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Sarakhs

Coordinate: 36°32′N 61°09′E
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Sarakhs
città
سرخس
Sarakhs – Veduta
Sarakhs – Veduta
Localizzazione
StatoIran (bandiera) Iran
ProvinciaRazavi Khorasan
ShahrestānSarakhs
CircoscrizioneCentrale
Territorio
Coordinate36°32′N 61°09′E
Altitudine276 m s.l.m.
Abitanti42 179[1] (2016)
Altre informazioni
Fuso orarioUTC+3:30
Cartografia
Mappa di localizzazione: Iran
Sarakhs
Sarakhs
Sito istituzionale

Sarakhs (in persiano سرخس) è il capoluogo dello shahrestān di Sarakhs,[2] circoscrizione Centrale, nella provincia del Razavi Khorasan in Iran. Aveva, nel 2006, una popolazione di 33 571 abitanti. Si trova al limite orientale della provincia, proprio al confine con il Turkmenistan.

Sarakhs era un punto di sosta sulla "via della seta" che collegava l'antica città di Merv alla Persia.[3] Ai tempi del suo fulgore possedeva molte biblioteche e una famosa scuola di architettura. Gran parte della città originaria si trova ora oltre il confine, in territorio turkmeno, in quella che è la città di Sarahs, in provincia di Ahal.

Il mausoleo di Baba Loghman

Non ci sono notizie circa la Sarakhs preislamica, per quanto i geografi islamici riportino che la città fosse stata fondata dal leggendario re turco Afrasiab,[2] personaggio dello Shāh-Nāmeh di Firdusi.[4]

La prima menzione di Sarakhs nella storia islamica risale al 643, quando il comandante arabo Al-Ahnaf vi inviò uno dei suoi ufficiali, presumibilmente per una ricognizione esplorativa. In seguito le si fa menzione durante i combattimenti nel Grande Khorasan tra gli uomini di Abu Muslim e l'ultimo governatore omayyade della zona, Nasr ibn Sayyar, e nel 801 in occasione di una ribellione contro l'oppressivo governatore abbaside Ali ibn Isa ibn Mahan guidata dal mawlā Abu 'l-K̲h̲aṣīb Wuhayb b. ʿAbd Allāh (799-802). I geografi del X secolo la descrivono come una città considerevole, grande la metà di Merv, dotata di una moschea-cattedrale, un'agricoltura sviluppata a tal punto da esportare cereali a Nishapur, e ampi pascoli per cammelli e pecore. Al-Muqaddasi riporta che la popolazione era divisa in due fazioni: gli hanafiti ʿArūsiyya e gli sciafeiti Ahliyya.[2]

A metà del XII secolo e dopo la fine del sultanato di Ahmed Sanjar, Sarakhs venne devastata dai turkmeni e assaltata da Mas'ud I di Ghazna nel 1040, poi passò sotto il controllo del capo oghuz e del pretendente al trono della Corasmia Il-Arslan, dunque venne invasa dai Mongoli di Gengis Khan. Fu al centro delle lotte tra i Safavidi e i khanati uzbeki, poi venne occupata da Ubaidullah Khan mentre questi si dirigeva verso Mashhad e Tus, e subì le incursioni dei teke turkmeni.[2]

La pace arrivò intorno al 1850, quando venne costruita una fortezza sulla riva occidentale del fiume Hari Rud.[2] La città fu ricostruita nella metà del XIX secolo dallo Scià Nasser al-Din della dinastia Qajar. La risorta città prese così il nome di Sarakhs-e Nasseri (ossia "la Sarakhs di Nasser").

Monumenti e luoghi di interesse

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L'attrattiva principale della città è il mausoleo di Baba Loghman dedicato al mistico sufi, matematico e filosofo del X secolo Loghman di Sarakhs.[3]

  1. Il dato proviene dal sito World Gazetteer, che non esiste più e non è stata trovata una copia disponibile.
  2. 1 2 3 4 5 (EN) C.E. Bosworth, Sarak̲h̲s, in P. Bearman (a cura di), Encyclopaedia of Islam New Edition Online, Brill, 2012.
  3. 1 2 Russo, p. 29.
  4. (EN) Guide to Turkmenistan, 1ª ed., Bradt, p. 131.
  • Stefano Russo, Benvenuti in Iran. Guida culturale di uno dei paesi più affascinanti del mondo, Pagineinprogress, 2022, ISBN 9788894685213.

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