Santuario della Madonna di Tirano

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Santuario della Madonna di Tirano
Santuario della Madonna di Tirano 095.jpg
La facciata rinascimentale del santuario della Madonna di Tirano
StatoItalia Italia
RegioneLombardia
LocalitàTirano
IndirizzoPiazza Basilica
Religionecattolica
TitolareMaria, madre di Gesù
Diocesi Como
Consacrazione1528
Fondatorebeato Mario Omodei
Stile architettonicorinascimentale
Inizio costruzione1505
Completamento1513

Coordinate: 46°13′04.48″N 10°09′18.61″E / 46.217911°N 10.15517°E46.217911; 10.15517

Il santuario della Madonna di Tirano, che sorge nella parte settentrionale dell'abitato, è da considerarsi il monumento religioso più importante della Valtellina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la tradizione cattolica, il 29 settembre 1504 a Tirano, in un orto, la Madonna apparve al beato Mario Omodei, chiedendogli di edificare in quel luogo un tempio in suo onore. Egli fu quindi il primo fedele promotore della costruzione del santuario, iniziata il 25 marzo (giorno dell'Annunciazione di Maria Vergine) del 1505 e terminata nella sua parte esteriore nel 1513. Per la consacrazione della chiesa si dovette attendere sino al 14 maggio 1528 quando, completati gli interni, il santuario venne benedetto dal vescovo di Como Cesare Trivulzio.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Ispirato ai canoni rinascimentali di equilibrio e bellezza, il santuario fu progettato da Tommaso Rodari, già architetto della Fabbrica del duomo di Como. Qui si fondono elementi toscani, lombardi e perfino veneziani (come l'aerea facciata). Suo fratello Giacomo Rodari, si occupò invece della splendida ornamentazione scultorea dei finestroni e dei portoni laterali, completata attorno al 1534, nel portone principale da Alessandro della Scala di Carona.

L'interno si presenta con una struttura articolata su tre navate di cui la centrale misura 20 metri ed ha una larghezza di 14. La particolarità che subito si ravvisa agli occhi del visitatore è l'enorme quantità di stucchi, dipinti e decorazioni presenti sulle pareti e sulle volte del soffitto della chiesa, il tutto teso a ricoprire ogni spazio disponibile, caratteristiche queste che hanno consentito a tale monumento di divenire un'insigne esempio della maestria dell'arte rinascimentale lombarda.

Particolare della cupola d'ispirazione bramantesca e del campanile cinquecentesco

Il santuario si presenta poliedrico per la presenza delle opere d'arte che lo adornano: sulla facciata spicca il portale dello scultore Alessandro Della Scala da Carona, mentre all'interno si trova un organo di pregevole fattura, realizzato tra il 1608 e il 1617 dal bresciano Giuseppe Bulgarini. La particolarità di quest'organo è il suo aspetto davvero monumentale nel complesso della chiesa, poiché poggia su otto grandi colonne di marmo rosso ed anticamente, durante la settimana santa quanto esso non veniva utilizzato per le funzioni, veniva ricoperto con una tela dipinta ad opera di Carlo Marni del 1650 raffigurante l'Incoronazione della Vergine. Sempre all'interno, l'altare maggiore si presenta come una pregevole opera di gusto barocco realizzata con intarsi di marmi nel 1748, in armonia con la cantoria lignea dell'abside che risale al 1749. Sull'ancòna, realizzata dai fratelli Giovanni Angelo e Tiburzio Del Maino negli anni tra il 1519 e il 1524[2], una tela seicentesca raffigura il miracolo che ha portato alla costruzione del santuario tiranese.[3]

Francobollo che raffigura la vetrata del santuario, emesso nel 2004 in occasione del V centenario dell'apparizione

Di rilievo è anche il campanile che venne iniziato nel 1578 e completato nel 1641 ad opera del progettista Pietro Marni di Bormio. Anticamente, sul lato est della torre campanaria si potevano vedere gli stemmi delle Tre Leghe (Lega Caddea, Lega Grigia e Lega delle Dieci Diritture), dipinti dal pittore valtellinese Cipriano Valorsa. Originariamente le campane vennero realizzate da «...maestro Chlaudio della paze del Ducato di Lorena, maestro dele campane», che ne realizzò nel complesso tre, successivamente rifuse e portate a cinque. Anche l'orologio subì delle modifiche nel corso dei secoli: un primitivo impianto venne posto nel 1577 e donato dal possidente Lorenzo Peverelli, mentre nel 1828 venne impiantato l'attuale ad opera di Luigi Maccaferri di Gallarate.[3]

Il gusto barocco, la grazia e la ricchezza delle decorazioni a stucco, delle sculture e degli affreschi, fanno sì che il santuario venga considerato, con il duomo di Milano e la certosa di Pavia, una delle tre chiese più belle della Lombardia.[3]

La Madonna di Tirano è stata proclamata patrona della Valtellina da papa Pio XII.

Venne eretta a basilica minore di Santa Romana Chiesa nel 1927.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G. A. Cornacchi, Breve Istoria della Miracolosissima Madonna di Tirano, 1621, rist. Tirano, 1934
  2. ^ Agosti, Stoppa, 2010, 116-117.
  3. ^ a b c A. Giussani e L. Varischetti, Il Santuario della Madonna di Tirano nella Storia e nell'Arte, Como, 1926, rist. Sondrio, 1964
  4. ^ (EN) Catholic.org Basilicas in Italy

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