Santuario della Madonna di Tirano
| Santuario della Madonna di Tirano | |
|---|---|
| Stato | |
| Regione | Lombardia |
| Località | Tirano |
| Indirizzo | Piazza della Basilica - 23037 Tirano (SO) |
| Coordinate | 46°13′04.51″N 10°09′18.37″E |
| Religione | cattolica di rito romano |
| Titolare | Maria, madre di Gesù |
| Diocesi | Como |
| Consacrazione | 1528 |
| Fondatore | beato Mario Omodei |
| Stile architettonico | rinascimentale |
| Inizio costruzione | 1505 |
| Completamento | 1513 |
Il santuario della Madonna di Tirano, che sorge nella parte occidentale della città, è da considerarsi il monumento religioso più importante della Valtellina, nonché il santuario mariano per eccellenza della Diocesi di Como[1].
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Il 29 settembre 1504 a Tirano, in un orto, la Madonna sarebbe apparsa a Mario Omodei, chiedendogli di edificare in quel luogo un tempio in suo onore[1][2][3]. Egli sarebbe quindi stato il primo fedele promotore della costruzione del santuario.[2] I lavori iniziarono nel 1505, precisamente il 25 marzo,[3] solennità dell'Annunciazione della Beata Vergine Maria, giorno della ricezione dell'autorizzazione a costruire l'edificio religioso firmata dal vescovo di Como.[4] La struttura esteriore dell'edificio fu terminata nel 1513.[3][4] Per la consacrazione della chiesa si dovette attendere sino al 14 maggio 1528 quando, completati gli interni, il santuario venne benedetto dal vescovo Cesare Trivulzio.[5]
Tra il 1580 e il 1587 si edificarono la cupola e il tiburio, costruiti sotto la direzione del maestro campionese Pompeo Bianchi, già operante come ingegnere presso il cantiere della Cattedrale di Como. Al termine dei lavori, in cima alla cupola fu collocata una statua raffigurante San Michele Arcangelo, opera di Francesco Guicciardi.[4]
Papa Pio XII proclamò la Madonna di Tirano patrona della Valtellina.
Nel 1927 il santuario venne eretto al rango di basilica minore di Santa Romana Chiesa.[6]
Il 6 luglio 2003 il vescovo Alessandro Maggiolini elevò la chiesa al rango di santuario diocesano.[3] Da allora, il Santuario è annoverato nell'elenco dei Santuari e templi votivi della Diocesi di Como[7].
Il popolo attribuì a Mario Omodeo il titolo di beato, anche se la Chiesa cattolica non si è mai pronunciata ufficialmente al riguardo. Però il titolo gli è comunemente attribuito da vescovi e anche da due papi: Pio XI e Pio XII[8].
Il racconto dell'apparizione
[modifica | modifica wikitesto]Il 29 settembre 1504, festività di san Michele Arcangelo, un contadino di Tirano di nome Mario Omodei si stava recando a una sua vigna quando, secondo la tradizione, fu sollevato miracolosamente da terra e fu portato in un piccolo orto, dove gli sarebbe apparsa la Vergine Maria. Quest'ultima gli parlò della pestilenza in corso, che colpiva uomini e animali, e di come sarebbe peggiorata, ma gli avrebbe anche suggerito come rimedio la costruzione di una chiesa in suo onore. Il contadino tornò in paese e riferì quello che gli era successo, in particolare al cavaliere Luigi Quadrio e ai notabili del luogo. Aggiunse che la Madonna gli aveva promesso anche la guarigione di suo fratello, già in agonia per la peste[9]. Insieme al curato di Tirano, Gregorio degli Omodei, dopo avere constatato la guarigione promessa, si recarono sul luogo dell'apparizione dove decisero di costruire la chiesa richiesta: non appena si iniziarono i lavori la pestilenza cessò[10].
Architettura
[modifica | modifica wikitesto]L'eleganza, la grazia e la ricchezza dell'architettura e delle decorazioni a stucco, delle sculture e degli affreschi, fanno sì che il santuario venga considerato, con il duomo di Milano e la certosa di Pavia, una delle tre chiese più belle della Lombardia.[11]
Ispirato ai canoni rinascimentali di equilibrio e bellezza, il santuario fu presumibilmente progettato da Tommaso Rodari,[3][4] già architetto della Fabbrica del duomo di Como. Qui si fondono elementi toscani, lombardi e perfino veneziani (come l'aerea facciata). Suo fratello Giacomo Rodari si occupò invece della splendida ornamentazione scultorea dei finestroni e dei portoni laterali, completata attorno al 1534, nel portone principale da Alessandro della Scala di Carona[4]. A quest'ultimo autore è attribuito anche il San Giovanni che, all'interno della chiesa, orna il fonte battesimale.[4] Restando all'interno del santuario, tipiche dei Rodari sono anche le candelabre presenti nelle lesene e le formelle che ornano gli archi e le travi.[4]
L'interno si presenta con una struttura articolata su tre navate di cui la centrale misura 20 metri ed ha una larghezza di 14. La particolarità che subito si ravvisa agli occhi del visitatore è l'enorme quantità di stucchi, dipinti e decorazioni presenti sulle pareti e sulle volte del soffitto della chiesa, il tutto teso a ricoprire ogni spazio disponibile, caratteristiche queste che hanno consentito a tale monumento di divenire un insigne esempio della maestria dell'arte rinascimentale lombarda.

Il santuario si presenta poliedrico per la presenza delle opere d'arte che lo adornano: sulla facciata spicca il portale dello scultore Alessandro Della Scala da Carona, mentre all'interno si trova un organo di pregevole fattura, realizzato tra il 1608 e il 1617 dal bresciano Giuseppe Bulgarini.[4][11] La particolarità di quest'organo è il suo aspetto davvero monumentale nel complesso della chiesa, poiché poggia su otto grandi colonne di marmo rosso ed anticamente, durante la settimana santa quando esso non veniva utilizzato per le funzioni, veniva ricoperto con una tela dipinta ad opera di Carlo Marni del 1650 raffigurante l'Incoronazione della Vergine.[4][11]
Sempre all'interno, l'altare maggiore si presenta come una pregevole opera di gusto barocco realizzata con intarsi di marmi nel 1748, in armonia con la cantoria lignea dell'abside che risale al 1749. Sull'ancòna, realizzata dai fratelli Giovanni Angelo e Tiburzio Del Maino negli anni tra il 1519 e il 1524[12], una tela seicentesca raffigura il miracolo che ha portato alla costruzione del santuario tiranese.[11]
Nella prima campata di sinistra si apre la cappella della Madonna, dove una statua mariana scolpita dai fratelli Del Maino è ospitata all'interno di un altare marmoreo di inizio Ottocento. L'altare fu realizzato in sostituzione dell'originale in legno, anch'esso di fattura mainiana, requisito nel 1798 dalle autorità della Repubblica Cisalpina al fine di impossessarsi delle porzioni in argento che alla fine del Seicento erano state affisse alla struttura. Alle spalle dell'altare in marmo, uno scurolo conserva un gruppo di statue che rappresentano la scena della presunta apparizione mariana legata al santuario.[4]

Di rilievo è anche il campanile che venne iniziato nel 1578 e completato nel 1641 ad opera del progettista Pietro Marni di Bormio. Anticamente, sul lato est della torre campanaria si potevano vedere gli stemmi delle Tre Leghe (Lega Caddea, Lega Grigia e Lega delle Dieci Diritture), dipinti dal pittore valtellinese Cipriano Valorsa. Originariamente le campane vennero realizzate da «...maestro Chlaudio della paze del Ducato di Lorena, maestro dele campane», che ne realizzò nel complesso tre, successivamente rifuse e portate a cinque. Anche l'orologio subì delle modifiche nel corso dei secoli: un primitivo impianto venne posto nel 1577 e donato dal possidente Lorenzo Peverelli, mentre nel 1828 venne impiantato l'attuale ad opera di Luigi Maccaferri di Gallarate.[11]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 REGINA CÆLI, su vatican.va, 5 maggio 1996.
- 1 2 Cammilleri, 29 settembre.
- 1 2 3 4 5 Tirano – Madonna di Tirano – Santuari Diocesani, su santuari.diocesidicomo.it. URL consultato il 1º febbraio 2022.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Santuario della Madonna di Tirano, Piazza Basilica - Tirano (SO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 1º febbraio 2022.
- ↑ G. A. Cornacchi, Breve Istoria della Miracolosissima Madonna di Tirano, 1621, rist. Tirano, 1934
- ↑ (EN) Catholic.org Basilicas in Italy, su gcatholic.org.
- ↑ Santuari diocesani e templi votivi – Santuari Diocesani, su santuari.diocesidicomo.it. URL consultato il 21 novembre 2023.
- ↑ Il Santuario della Madonna di Tirano, su alleanzacattolica.org. URL consultato il \10 ottobre 2025.
- ↑ 29 settembre: apparizione della Madonna di Tirano, su calendariovaltellinese.com. URL consultato il 10 ottobre 2025.
- ↑ Racconto dell’Apparizione della Beata Vergine di Tirano, su santuariomadonnaditirano.it. URL consultato il 10 ottobre 2025.
- 1 2 3 4 5 A. Giussani e L. Varischetti, Il Santuario della Madonna di Tirano nella Storia e nell'Arte, Como, 1926, rist. Sondrio, 1964
- ↑ Agosti, Stoppa, 2010, 116-117.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Rino Cammilleri, Tutti i giorni con Maria, calendario delle apparizioni, Milano, Edizioni Ares, 2020, ISBN 978-88-815-59-367.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikibooks contiene testi o manuali sulla disposizione fonica dell'organo a canne
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Santuario della Madonna di Tirano
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su santuariomadonnaditirano.it. URL consultato il 10 ottobre 2025.
- (EN) Santuario della Madonna di Tirano, in GCatholic.org.
- Santuario della Madonna di Tirano, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.
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