Santiago Abascal

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Santiago Abascal
Santiago Abascal 2015 (cropped).jpg

Presidente di Vox
In carica
Inizio mandato 20 settembre 2014
Predecessore José Luis González Quirós

Deputato delle Corti Generali
In carica
Inizio mandato 28 aprile 2019
Circoscrizione Madrid

Deputato del Parlamento basco
Durata mandato 4 ottobre 2005 –
6 gennaio 2009
Circoscrizione Álava

Durata mandato 16 gennaio 2004 –
22 febbraio 2005
Circoscrizione Álava

Dati generali
Partito politico Vox (dal 2014)
Partido Popular (1994-2013)
Tendenza politica Nazionalismo
Euroscetticismo
Università Università di Deusto
Professione Saggista

Santiago Abascal Conde (Bilbao, 14 aprile 1976) è un politico spagnolo, presidente del partito di destra Vox ed ex membro del Partido Popular e del Parlamento basco.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studia sociologia all'Università di Deusto, laureandosi nel 2003. Sia il padre di Abascal (membro del Partido Popular per oltre 35 anni)[1] che il nonno (sindaco durante la Spagna franchista) erano politici locali.[2] La sua famiglia è stata minacciata dai terroristi dell'ETA.[3][4]

Membro del Partido Popular all'età di 18 anni, nel 1994,[5][6] Abascal è consigliere comunale di Llodio per due mandati (1999-2007).[7]

Eletto nella circoscrizione dell'Álava, fa parte del Parlamento basco dal gennaio 2004 al febbraio 2005 e successivamente da ottobre 2005 a gennaio 2009.

Nel novembre 2013 lascia il Partido Popular sostenendo differenze inconciliabili con la sua leadership, dal disaccordo con l'atteggiamento del partito di fronte ai casi di corruzione che lo hanno travolto (caso Gürtel), con la politica adottata verso il gruppo terroristico ETA da parte del governo di Mariano Rajoy e del Partito popolare dei Paesi Baschi (per esempio il rilascio di Josu Uribetxeberria Bolinaga) e verso il nazionalismo basco e catalano, accusando Rajoy di "tradire le idee" del Partido Popular.

Poco dopo, nel gennaio 2014, partecipa alla presentazione pubblica del partito politico Vox (già registrato nel dicembre 2013) insieme a José Antonio Ortega Lara, José Luis González Quirós e Ignacio Camuñas, costituito con un'impronta nazionalista con l'obiettivo di essere un'alternativa alla partitocrazia del PP e del PSOE, rigenerare la democrazia, avvicinare la politica ai cittadini e difendere l'unità della nazione spagnola. Ricopre la carica di segretario generale provvisorio di questa formazione fino al 20 settembre dello stesso anno quando è eletto presidente dal 91% dei militanti. Viene poi riconfermato nell'incarico nelle successive assemblee del 2016 e 2018.

Abascal è un sovranista ed un euroscettico, anti-immigrazionista e anti-globalizzazione, che parla spesso di "Spagna unita",[3] senza timore di definirsi anche come "reazionario",[3]. Nei suoi discorsi evoca spesso la "Reconquista", ed ha come modelli Marine Le Pen, Donald Trump, Jair Bolsonaro[8] e Matteo Salvini.[3]

Il 28 aprile 2019 è eletto deputato alle Cortes, nelle file del suo partito.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

È padre di quattro figli, due nel primo matrimonio e due nel secondo con la blogger Lidia Bedman.[9]. Abascal è un noto amante della natura ed è membro da lunga data della Società spagnola di ornitologia.[10]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Secesión y exclusión en el País Vasco, Ikusager Ediciones, Vitoria, 2004
  • La farsa de la autodeterminación. El plan Ibarretxe: al asalto del País Vasco y España, Ediciones Áltera, Barcellona, 2005
  • En defensa de España. Razones para el patriotismo español(con Gustavo Bueno Sanchez) , Ediciones Encuentro, Madrid, 2008
  • No me rindo (con Gonzalo Altozano), La Esfera de los Libros, Madrid, 2014
  • Hay un camino a la derecha (con Kiko Méndez-Monasterio), Stella Maris, Madrid, 2015

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (ES) Josean Izarra, Fallece Santiago Abascal Escuza, el político alavés al que ETA y la izquierda abertzale no consiguieron callar, in El Mundo, 23 giugno 2017. URL consultato il 24 giugno 2017.
  2. ^ (ES) Abascal, el 'ex' del PP que lleva la extrema derecha a la política nacional, su Eitb.eus. URL consultato il 16 gennaio 2019.
  3. ^ a b c d Aldo Cazzullo, In piazza la "voce" di Abascal evoca la Spagna eterna: "Noi difendiamo vivi e morti", su corriere.it, 27 aprile 2019. URL consultato il 28 aprile 2019.
  4. ^ "(ES) Álvaro Carvajal, Retrato de familia bajo amenaza de ETA en 20 'tuits', in El Mundo, 13 agosto 2012.
  5. ^ (ES) Óscar Gutiérrez, ¿Quién es Santiago Abascal, líder del partido Vox?, in 20minutos.
  6. ^ (ES) Rubén Amón, Santiago Abascal, el fan de Marine Le Pen, in El País, 3 dicembre 2018.
  7. ^ (ES) Santiago Abascal: del PP vasco a sacudir la política española en Andalucía, in La Vanguardia, 3 dicembre2018.
  8. ^ Andrea Nicastro, Santiago Abascal, il nostalgico di Franco che ora punta a Madrid, su corriere.it, 3 dicembre 2018. URL consultato il 25 aprile 2019.
  9. ^ (ES) Así es Lidia Bedman, la pareja ‘egoblogger’ de Santiago Abascal, líder de VOX, su La Vanguardia, 30 marzo 2016. URL consultato il 16 gennaio 2019.
  10. ^ (ES) Santiago Abascal, su Santiagoabascal.es. URL consultato il 16 gennaio 2019.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN2781391 · ISNI (EN0000 0000 5940 5556 · LCCN (ENn2006023780 · GND (DE1069193542 · BNF (FRcb155468664 (data)