Sass de Stria

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Sass de Stria
Hexenstein
Hexenstein from Passo di Falzarego.JPG
Il Sass de Stria ripreso dal Passo Falzarego.
StatoItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
ProvinciaBelluno Belluno
Altezza2 477 m s.l.m.
Prominenza285 m
CatenaAlpi
Coordinate46°31′15.6″N 11°59′49.2″E / 46.521°N 11.997°E46.521; 11.997
Data prima ascensione12 agosto 1899
Autore/i prima ascensioneGiovanni Siorpaes
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Sass de Stria Hexenstein
Sass de Stria
Hexenstein
Mappa di localizzazione: Alpi
Sass de Stria
Dati SOIUSA
Grande ParteAlpi Orientali
Grande SettoreAlpi Sud-orientali
SezioneDolomiti
SottosezioneDolomiti di Sesto, di Braies e d'Ampezzo
SupergruppoDolomiti Ampezzane
GruppoGruppo del Nuvolau
SottogruppoDorsale del Nuvolau
CodiceII/C-31.I-D.16.a

Il Sass de Stria (nome ladino italianizzato in Sasso di Stria; Hexenstein o Hexenfels in tedesco) è una montagna delle Alpi alta 2.477 m. Si trova nelle Dolomiti, in provincia di Belluno, e sovrasta il passo Falzarego, di fronte alla Tofana di Rozes e il Lagazuoi. Il nome rimanda ad antiche leggende locali che lo facevano residenza di una strega (stria in ladino).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La montagna fu al centro degli aspri combattimenti avvenuti durante la prima guerra mondiale. Dopo che, nel 1915, il forte Tre Sassi sul passo Valparola fu colpito pesantemente dall'artiglieria italiana e dovette essere evacuato, il Sass de Stria diventò la nuova fortificazione degli austriaci con il compito di difendere la val Badia e la val Pusteria contro gli attacchi italiani dal Passo Falzarego. Gli italiani, invece, erano trincerati nel dirupo del Lagazuoi.

Nel 1916 cominciò la guerra delle mine. Scavando la montagna, gli austriaci e anche gli italiani realizzarono gallerie per collocare gli ordigni nelle postazioni nemiche e farle saltare in aria. Quattro cariche austriache e una grande carica italiana esplosero sul Lagazuoi, demolendone la cima. I combattimenti assunsero sin dall'inizio i caratteri di guerra di logoramento e, sino alla disfatta di Caporetto il fronte non si mosse.

Solo nella seconda metà del Novecento, con il recupero dei sentieri, il Sass de Stria diventò una frequentata meta per turisti. Di recente gli Alpini hanno restaurato le trincee. Per quanto riguarda le gallerie il loro accesso è, per la pericolosità, limitato e consigliato solo ad alpinisti esperti.

Accesso[modifica | modifica wikitesto]

La cima, su cui sorge una croce, è raggiungibile in breve tempo (1-1.30 ore), ma con un percorso di difficoltà EE (solo per escursionisti esperti), seguendo una vecchia mulattiera che parte tra il Falzarego e il passo di Valparola (all'altezza del forte di 'N tra i Sass) e che si inerpica lungo la pendice settentrionale. La segnaletica, che in passato non era molto chiara, fu migliorata nel 1996; l'ultimo tratto è attrezzato con due scale e presenta alcuni passaggi che richiedono attenzione, ripidi e parzialmente esposti.

Dalla vetta si gode un ottimo panorama sui gruppi montuosi teatro di scontri durante la prima guerra mondiale: il Lagazuoi, la Tofana di Rozes, la Marmolada, il Setsass, il Col di Lana-Monte Sief, le Cinque Torri, l'Averau ed il Nuvolao, e su altri gruppi dolomitici (Pelmo, Civetta, Gruppo del Sella, Piz dles Conturines).

La vetta può essere raggiunta seguendo anche una ferrata posta sulla parete sud-ovest, denominata ferrata Fusetti in onore al sottotenente Mario Fusetti che effettuò quella scalata il 18 ottobre 1915 per cercare di conquistare la vetta con un colpo di mano del suo piccolo gruppo di soldati.[1]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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