Santuario della Madonna della Rocchetta

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Madonna della Rocchetta
Rocchetta cornate d'Adda.jpg
Facciata della chiesetta della Rocchetta di Paderno d'Adda
StatoItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
LocalitàPaderno d'Adda-Stemma.png Paderno d'Adda
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareVergine Maria
Arcidiocesi Milano
FondatoreBeltrando da Cornate
Stile architettonicoromanico

Coordinate: 45°40′07″N 9°28′28.4″E / 45.668611°N 9.474556°E45.668611; 9.474556

Il santuario della Madonna della Rocchetta a Paderno d'Adda è situato tra il fiume Adda e il naviglio, all'interno dell'ecomuseo Adda di Leonardo da Vinci. La chiesetta è dedicata alla Vergine e appartiene alla parrocchia di Porto d'Adda. Nella sua storia fu spesso oggetto di restauro[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Questo santuario ebbe origine quando la città di Milano era nel suo momento di maggior fervore religioso che fece sorgere il duomo di Milano dedicato a Maria Nascente. Nel 1386 il milanese dottor Beltrando da Cornate volle far erigere vicino alla Rocchetta una chiesa dedicata alla Vergine con insieme una casetta dove dovevano abitarci i frati eremiti dell'ordine di Sant'Agostino. Il convento della Rocchetta fu costituito regolarmente. Nel 1397 il priore era il padre Marco da Merate.[2]

Nei primi decenni del quindicesimo secolo il fiume Adda divenne il confine tra i territori del ducato di Milano e quelli della repubblica di Venezia e per questo vennero inviati presso il convento alcuni soldati; la difficile convivenza convinse i frati ad abbandonare il luogo e Filippo Maria Visconti approfittò dell’occasione per fare edificare un fortilizio che inglobò la chiesa. I militari milanesi potevano controllare sia i movimenti delle truppe venete al di là del fiume sia scoraggiare l’attraversamento del fiume.

L'assenza forzata dei padri agostiniani della Rocchetta determinò l'abbandono dei beni dell'ente e per tale motivo nell'ottobre 1484 si procedette alla soppressione del convento facendo confluire tutti i possessi del patrimonio del monastero milanese di San Marco. Nel corso del sedicesimo secolo le mutate condizioni politiche determinarono l'abbandono del fortilizio della Rocchetta. Il luogo divenne rifugio di ladri e banditi e per questo motivo ogni edificio ad eccezione della chiesa venne abbattuto. La chiesa non era in condizioni ottimali, malgrado l’opera di restauro degli operai addetti alla costruzione del Naviglio. All'interno dell’edificio vi erano affreschi rappresentanti la Vergine, san Rocco e san Sebastiano.

All'epoca della fondazione la chiesa della Rocchetta si trovava nella parrocchia di Porto d'Adda, frazione di Cornate d'Adda; successivamente viene indicata appartenente alla parrocchia e al territorio di Paderno, pertanto nacque una contesa per motivi economici tra i frati agostiniani e la parrocchia di Paderno. Nel Seicento, infatti, la festa della Vergine celebrata presso la Rocchetta il 9 settembre vedeva ogni anno accorrere notevoli folle dal milanese al bergamasco attirati dalla fama taumaturgica della Madonna della Rocchetta e vi era quindi un notevole giro di affari. I parroci che negli anni si susseguirono alla guida della comunità di Paderno, allettati dalla speranza di ricchi guadagni, riuscirono a dimostrare, anche grazie a un errore del catasto di Carlo V, appartenenza della Rocchetta al territorio di Paderno. La Rocchetta oggi è inserita nel territorio comunale di Paderno d'Adda, in provincia di Lecco, ma fa riferimento alla parrocchia di Porto d'Adda, in provincia di Monza e della Brianza.

Giovanni Dozio un professore che si distinse negli studi storici, scrisse di aver trovato, in carte del secolo XV e XVI, accenni di un forte o rocchetta; riteneva che si trattasse di un castello eretto intorno al mille. In queste carte oltre alla chiesa di Cornate d'Adda si nomina un "castrum quod nominatur Rauca" ossia "rocca". Mentre si hanno notizie certe della rocca di Airuno, per la Rocchetta vi sono delle incertezze.

Anche Guido Ferrari confermò nelle sue Lettere Lombarde (Milano, 1765), più probabilmente per sentito dire, che quei ruderi non potevano essere che di un castello, e questo indusse alcuni storici britannici a pensare ad un secondo castello situato nelle vicinanze della Rocchetta.

In conclusione quello che si può affermare è che Beltrando fece erigere un piccolo convento con chiesa dedicata a Maria e lo donò agli Agostiniani. Quel piccolo convento, conclusasi la pace tra il duca di Milano e la repubblica veneta, non poté più esistere e i padri si dispersero nei paesi vicini aiutando le chiese secolari, pertanto la chiesetta fu conservata, ma andò lentamente in decadenza. Con la soppressione del convento di San Marco, gli Agostiniani non ebbero più ingerenze né in Porto d'Adda né alla Rocchetta e i loro beni furono venduti a privati.

Storia recente[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni Novanta si scoprirono delle fortificazioni che in origine dovevano cingere completamente la cima del colle di Santa Maria; le cerchia di mura erano realizzate con ciottoli legati e malta di calce. Grazie alla tessitura del muro, che era realizzato un po' in stile romano e un po' in stile greco, si ipotizza che la fortificazione sia collocata nel periodo Alto-medioevo e non all'epoca "visconteo-sforzesca".

A partire dal 1998, nelle campagne vicine alla chiesa della Madonna della Rocchetta, sono stati effettuati degli scavi, terminati nel 2000, anno in cui è stata trovata una immensa cisterna d'acqua risalente al Medioevo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Panzeri, p. 207
  2. ^ Panzeri, pp. 208-209

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pier Giorgio Panzeri, Cornate d'Adda, dai Longobardi ad oggi, in Sugar edition Milano, 1977

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