Savino di Spoleto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
San Savino
Sabinus.jpg
Vescovo e martire
Morte Spoleto, IV secolo
Venerato da Chiesa cattolica
Santuario principale Chiesa di Agliano Terme
Ricorrenza 7 dicembre
Patrono di Ivrea, compatrono di Fermo e di Faenza

San Savino di Spoleto, detto anche Sabino (III secoloSpoleto, 303), fu un vescovo italiano.

Agiografia[modifica | modifica wikitesto]

Operò per la conversione al cristianesimo dei pagani durante le persecuzioni anticristiane inaugurate dall'imperatore Diocleziano.

È considerato primo vescovo di Faenza. Ritiratosi poi a vita eremitica nella foresta Liba, fu precettato vescovo di Spoleto dove subì il martirio; la sorella ne trasportò il corpo a Fusignano nel Ravennate, dove aveva fatto vita eremitica e dove si conserva ancora il sarcofago da cui Astorgio Manfredi e il fratello Federico vescovo di Faenza trafugarono il corpo e lo inumarono nella nuova cattedrale, costruita dai fratelli Giovanni e Benedetto da Maiano.

Secondo una leggenda devozionale, avrebbe "ridonato" la vista a un cieco mentre si trovava imprigionato, suscitando l'interesse del suo stesso persecutore, vittima di una grave malattia della vista. Savino lo avrebbe incontrato, guarito e convertito, destando così le ire imperiali, tanto da essere bastonato a morte.

La persecuzione colpì duramente anche Savino, al quale vennero amputate le mani.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Il nuovo Martyrologium Romanum cita al 7 dicembre: «A Spoleto in Umbria, ricordo di San Sabino, vescovo e martire.»

Nel 954, il duca di Spoleto, Corrado, figlio del marchese Berengario d'Ivrea, per scampare a una terribile pestilenza fuggì nelle terre paterne portando con sé le reliquie di san Savino, ritenendo così di proteggere Ivrea dall’epidemia. Secondo un'altra leggenda, origine della venerazione dei fedeli eporediesi (cioè di Ivrea), le spoglie di Savino avrebbero incominciato a dispensare miracoli.

Risulta[senza fonte] anche, però, che nell'anno 1667 papa Innocenzo X diede ordine di traslare le reliquie di Savino, ritrovate nelle catacombe di Roma, nella chiesa parrocchiale di Agliano Terme, dove effettivamente sono tuttora custodite.

La prima domenica di settembre del 1667, don Arullani, parroco di Agliano Terme, presiedette una processione sollenne et numerosa, con tutte le pompe et solennità possibili che accompagnò l'ingresso in chiesa delle reliquie, che vennero deposte in mezzo all'altare maggiore.

Sebbene sia vissuto nella natia Umbria, san Savino è venerato come patrono di Ivrea (Piemonte), dove, il 7 luglio, giorno della commemorazione liturgica, l'urna contenente le reliquie viene condotta in processione lungo le vie della città. In tal data viene svolta una fiera del cavallo: animale importantissimo per la città sin dalla dominazione dei Salassi.

Da una diversa tradizione risulterebbe primo vescovo di Faenza, nella cui cattedrale vi è uno splendido altare opera di Benedetto da Maiano in cui è conservato il corpo del santo sottratto dai Manfredi dal sarcofago ravennate sito tuttora nella chiesa dedicata al santo nel territorio di Fusignano.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Vescovo di Spoleto Successore BishopCoA PioM.svg
San Saturnino
230 - 270
 ? - 303 San Brizio II
? - 319