Sarkel

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Migrazione degli Ungari
Turkic Tamgas su alcuni mattoni provenienti da Sarkel

Sarkel (o Sharkil, letteralmente casa bianca in cazaro)[1] era un'ampia fortezza in calcare e mattoni nell'attuale Oblast' di Rostov in Russia, sulla riva sinistra del basso Don.

Essa fu costruita dai Cazari, con l'assistenza bizantina negli anni 830 od 840.[2] Deve il suo nome ("casa bianca") a causa della pietra calcarea utilizzata nella sua costruzione.

Località[modifica | modifica wikitesto]

Sarkel fu eretta su una collina sulla riva sinistra del Don. Oggi si trova sommersa dall'acqua, a causa della costruzione del lago artificiale di Cimljansk.

Attraverso il fiume Don da Sarkel, sulla riva destra, vi era un'altra grande fortezza cazara più o meno contemporanea a Sarkel. Il nome della località era Pravoberezhnoye Tsimlyanskoye (in lingua russa, Правобережное Цимлянское городище) sebbene il suo antico nome non sia noto.[3]. Essa è ancora là, sulla riva destra più alta, sebbene abbia patito dell'erosione dovuta allo sconfinamento delle acque.

Costruzione[modifica | modifica wikitesto]

Sarkel fu costruita per proteggere il confine nordoccidentale dello stato cazaro nel 833. Il Cazari chiesero al loro alleato bizantino, l'imperatore Teofilo, ingegneri per la fortificazione della loro capitale e Teofilo inviò loro il proprio ingegnere capo, Petronas Kamateros. In cambio di questo servizio, il khagan cazaro cedette loro Chersonesos Taurica più alcune altre terre in Crimea.

Gli storici non sono stati in grado di appurare perché una tale fortezza fosse stata eretta sul Don. Essi ritengono generalmente che la costosa costruzione fosse dovuta al sorgere di un forte potere locale che era diventato una minaccia per i Cazari. Gli storici Alexander Vasiliev e George Vernadsky, tra gli altri, sostengono che Sarkel fu eretta per difendere un vitale portage tra il Don e il Volga dal Khaganato di Rus'. Altri storici credono che questo sistema di governo si trovasse molte centinaia di miglia a nord. Un'altra potenza nascente, quella degli Ungari, non minacciava particolarmente i Cazari fin tanto che questi pagavano il loro tributo al khagan.

Costantino VII Porfirogenito scrive nella sua opera De Administrando Imperio che i Cazari chiesero all'imperatore Teofilo di far costruire per loro la fortezza di Sarkel. Il suo scritto è collegato agli Ungari sulla base che la nuova fortezza dovesse essere diventata necessaria a causa della comparsa di un nuovo nemico dei Cazari e altri popoli non potevano essere considerati a quel tempo come nemici dei Cazari. Nel X secolo un esploratore persiano e il geografo Ahmad ibn Rustah sostennero che i Cazari si trincerarono contri gli attacchi degli Ungheresi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Principato del Kievan Rus' (1054-1132).

La città fungeva da frequentato centro di commerci, poiché controllava il portage Volga-Don, che era utilizzato dai Rus' per andare dal Mar Nero al Volga e quindi al Mar Caspio e al Baltico; la via era nota come Via del Volga. Una guarnigione fortificata a Sarkel comprendeva i mercenari Oghuz e Peceneghi. La fortezza e la città di Sarkel furono catturate dal Rus' di Kiev al comando del principe Svjatoslav I di Kiev nel in 965. La città fu rinominata Belaya Vezha (Slavo che sta per "Torre bianca" o "Fortezza bianca") e fu occupata dagli Slavi, che vi rimasero fino al XII secolo, quando la zona fu occupata dai Kipčaki.

Mikhail Artamonov eseguì degli scavi archeologici negli anni 1930. Furono gli scavi più ambiziosi in un luogo cazaro mai intrapresi. Tra gli articolo cazari e rus, Artamonov scoprì colonne byzantine utilizzate nella costruzione di Sarkel. Il luogo è ora sommerso dal bacino di Cimljansk cosicché non vi possono più essere effettuati scavi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) D.M. Dunlop, The History of the Jewish Khazars, Princeton University Press (1954). Secondo Károly Cseglédy, «Šarkel:un'antica parola turca per "casa"» in D.Sinor, ed., Aspects of Altaic Culture (Uralic and Altaic studies no. 23) (Bloomington and the Hague, 1963), pp. 23-31, shar è correlata al ciuvascio shura "bianco" e kel/kil proviene dal medio persiano gil "casa".
  2. ^ D.M. Dunlop e Arthur Koestler danno la data di costruzione intorno all'833 (Dunlop 186; Koestler, The Thirteenth Tribe, Random House (1976), p. 85); Peter B. Golden sostiene che la costruzione di Sarkel sia avvenuta, con l'assistenza bizantina, negli anni 840-41' ("The Conversion of the Khazars to Judaism", in: Peter B. Golden et al. The World of the Khazars. New Perspectives, Brill (2007), p. 150); e Marcel Erdal fornisce la data del 838 ("The Khazar Language", in: Peter B. Golden et al. (2007), p. 85).
  3. ^ (EN) V.S. Flyorov (2017), «Building Materials of Byzantian Origin in Khazar Fortresses of the Lower Don» (riassunto in lingua inglese di un articolo in lingua russa)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

(in lingua inglese salvo diverso avviso)

  • Kevin Alan Brook, The Jews of Khazaria. 2nd ed. Rowman & Littlefield Publishers Inc., 2006, ISBN 0-7425-4981-X
  • Douglas M. Dunlop, The History of the Jewish Khazars, Princeton, N.J., Princeton University Press, 1954.
  • Douglas Morton Dunlop, "Sarkel". Encyclopaedia Judaica (CD-ROM Edition Version 1.0), Ed. Cecil Roth, Keter Publishing House, 1997. ISBN 965-07-0665-8
  • Marcel Erdal, "The Khazar Language", Peter B. Golden et al. (eds.), The World of the Khazars. New Perspectives., Brill, 2007, pp. 75-108.
  • Peter B. Golden, "The Conversion of the Khazars to Judaism", in: Peter B. Golden et al. (eds.). The World of the Khazars. New Perspectives. Brill, 2007, pp. 123-162.
  • René Grousset, The Empire of the Steppes: A History of Central Asia. (transl. Naomi Walford). New Brunswick, New Jersey, Rutgers University Press, 1970, ISBN 0-8135-0627-1
  • Arthur Koestler, The Thirteenth Tribe, Random House, 1976. ISBN 0-394-40284-7
  • George Vernadsky, A History of Russia, online

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]