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Saudia

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Saudia
Saudia Logo.png
HZ-AKE in Zurich.jpg
Compagnia aerea di bandiera
Codice IATA SV
Codice ICAO SVA
Identificativo di chiamata SAUDIA
Descrizione
Hub
Hub secondari Dammam
Basi Medina
Focus cities Abha
Programma frequent flyer Al-Fursan
Alleanza SkyTeam
Flotta 189 (+7 ordini)
Destinazioni 90
Azienda
Fondazione 1945 a Riyad
Stato Arabia Saudita Arabia Saudita
Sede Gedda
Persone chiave Khalid Abdullah Almolhem (Direttore Generale)
Slogan A New Era...
Sito web
Voci di compagnie aeree presenti su Wikipedia
Vecchio logo usato sino all'ingresso in SkyTeam dalla compagnia.
Boeing 747-300 della Saudi Arabian Airlines

Saudia, cui nome completo è Saudi Arabian Airlines (in arabo: الخطوط الجوية العربية السعودية), è la compagnia aerea di bandiera dell'Arabia Saudita, con sede a Gedda. Opera voli di linea nazionali e internazionali per oltre 70 destinazioni nel Medio Oriente, in Africa, Asia, Europa e Nord America. I voli charter nazionali ed internazionali sono gestite, per lo più durante il Ramadan e la stagione Hajj. La principale base operativa della compagnia l'Aeroporto Internazionale King Abdulaziz (JED). Altri grandi hub sono gli Aeroporti di Riad e Dammam. Il nuovo aeroporto di Dammam è stato aperto per uso commerciale il 28 novembre 1999. L'Aeroporto di Dhahran in uso fino ad allora, è tornata ad essere utilizzato come una base militare. Saudi Arabian Airlines è membro della Arab Air Carriers Organization. La compagnia è la terza più grande della Penisola Arabica dopo Emirates e Qatar Airways. Dal 29 maggio 2012 fa parte di SkyTeam.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'aviazione civile ha cominciato a svilupparsi in Arabia Saudita dopo che il presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt aveva regalato un Douglas DC3 al re Abdul Aziz Ibn Saud nel 1945. La Saudi Arabian Airlines è stata fondata nel settembre del 1946, sotto il controllo del Ministero della Difesa.

Fin dall'inizio, l'aeroporto di Gedda - molto vicino al centro della città - è servito come base principale della compagnia di bandiera. Tra le prime operazioni della compagnia aerea vi è stato un volo speciale da Lydda in Palestina (successivamente nota come Lod in Israele), per portare i pellegrini Hajj a Gedda. La compagnia aerea ha utilizzato cinque velivoli per avviare le operazioni di linea sulla rotta Gedda-Riyad-Dhahran Hofuf nel marzo 1947, seguito dal suo primo servizio internazionale tra Gedda e il Cairo in quello stesso mese. Servizi verso Damasco e Beirut sono stati lanciati nel 1948.

Nel 1947 la compagnia ha ricevuto il primo di cinque Bristol 170, con questi aerei la compagnia ha potuto trasportare sia merci che passeggeri.

La compagnia ha avuto una lenta ma costante crescita nel corso degli anni '50 e sono stati inaugurati voli verso Istanbul, Karachi, Amman, Kuwait City, Asmara e Port Sudan. Nel 1959 è stato inaugurato il centro di prima manutenzione della compagnia aerea a Gedda. Durante questo decennio l'importante collegamento tra Gedda e Riyad è stato costantemente migliorato.

Nel 1962, la compagnia aerea ha ricevuto due Boeing 707 diventando la seconda compagnia aerea del Medio Oriente a volare con aerei jet dopo Cyprus Airways che era stata la prima con dei Romio R.9. Il 19 febbraio 1963, la compagnia aerea è diventata una società indipendente. Successivamente sono stati acquistati e dei Douglas DC-1 e la compagnia aerea si è iscritta all'AACO, l'Arab Air Carriers Organization. Sono stati avviati voli verso Sharjah, Teheran, Khartum, Bombay, Tripoli, Tunisi, Rabat, Ginevra, Francoforte e Londra.

Nel 1970 è stata introdotta una nuova livrea. Il nome del vettore è stata cambiata in Saudia nell'aprile 1972. Sono stati acquistati Boeing 737 e 747. Sono stati avviati anche i primi voli cargo tra l'Arabia Saudita e l'Europa mentre sono stati acquistati dei Lockheed L-1011 e dei Fairchild FH-27, viene introdotto anche il servizio navetta tra Gedda e Riyad. Lo Special Flight Services (SFS) è stato istituito come una unità speciale, e opera voli speciali per la famiglia reale e agenzie governative. Inoltre vengono introdotti voli verso Roma, Parigi, Mascate, Kano, e Stoccolma, mentre il 3 febbraio 1979 è stato istituito il servizio tra Dhahran e New York in collaborazione con la Pan Am. Negli anni '80 la compagnia ha introdotto nuovi servizi come Arabia Catering e ha iniziato a volare verso Atene, Bangkok, Dacca, Mogadiscio, Nairobi, Madrid, Singapore, Manila, Delhi, Islamabad, Seul, Baghdad, Amsterdam, Colombo, Nizza, Lahore, Bruxelles, Dakar, Kuala Lumpur e Taipei. Per offrire un miglior servizio ai passeggeri è stata inaugurata la Classe Horizon. Basi per il servizio Cargo sono state costruite a Bruxelles e Taipei. Sono stati aggiunti alla flotta anche degli Airbus A300 e dei Fokker F28. Nel 1989 sono stati introdotti voli per Addis Abeba e Larnaca. Negli anni '90, sono stati introdotti voli verso Orlando, Chennai, Asmara, Washington DC, Johannesburg, Alessandria, Milano, Malaga (stagionale), e Sanaa. La flotta è stata ampliata con dei Boeing 777, McDonnell Douglas MD-90 e McDonnell-Douglas MD-11 e sono state introdotte nuove uniformi femminili disegnate da Adnan Akbar Il nome Saudia è stato sostituito dal nome Saudi Arabian Airlines. L'8 ottobre 2000, il principe Sultan Bin Abdul Aziz Al Saud, ministro della Difesa e dell'aviazione saudita, ha firmato un contratto per condurre studi per la privatizzazione di Saudi Arabian Airlines. Nell'aprile del 2005, il governo saudita ha dichiarato che la compagnia aerea può anche perdere il suo monopolio sulle rotte nazionali .[1] Nel 2004, la compagnia ha trasportato oltre 15 milioni di passeggeri e ha registrato un aumento del 14% dei profitti. La compagnia aerea ha ordinato 15 velivoli Embraer E-170LR per un valore di 400 milioni di dollari nell'aprile 2005.

Il 29 maggio 2012 Saudia è entrata ufficialmente a far parte dell'alleanza globale delle compagnie aeree SkyTeam. Per quest'occasione la compagnia cambierà logo e nome popolare, passando da Saudi Arabian Airlines al più semplice Saudia.

Privatizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 Saudi Arabian Airlines ha iniziato il processo, dividendosi in Strategic Business Unit (SBU), l'unità di ristorazione è stata la prima ad essere privatizzata.[2] Nell'agosto 2007, il Consiglio dei ministri dell'Arabia Saudita ha approvato la conversione delle unità strategiche in società.

Flotta[modifica | modifica wikitesto]

Saudia, TriStar, aviation museum, Riyadh
McDonnell-Douglas MD-90 in atterraggio a Ginevra nel 2005

Saudi Arabian Airlines opera con i seguenti aeromobili (a giugno 2017):

Aereo Totale Ordini Passeggeri Note
F J Y Totale
Airbus A319 3 135 135 Leased from PrivatAir
Airbus A320-200 43 2 12 120 132 HZ-ASF in livrea SkyTeam
20 96 116
Airbus A321-200 15 20 145 165
Airbus A330-200 6 N/A In lease da Onur Air
1 In lease da Air Atlanta Icelandic
Airbus A330-300 12 36 262 298 HZ-AQL in livrea Skyteam,

HZ-AQE in livrea "Saudi National Day"

36 252 288
1 358 358 In lease da Onur Air
15 3 30 300 330 A330 Regional. Cliente di lancio
Boeing 747-400 3 26 451 477 In lease da Wamos Air
6 N/A In lease da Air Atlanta Icelandic
2 In lease da Eaglexpress
Boeing 777-200ER 22 24 38 170 232 HZ-AKA in livrea Skyteam

Verranno ritirati entro fine 2017

14 327 341
Boeing 777-300ER 35 24 36 245 305 HZ-AK28 in livrea "Famous Saudi

Arabian Landmarks"

30 383 413
30 351 381
Boeing 787-9 10 1 24 274 298
Embraer E-170 15 6 60 66
Saudi Arabian Cargo
Boeing 747-400F 2 Cargo Uno operato da Air Atlanta Icelandic

Uno operato da MyCargo Airlines

Boeing 747-400ERF 2 Cargo Operati da MyCargo Airlines
Boeing 747-400BDSF 5 Cargo Operati da Air Atlanta Icelandic e

MyCargo Airlines

Boeing 747-8F 2 Cargo
Boeing 777F 4 Cargo
Saudi Arabian Royal Flight[3]
Airbus A340-200X 1 VIP
Boeing 747-300M 1 VIP
Boeing 747-400 1 VIP Fuori uso a Victorville
Boeing 747-8 1 VIP Rimpiazza il Boeing 747-400
Boeing 747SP 3 VIP
Boeing 757–200 1 Ospedale volante
Boeing 777-300ER 1 VIP Non utilizzato
Totale 189 7

Altri Aerei[modifica | modifica wikitesto]

Gulfstream IV della Saudi Arabian Airlines

Saudia Private Aviation (SPA) opera con i seguenti aeromobili:

Un certo numero di C-130 militari sono dipinti con i colori Saudi e sono utilizzati da Royal Saudi Air Force. L'età media della flotta è 12,8 anni, ma alcuni velivoli superano i trent'anni.[4]

Accordi di Codeshare[modifica | modifica wikitesto]

Boeing 747-300 della Saudi Arabian Airlines

Saudi Arabian Airlines ha accordi di Codeshare con le seguenti compagnie:

Destinazioni[modifica | modifica wikitesto]

Africa[modifica | modifica wikitesto]

Africa Meridionale[modifica | modifica wikitesto]

Africa Occidentale[modifica | modifica wikitesto]

Africa Orientale[modifica | modifica wikitesto]

Africa Settentrionale[modifica | modifica wikitesto]

America[modifica | modifica wikitesto]

America Settentrionale[modifica | modifica wikitesto]

Asia[modifica | modifica wikitesto]

Asia Meridionale[modifica | modifica wikitesto]

Asia Orientale[modifica | modifica wikitesto]

Medio Oriente[modifica | modifica wikitesto]

Sud Est Asiatico[modifica | modifica wikitesto]

Europa[modifica | modifica wikitesto]

Servizi in volo[modifica | modifica wikitesto]

La rivista di bordo della Saudi Arabian Airlines si chiama Ahlan Wasahlan (in arabo: هلا وسهلا "Ciao e benvenuto"), a bordo non sono serviti alcolici.

Incidenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 25 settembre 1959, un Douglas DC-5 della Saudi Arabian Airlines si è schiantato poco dopo il decollo da Gedda per un errore del pilota. Tutti i 67 passeggeri e i 5 membri dell'equipaggio sono sopravvissuti.[5]
  • Il 19 agosto 1980, il volo Saudia 163 operativo sulla rotta Karachi-Riyad-Gedda, è stato completamente distrutto da un incendio all'aeroporto di Riyadh, con la morte di tutte le persone a bordo del L-1011.
  • Il 23 dicembre 1980 su un L-1011 della Saudi Arabian Airlines è esploso uno pneumatico che è poi penetrato nella cabina passeggeri. Il buco ha risucchiato due passeggeri e provocato la depressurizzazione della cabina.[6]
  • Il 12 novembre 1996, mentre attraversava lo spazio aereo indiano, il volo Saudi 763 è entrato in collisione con il volo Air Kazakistan 1907; tutte le 349 persone a bordo dei due aerei sono morte.
  • Nel 23 agosto 2001, all'Aeroporto di Kuala Lumpur,[7], un Boeing 747-368 (HZ-AIO) della Saudi Arabian Airlines ha subito un danno al muso in quanto è entrato in un canale di scolo per i monsoni mentre rullava da un hangar al cancello prima di un volo di ritorno in Arabia Saudita. Nessuno dei sei membri dell'equipaggio presenti a bordo sono rimasti feriti.
  • L'8 settembre 2005, un Boeing 747 in viaggio da Colombo a Gedda, che trasportava per lo più cittadini dello Sri Lanka in viaggio per motivi di lavoro, ha ricevuto un falso allarme bomba. L'aereo è tornato a Colombo e, durante l'evacuazione, c'è stato un fuggi fuggi di passeggeri in seguito al quale una donna dello Sri Lanka è morta e altre 62 persone sono state ferite.[8]
  • Il 21 gennaio 2010, un Cargo saudita MD-11F è stato coinvolto in una escursione durante un rullaggio all'Aeroporto di Malta. Mentre l'aereo stava rullando, il carrello di atterraggio principale destro ha oltrepassato la pista di rullaggio ed è finito sul prato dove si è bloccato nel terreno soffice. Non ci sono stati feriti e l'aereo è stato tirato fuori la mattina seguente.[9]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nella metà degli anni '90, un DC-3 che aveva volato per Saudi Arabia Airlines è stato nuovamente decorato con la prima livrea della compagnia e rispedito in Arabia Saudita.
  • Il DC-3 che è stato consegnato al re dell'Arabia Saudita nel 1940 è tuttora conservato dalla compagnia aerea all'Aeroporto Internazionale King Abdulaziz
  • Dal 1978 al 1983 Saudia è stato il title sponsor del Williams F1, con i colori della compagnia aerea che appaiono sulle vetture campioni del mondo di Alan Jones (1980) e Keke Rosberg (1982).
Williams del 1980 con il logo Saudia
  • Alla fine degli anni '70, si è scoperto che le lettere della scritta "Saudia", formavano una croce (simile ad una croce cristiana) tra la "S" e la "a". Il logo e lettere sono stati successivamente ridisegnati[10].
  • Negli anni '90 Hani Hanjour, futuro dirottatore degli attentati dell'11 settembre 2001, cercò un lavoro presso la Saudi Arabian Airlines, ma fu respinto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN133752534 · ISNI: (EN0000 0001 0689 6600