Santuario di Monte Stella

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Santuario di Monte Stella
Ivrea MonteStella.jpg
StatoItalia Italia
RegionePiemonte
LocalitàIvrea
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareMaria
Diocesi Ivrea
Stile architettonicobarocco
Inizio costruzione1627
CompletamentoXVII secolo
Sito web

Coordinate: 45°28′20.64″N 7°52′55.24″E / 45.4724°N 7.88201°E45.4724; 7.88201

Il santuario di Monte Stella di Ivrea costituisce uno dei luoghi di interesse storico e artistico della cittadina piemontese. A pochi passi dall'affollata piazza del mercato ortofrutticolo, si snodano – lungo il pendio di un'altura morenica, in un bosco di platani e di bagolari – le stazioni di un'ottocentesca Via Crucis che salgono al santuario della Madonna della Stella, meglio noto agli eporediesi come santuario di Monte Stella. www.santuariodimontestella.it

Storia del santuario[modifica | modifica wikitesto]

Il santuario venne edificato nel 1627 e ampliato poco più tardi nel 1658 a testimonianza della speciale devozione che si esprime, ad Ivrea e in tutto il Canavese, nei confronti della "Madonna Nera"' di Oropa.

Di tale secentesca costruzione rimangono oggi solo il campanile e una parete adiacente alla attuale chiesa, su cui si vedono i resti di una lunetta affrescata. La odierna chiesa dedicata alla "Madonna della Stella" ha forma di tempio a pianta circolare e venne edificato nel XIX secolo.

La cappella dei Tre Re[modifica | modifica wikitesto]

La cappella dei Tre Re

Proseguendo oltre il santuario di Monte Stella, lungo un ciottolato che sale sulla cima della collina dioritica, si arriva – in un posto suggestivamente panoramico – alla cappella dei Tre Re, meta di pellegrinaggio che si svolge nel giorno dell'Epifania e che – per antica deliberazione pontificia – vale ai fedeli una indulgenza plenaria. L'antico rito della processione e della offerta dei ceri alla cappella, è stato, in tempi recenti, incorporato nelle celebrazioni dello storico carnevale di Ivrea, che ogni anno ha il suo avvio proprio nella giornata dell'Epifania.

La cappella, dalla architettura romanica estremamente sobria, riconoscibile soprattutto per la presenza di un'abside semicilindrica, fu edificata attorno al 1220: la tradizione vuole che sia stato san Francesco a suggerirne la costruzione per ottenere la protezione dalla grandine.

Anche l'interno della cappella è alquanto spoglio. Sin verso il 1980, sull'altare della cappella era posto un presepe composto da cinque statue lignee (opera databile verso l'ultimo quarto del XV secolo, eseguita da un ignoto scultore, il cosiddetto Maestro dell'Adorazione dei Magi di Ivrea) collocate in una sorta di "teatrino sacro" dal fondale dipinto, ad ampliare prospetticamente la scena dei Magi. Ora il presepe è conservato presso il "Museo Civico Garda".

L'affresco di scuola spanzottiana[modifica | modifica wikitesto]

Seguace di Giovanni Martino Spanzotti, Adorazione del Bambino, particolare

Al di sotto dello scialbo che ricopre le pareti della cappella è recentemente affiorato un pregevole affresco, anch'esso databile verso la fine del XV secolo (ca 1480) raffigurante una Adorazione del Bambino con ai due lati le figure di san Rocco e di san Sebastiano (omaggio probabile allo scampato pericolo della peste scoppiata in quegli anni); affresco che, per molti elementi stilistici, richiama la lezione artistica di Martino Spanzotti.

Il restauro ultimato nel 2004 ha consentito di restituire al pregevole affresco i suoi colori originali e di mettere in evidenza la cura con la quale furono dipinti i volti di Maria e di Giuseppe.

Si tratta dunque di un'opera pressoché coeva all'avvio al grande ciclo di affreschi realizzati dallo Spanzotti nella chiesa di San Bernardino ad Ivrea, eseguito da un maestro di notevole valore artistico, capace di realizzare – come hanno mostrato le analisi condotte nel corso del restauro- l'intera opera in una sola giornata. Tutto questo aveva affrettatamente fatto pensare che l'autore potesse essere lo stesso Spanzotti, sia pur con l'intervento di aiuti per le parti visibilmente meno curate.

La più recente analisi critica dell'affresco [1] ha portato a ritenerlo opera di un valente pittore, attivo tra Canavese e Valle d'Aosta, che si ispira con evidenza allo Spanzotti (e in particolarmente alla Adorazione del Bambino e Santi Vescovi di Rivarolo Canavese) e che, per alcuni versi, pare non immemore della lezione aostana di Antoine de Lonhy[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ prof. Giovanni Romano
  2. ^ Altre opere attribuibili forse allo stesso maestro o ad altri seguaci di Martino Spanzotti sono l'Adorazione della parrocchiale di Rivara; l'Adorazione e altri affreschi della cappella della Madonna delle Grazie in San Pietro Vecchio a Favria; la Madonna col Bambino nella cappella della Beata Maria Vergine in località Ronchietto, presso Ribordone.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]