Vista del corridoio basso che ad oggi ospita mostre temporanee

Questo sbarramento è stato ideato per poter impedire l'accesso agli invasori all'Alta Val di Non e quindi l'aggiramento dello sbarramento Bolzano sud, con il quale costituiva il raddoppio del III sistema difensivo.

Tale sbarramento difensivo fu progettato nel marzo 1940 e sulla carta prevedeva la costruzione di due opere, di cui:[1]

  • opera 1: disposta come opera caposaldo ed edificata sullo sperone roccioso a nord del monte Mais, ovvero a est del valico;
  • opera 2: disposta a fianco dell'opera 1, poco più a nord, dall'altro lato della strada statale (non fu mai costruita).

L'opera 1 poteva essere suddivisa in 10 sottopere suddivise su tre livelli (da un altro punto di vista i livelli potrebbero essere anche quattro), di cui:

  • 6 opere per fanteria armate di 12 mitragliatrici;
  • 2 opere d'artiglieria;
  • opera 1/IV armata con un cannone 75/27 su affusto "Tre Croci";
  • opera 1/V armata con due cannoni anticarro 47/32 con l'obiettivo di arrestare l'avanzata dei mezzi corazzati; esso era anche dotato di un osservatorio attivo in torretta metallica e di due proiettori.

Queste 10 sottopere difensive erano tutte collegate tra di loro mediante scale a pozzo o corridoi, costituendo quindi una vera e propria fortificazione scavata nella roccia. Per rendere meglio l'idea, in totale era previsto uno scavo di 25.000 metri cubi, una gettata di calcestruzzo di 16.900 metri cubi, per un costo totale di 7.000.000 di lire (prezzo riferito alla data del progetto, escludendo gli allestimenti interni). In totale erano previsti:

  • per la sede di comando dello sbarramento: 3 ufficiali e 37 uomini;
  • per tutto il presidio: 5 ufficiali, 4 sottufficiali e 135 uomini.

Allo scavo parteciparono circa 400 lavoratori che resero possibile che al novembre 1940 gli scavi nella roccia dell'opera 1 risultavano circa completi; era anche stata realizzata una buona parte dei rivestimenti dei malloppi in calcestruzzo. Nel luglio 1941 si decise di:

  • mettere in sicurezza i corridoi di collegamento tra queste sottopere, fino ad esaurimento del rimanente calcestruzzo;
  • murare il pozzo dell'osservatorio e gli ingressi alle varie gallerie;
  • mascherare e quindi sospendere i lavori.

Il tutto è rimasto così fino ai giorni nostri, salvo il deterioramento svolto dal tempo.

Dal 2007 il comune di Senale-San Felice assieme all'associazione turistica della Val di Non ha iniziato a riqualificare la zona attorno al passo. Dal 2009, un primo tratto di galleria posta subito dopo l'ingresso basso, ovvero vicino alla strada statale 238 delle Palade, è adattato per poter ospitare un museo ed una galleria - la Gampen Gallery - che può ospitare mostre temporanee. Ad oggi la galleria ospita una mostra dedicata alle genti che popolarono e popolano le montagne, lungo una sessantina di metri di galleria.[2][3]

Tabella delle opere dello sbarramento[modifica | modifica wikitesto]

  Tipo Fuc. MTR MTR Cann A.C. Cannoni 75/27 Osserv. Proiettori
Opera 1 Grande CV (*) - 12 2 4 1/t 2
Opera 2 Media CV 1 4 - - - -
Totale 2 1 16 2 4 1 2

(*) L'opera 1 era dotata anche di una caverna ricovero.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Descrizione dello sbarramento
  2. ^ gampengallery_index
  3. ^ Tra bunker e musei: testimoni sotterranei, meranodintorni.com. URL consultato il 15 febbraio 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessandro Bernasconi, Giovanni Muran, Le fortificazioni del Vallo Alpino Littorio in Alto Adige, Trento, editore Temi, maggio 1999, pp. 328 pagine, ISBN 88-85114-18-0.
  • (ITDE) Josef Urthaler, Christina Niederkofler; Andrea Pozza, Bunker, 2ª ed., editore Athesia, 2006 [2005], pp. 244 pagine, ISBN 88-8266-392-2.

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