Santuario della Madonna del Giglio

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Santuario della Madonna del Giglio
Madonna del Giglio sanctuary 3.jpg
La chiesa di Santa Maria del Giglio vista da piazza San Marco
StatoItalia Italia
RegioneToscana Toscana
LocalitàPrato-Stemma.png Prato
ReligioneCristiana cattolica
Diocesi Prato
Consacrazione1680
Inizio costruzione1664 (circa)
CompletamentoFine del XVII secolo

Coordinate: 43°52′42.16″N 11°06′06.75″E / 43.878378°N 11.101875°E43.878378; 11.101875

Il santuario della Madonna del Giglio si trova a Prato in via San Silvestro, adiacente a piazza San Marco.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Qui sorgeva la chiesa dello Spedale di San Silvestro, fondato da Dolce de' Mazzamuti intorno al 1270 e poi unito a quello della Misericordia, che prese il nome attualmente ancora usato di Misericordia e Dolce. La chiesa, di cui resta visibile il portale duecentesco sotto il portico, fu trasformata in santuario dopo una serie di miracoli che presero avvio il 26 agosto 1664 col prodigioso rifiorire di un giglio secco posto davanti a una Madonna col Bambino del primo Quattrocento, dipinta sul pozzo esterno alla chiesa.

La trasformazione in santuario fu condotta su progetto di Pier Francesco Silvani, e si concluse nel 1680 con il trasporto del venerato dipinto nell'imponente altar maggiore in scagliola (1665), su disegno di Giovan Battista Balatri, completato nel 1705 da una tela di Pier Dandini con Dio Padre e santi. I monocromi di fianco all'altar maggiore e le altre decorazioni sono opera di Rinaldo Botti e collaboratori (1717 circa)

Uno degli altari laterali, realizzati nel 1670-1674, è ornato da una tela di Alessandro Rosi, i Santi Francesco Saverio e Pietro d'Alcantara.

Nel 1982 mons. Renzo Francalanci ha fatto in modo che alla Madonna del Giglio nell'affresco sovrastante l'altare maggiore, fosse apposta una corona d'oro, dando così all'immagine la definizione Maria incoronata Regina.

Il rettore ha inoltre istituito presso il santuario la comunità dei cosiddetti cavalieri del Giglio, con lo scopo di assicurare la custodia e il servizio al santuario. Questi cavalieri e dame, ogni anno, organizzano attività benefiche a favore delle necessità del Santuario e diversi gemellaggi internazionali. Egli ha dato inoltre ospitalità al gruppo dei cavalieri del santo Sepolcro, che hanno curato il restauro del santuario.

Dal 1980 il rettore del santuario mons. Renzo Francalanci, archimandrita della Chiesa greco-melkita cattolica.

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