Satellite Black Knight

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Foto del presunto satellite Black Knight durante la missione STS-88.

Il Black Knight (inglese per "cavaliere nero"; meglio conosciuto come Satellite Black Knight) è un presunto oggetto situato vicino all'orbita polare che gli ufologi e gli autori di pseudoscienza reputano essere di origine extraterrestre e con un'età di almeno tredicimila anni. Tuttavia è molto più probabile che esso sia il risultato di un miscuglio di più leggende urbane diverse.[1]

Le storie[modifica | modifica wikitesto]

Gli autori di pseudoscienza ritengono che ci sia un collegamento con il fenomeno dei long delayed echo e riportano che Nikola Tesla raccolse un segnale radio che si ripeteva più volte nel 1899 che si credeva venisse dallo spazio. L'ipotesi che il Black Knight sia un satellite ha avuto origine nel 1954, quando molti giornali tra cui il St. Louis Post-Dispatch e il San Francisco Examiner pubblicarono storie attribuite al ricercatore di UFO Donald Keyhoe, il quale raccontava che la US Air Force aveva individuato due satelliti di origine sconosciuta orbitare intorno alla Terra. Questo era un fatto impossibile all'epoca, poiché non esistevano ancora i satelliti artificiali.[2]

Nel febbraio del 1960 destò scalpore la notizia che la marina militare americana aveva scoperto un oggetto nero volteggiare in un'orbita inclinata a 79° rispetto all'equatore e con un periodo orbitale di 104,5 minuti. Si notò inoltre che aveva un'orbita molto strana, con un apogeo di 1 728 km (1 074 mi) e un perigeo di soli 216 km (134 mi). In quel momento si ipotizzò che fosse un frammento del rivestimento dal lancio del satellite Discoverer VIII che aveva un'andatura molto simile e alla fine ciò venne confermato, rivelando che si trattava di un'altra parte di questo involucro che si riteneva perduta.[2][3]

Nel 1973 lo scrittore scozzese Duncan Lunan analizzò i dati dei ricercatori radiofonici norvegesi, arrivando alla conclusione che essi avevano prodotto una mappa stellare, indicando la via per Epsilon Boötis, una stella doppia nella costellazione di Boote. L'ipotesi di Lunan era che questi segnali fossero stati trasmessi da un oggetto vecchio 12600 anni situato in uno dei punti di Lagrange della Terra. Duncan in seguito scoprì che la sua analisi era basata su dati imperfetti e la ritirò, senza mai menzionare il relitto nero orbitante.[4]

Nel 1998 infine venne fotografato durante la missione STS-88 il Black Knight, ormai frequentemente citato come un "manufatto alieno". È tuttavia più probabile che le fotografie ritraggano una coperta termica persa durante un EVA (attività extraveicolare).[1] Altri sostenitori dell'ufologia analizzando la foto, hanno invece ritenuto che il veicolo possa essere in realtà il veicolo spaziale di Pakal, un'ipotetica astronave Maya rinvenuta dal controverso pseudo-archeologo Erich von Däniken.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Redpath, Martina, The Truth About the Black Knight Satellite Mystery, Armagh Planetarium. URL consultato il 2 settembre 2014.
  2. ^ a b Dunning, B., The Black Knight Satellite, su Skeptoid Podcast, Skeptoid Media Inc., 4 giugno 2013. URL consultato il 2 settembre 2014.
  3. ^ Editors, Science: Space Watch's First Catch, in TIME Magazine, 7 marzo 1960. URL consultato il 2 settembre 2014.
  4. ^ Man and the Stars: Contact and Communication with Other Intelligence, su duncanlunan.com. URL consultato il 2 settembre 2014.
  5. ^ Erich von Däniken, Chariots of the Gods?, Bantam Books 1968, pp. 100-101, line drawing between pp. 78 e 79.
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