Santo Sinodo in resistenza

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Santo Sinodo in resistenza
(EL) Ἐκκλησία τῆς Ἑλλάδος
Il monastero dei santi Cipriano e Giustina
Il monastero dei santi Cipriano e Giustina
Classificazione Ortodossa
Fondata 1924
Separata da Chiesa di Grecia
Diffusione Grecia
Rito bizantino
Calendario giuliano
Sede Monastero dei Santi Cipriano e Giustina
Forma di governo episcopale

Il Santo Sinodo in Resistenza era l'organo canonico-amministrativo di una Chiesa ortodossa fondata in Grecia appartenente alle cosiddette "Chiese in Resistenza". Aveva sede presso il Monastero dei Santi Cipriano e Giustina in Filì, vicino ad Atene. Questa Sinodo era nata dalla separazione, per motivi teologici vertenti soprattutto sulla presenza della Grazia nei sacramenti della Chiesa di Stato di Grecia e nelle altre Chiese ortodosse in Comunione con lei. Il Metropolita Cipriano di Oropòs e Filì ruppe con l'insieme del Sinodo di ispirazione Florinita fino alla ricomposizione - operata nel 2014 - che ha non solo riunito i due Sinodi, ma creato una comunione canonica di Chiese che non accettano principalmente la pratica dell'Ecumenismo e del Dialogo interreligioso considerandole eresia rispetto all'affermazione del Credo di Nicea-Costantinopoli "(credo) in una Unica Santa Cattolica ed Apostolica Chiesa", contestano la legittimità dell'introduzione del cosiddetto "nuovo Calendario" effettuata in un congresso organizzato a Costantinopoli dal Patriarca Melezio IV Metaxakis e poi accettata in Grecia dall'Arcivescovo di Atene Crisostomo Papadopulos e successivamente in Romania ed altre Chiese. In questa modifica essi vedono una rottura dell'Unità della Chiesa attraverso la celebrazione in giorni diversi delle sue fondamentali festività. Contemporaneamente considerano una grave violazione dell'ordine canonico il cosiddetto "sergianismo" dall'operato del metropolita Sergio, luogotenente del trono patriarcale moscovita, che sottomise di fatto, al governo sovietico, la Chiesa patriarcale russa. Questo Sinodo si collega idealmente al movimento Florinita, così chiamato dal nome del Metropolita Crisostomo di Florina, uno dei Vescovi che si staccarono dal Santo Sinodo della Chiesa di Stato di Grecia al momento dell'introduzione del nuovo calendario detto "giuliano riformato", sostanzialmente identico al Calendario Gregoriano, per ispirazione del patriarca di Costantinopoli Melezio IV, che aveva convocato un congresso pan-ortodosso; a questo congresso, però, molte Chiese ortodosse non parteciparono così che venne minata all'origine la sua universalità ortodossa. La non partecipazione di queste Chiese era motivata dalla loro contrarietà all'idea di grandi modifiche all'interno della tradizione ortodossa di quel patriarca. Infatti, molte di queste riforme non furono accettate nemmeno da chi era intervenuto e l'unica che passò fu la riforma del calendario avente lo scopo di avvicinare l'Ortodossia alle Chiese occidentali. L'appartenenza massonica di Melezio - pubblicata anche sul sito ufficiale della Gran Loggia di Grecia e quindi non più smentibile - lo portava ad una visione irenistica e relativistica della Chiesa. Il movimento che faceva capo a questo prelato adottò, tranne che per un momento difficile, una posizione moderata nei confronti della Chiesa di Grecia, riconoscendone la validità sacramentale e giustificando la sua separazione con lo scopo di ricondurre la Chiesa, che aveva sbagliato, a seguire l'errore di Melezio nella via della rettitudine ortodossa. Quando, dopo alterne vicende, sotto la presidenza di Crisostomo II, abbandonò, almeno in parte, la posizione moderata del fondatore, il Metropolita Cipriano I abbandonò quel Sinodo, che lo condannò. Appellandosi per l'irregolarità della condanna alla Chiesa Russia fuori Frontiera, con loro in comunione, da cui i Vescovi Floriniti ancora in vita avevano ricevuto la successione apostolica attraverso le ordinazioni dei Vescovi, che riconobbe la palese nullità della condanna, fondò un nuovo Sinodo che mantenesse la posizione più moderata, espressa in un documento noto col nome di "Tesi Ecclesiologiche del Metropolita Cipriano" , dove, richiamandosi alla dottrina della "colpa sanabile" di San Basilio il Grande, si sosteneva sia il diritto alla resistenza all'errore sulla base dei Canoni del Concilio Primo-Secondo, convocato e presieduto da San Fozio, sia il fatto che i resistenti non sono "La Chiesa di Grecia", né "La Chiesa di Grecia" è quella che era prima dell'errore e che, quindi, era necessario un Concilio, in cui si manifestasse il pentimento per l'errore e ritornare all'unione. Nel frattempo la Chiesa di Stato di Grecia non perdeva, a suo avviso, la Grazia Sacramentale e attendeva il giudizio di un Concilio generale della Chiesa Greca o il Giudizio finale del Signore al suo ritorno alla fine dei tempi. Questa posizione era ampliamenti contestata dal resto dei Floriniti che ritenevano che ci si poteva separare dall'eresia anche prima di una sua condanna formale.Dopo lunghe ed approfondite discussioni da parte di una Commissione mista fu elaborato un documento di riunione (reperibile nel sito ufficiale della Diocesi di Luni - Esarcato d'Italia www.diocesidiluni.it) e la Chiesa dei Veri Cristiani Ortodossi di Grecia si ricompose con una solenne concelebrazione dei Vescovi la terza domenica della Grande Quaresima il 18 marzo 2014. Non solo. ma è venuta a crearsi una comunione di Chiese tradizionaliste ma non fanatiche, formata dalla suddetta Chiesa Greca, dalla Chiesa Rumena di Vecchio Syile, la Chiesa Russa fuori frontiera in quella parte che non si è riunita col Patriarcato di Mosca. Quasi contemporaneamente lo Stato Greco ha emanato una legge per cui le Metropoli e le Diocesi della Chiesa dei Veri (o Genuini) Cristiani Ortodossa di Grecia posso chiedere il riconoscimento dello Stato ed ottenerlo arrivando così ad una equiparazione di fatto alla Chiesa di Stato di nuovo Calendario.

La fonte principale da cui le notizie sono state riprese è l'opera del Vescovo Silvano di Luni - l'Ortodossia e gli altri - edita da "Il Cerchio" di Rimini, estremamente dettagliata nel riportare le fonti e ricca di documentazione originale per la prima volta pubblicata in Italia.

Il sito ufficiale greco della Chiesa è il seguente

Gerarchia della Chiesa riunita del Veri Cristiani Ortodossi di Grecia nel Dicembre 2015.[modifica | modifica wikitesto]

PRESIDENTE

† Arcivescovo KALLINIKOS di Athens e tutta la Grecia

MEMBRI

  • Metropolita AKAKIOS di Attika e Diavleia
  • Metropolita MAXIMOS di Thessalonike
  • Metropolita Fozio di Demetrias (Volos), Arcicancelliere del SantoSinodo
  • Metropolita ATHANASIOS di Larisa e Platamon
  • Metropolita JUSTIN di Evripos e Euboia
  • Metropolita GERONTIOS di Piræus e Salamis
  • Metropolita CHRYSOSTOMOS di Attica e Boiotia
  • Metropolita MOSES di Toronto
  • Metropolita DEMETRIOS di America
  • Metropolita CYPRIAN di Oropos e Phyle
  • Vescovo GREGORY di Christianoupolis
  • Vescovo AMBROSE di Philippi
  • Vescovo AMBROSE di Methone
  • Vescovo MICHELE di Nora
  • Vescovo SILVANO di Luni, Esarca d'Italia
  • Vescovo KLEMES di Gardikion
  • Vescovo THEODOSIOS di Bresthena
  • Vescovo CHRISTODOULOS di Theoupolis
  • Vescovo AUXENTIOS di Etna e Portland

Altri Gerarchi ritirati o comunque non operativi

  • Metropolita PAUl (formalmente) di America
  • Metropolita CHRYSOSTOMOS di Etna
  • Vescovo CHRYSOSTOMOS di Christianoupolis
  • Vescovo SERGIUS di Portland
  • Vescovo JOHANNES di Makarioupolis
  • Vescovo GEORGE (formalmente) di Alania

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]