Saosin

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Saosin
I Saosin in concerto nel 2007.
I Saosin in concerto nel 2007.
Paese d'origine Stati Uniti Stati Uniti
Genere Post-hardcore
Emo
Screamo
Periodo di attività 2003in attività
Etichetta Capitol Records
Album pubblicati 2 + 2 EP
Studio 1 + 2 EP
Live 1
Sito web

I Saosin sono una band americana proveniente da Newport Beach, California. Formatisi durante l'estate 2003, sono rinomati per la potenza della voce e la melodia delle chitarre. Il loro stile è stato descritto più volte come post-hardcore,[1] emo,[2] e screamo.[3].

Origine del nome[modifica | modifica sorgente]

L'ex cantante, Anthony Green, ha suggerito il nome "Saosin" per la band. Il termine deriva dall'espressione cinese "xiao xin", che significa "attento", e che può venir tradotta letteralmente anche come "piccolo cuore". Green ha spiegato che il significato di questo nome è un riferimento alla morte di tutte le cose, al concetto che vede, anche in filosofia, nulla essere eterno. Saosin è anche il titolo di un brano del primo album della sua band al college, gli Audience of One, intitolato I Remember When This All Meant Something.[4][5]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi - Translating The Name (2003–2004)[modifica | modifica sorgente]

La prima formazione dei Saosin, comprendente Beau Burchell, Justin Shekoski e l'ex cantante Anthony Green, si unì nel 2003.[6] Il 17 giugno, la band pubblicò il primo EP Translating the Name.[7] Il successo fu immediato, grazie alla popolarità avuta in forum e siti di musica online.

Divennero noti per lo stile caratteristico prima ancora che il primo studio album fosse pubblicato, e furono acclamati a furor di popolo in siti di musica e di social networking, soprattutto MySpace.[8]

Il batterista Pat Magrath e il bassista Zach Kennedy lasciarono la formazione molto presto. Kennedy abbandonò il progetto per motivi personali, bramando il successo nel campo dell'arte.[9] Fu rimpiazzato più tardi da Chris Sorenson che diverrà uno dei membri più attivi all'interno della band. Magrath, già tecnico della batteria per gli Slayer, non era mai entrato ufficialmente nella formazione; secondo Burchell, fu contattato per registrare il primo EP, Translating the Name, e fu rimpiazzato da Alex Rodriguez subito dopo.[10]

Poco dopo la pubblicazione dell'EP, i Saosin iniziarono un tour negli USA assieme alle band Boys Night Out e Anatomy of a Ghost.

Il nuovo cantante - Saosin EP (2004–2006)[modifica | modifica sorgente]

Nel febbraio del 2004, il cantante Anthony Green lasciò i Saosin e formò la band Circa Survive. Gli altri membri della band attribuirono la dipartita di Green al suo uso di diverse droghe, tra cui cocaina. I Saosin finirono comunque il tour americano Warped Tour con Philip Sneed dei Story of the Year alla voce. Un'audizione pubblica iniziò subito dopo la fine del tour.

Dopo la fine dell'audizione e l'utilizzo di numerosi ospiti nei demo, il diciannovenne Cove Reber, già cantante delle band emergenti Mormon in the Middle e Stamp Out Detroit, fu annunciato ufficialmente come nuova voce dei Saosin. Reber si aggiudicò il posto grazie ad una demotape contenente una sua performance acustica di Mookie's Last Christmas.

La sostituzione del carismatico frontman Green non fu facile per Reber, ancora senza esperienza sui grandi palchi. Sebbene Reber avesse un elevatissimo potenziale vocale, non era ancora in grado di esprimerlo al massimo se non in studio. Durante i live, infatti nel suo cantato si denotavano stonature e cali di un certo spessore nel suo cantato a differenza del più professionale Green. Questo, unito alla non eccelsa presenza scenica sul palco, scatenò non poche critiche da parte di diversi fans.

Dopo il tour invernale "Taste of Chaos", la band firma con la Capitol Records in marzo, ripete il "Warped Tour" per la seconda volta e pubblicano il Saosin EP, inteso prima come demo gratuito, poi venduto per conto della Capitol Records. Contiene versioni demo di pezzi poi inseriti nel primo album. Durante il tour registrano inoltre il video per il primo singolo, Bury Your Head. Il tour continua per il resto del 2005, con numerose aperture per band come Avenged Sevenfold e Coheed And Cambria.

Saosin (2006)[modifica | modifica sorgente]

Dopo una pausa tra febbraio e giugno, il "Warped Tour 2006" e numerose apparizioni e comparsate in demo e compilation, i Saosin pubblicano il primo album, Saosin, il 26 settembre 2006. Howard Benson fu contattato come produttore, rinomato già per aver prodotto Motorhead e My Chemical Romance. L'album vendette 35.000 copie durante la prima settimana. Il disco vide la band cambiare tono, che divenne più leggero, meno orientato all'hardcore, come invece erano definiti ai primordi; nonostante questo la band dichiara di non aver per nulla alleggerito la carica durante le esibizioni live.[11]

Dopo l'uscita dell'album, la band divenne più regolare e sicura di prima. Saosin marca così un nuovo inizio per la band, dopo l'insicuro periodo conseguente la dipartita di Green nel 2004.

Tour 2006-2007[modifica | modifica sorgente]

Per il resto del 2006, i Saosin parteciparono al tour internazionale "Taste of Chaos", suonando fuori dagli USA per la prima volta. Ritornarono poi in tournée negli Stati Uniti assieme ai Senses Fail e ai Bleeding Through. Continuarono a girare locali e palcoscenici per l'intero 2007 insieme a Senses Fail, Alexisonfire, The Sleeping e Drop Dead, Gorgeous.

In febbraio si uniscono al tour "Taste of Chaos 2007". Tra aprile e giugno visitano l'Europa, l'Australia, il Giappone e l'Indonesia. Ritornati negli USA, continuano il tour da headliners insieme a Poison The Well, The Receiving End of Sirens, Fiore e Flight 409.

A fine estate 2007, partecipano al Projekt Revolution tour, che come headliner aveva i Linkin Park. Le altre band partecipanti sono Placebo, My Chemical Romance e HIM. Terminato questo tour, girano ancora Stati Uniti e Canada con Alexisonfire, Envy On The Coast, Norma Jean e The Dear And Departed. Dopo la parte canadese del tour, terminano l'anno con alcune date in Inghilterra.

2008: Tour e nuovo album[modifica | modifica sorgente]

Dal 21 gennaio 2008 è ricominciato ufficialmente il tour dei Saosin insieme a Armor For Sleep, Meriwether e The Bled. Ad alcune date di febbraio hanno partecipato anche i Fear Before The March Of Flames. Tra febbraio e marzo si spostano anche in Australia, poi a Singapore dove aprono per il primo live del "Light Grenades Tour" degli Incubus, il 7 marzo. Prima di ritornare negli USA suonano a Bali, nelle Hawaii ed in Messico. Dopo due show conclusivi in California nel mese di aprile, il tour si ferma. Sul loro MySpace è stata recentemente annunciata la registrazione, finora in corso, del nuovo album, che uscirà nei primi mesi del 2009.

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Album[modifica | modifica sorgente]

Data di Uscita Titolo Etichetta Massima Posizione US Billboard Top Independent Albums Top Internet Albums Top Heatseekers Top Rock Albums
17 giugno, 2003 Translating the Name (EP) Death Do Us Part - numero 36 numero 2 numero 27 -
6 settembre, 2005 Saosin (EP) Capitol - - - numero 9 -
26 settembre, 2006 Saosin Capitol numero 22 - numero 20 - numero 7
11 marzo, 2008 Come Close (live) Capitol - - - - -

Videografia[modifica | modifica sorgente]

  • 2008 - Come Close (live)

Tracce su compilation[modifica | modifica sorgente]

Demo[modifica | modifica sorgente]

  • 2003 - Instrumental Demos
  • 2003 - I Can Tell There Was An Accident Here (Demo)
  • 2003 - I Have Become What I've Always Hated
  • 2004 - Instrumental Demos
  • 2004 - Mookie's Last Christmas (Acoustic Audition) (con Cove Reber)
  • 2005 - Come Close Instrumental Demo
  • 2005 - Capitol Demos

(Una lista più dettagliata si può trovare qui)

Altre collaborazioni ed apparizioni[modifica | modifica sorgente]

Video musicali[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Saosin : Rolling Stone.
  2. ^ Saosin on Rhapsody Online, Rhapsody. URL consultato il 26 maggio.
  3. ^ Saosin: profile, Rockdetector.com. URL consultato il 21 maggio.
  4. ^ Scheda sui Saosin da All Music Guide.
  5. ^ Audience of One; Anthony Green's high school band, Punknews.org. URL consultato il 21 maggio.
  6. ^ Saosin - Band History. URL consultato il 21 maggio.
  7. ^ Andrew Martin, Saosin: Translating the Name, Emotionalpunk.com. URL consultato il 21 maggio.
  8. ^ Saosin -- band profile, Absolutepunk.com. URL consultato il 21 maggio.
  9. ^ Saosin -FAQ, Saosin.com. URL consultato il 21 maggio.
  10. ^ Saosin Bio, Nipp.com. URL consultato il 21 maggio.
  11. ^ Simon Diplock, Saosin sauce (Cover Reber interview), New Noise.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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