Santa Sotere

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Santa Sotere

Vergine e martire

 
NascitaIII secolo
Morte304
Venerata daChiesa cattolica
Ricorrenza11 febbraio

Sotere (Roma, III secoloRoma, 304) fu una vergine e martire cristiana ed è venerata come santa dalla Chiesa cattolica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Proveniente da una nobile famiglia romana, fu parente del vescovo di Milano Sant'Ambrogio, che di lei parla nelle sue opere De virginibus e Exhortatio virginis dicendo che «ai consolati e alle prefetture dei parenti preferì la fede».[1]

Rinunciando agli onori della nobiltà romana, si consacrò a Dio e in seguito agli editti contro i cristiani emanati da Diocleziano e Massimiano venne arrestata e condotta dinnanzi ai magistrati. Dopo avere rifiutato di rinnegare la fede cristiana, venne torturata e quindi decapitata. Secondo altre ipotesi, solo la sua esecuzione avvenne durante il regno di Diocleziano, mentre l'arresto e l'interrogatorio sarebbero avvenuti sotto l'imperatore Decio.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Seppellita (stando al Martirologio Romano) sulla via Appia, solo successivamente il suo corpo sarebbe stato spostato nella chiesa di San Martino ai Monti da papa Sergio II.

Di lei riporta il Martirologio Romano:

«A Roma sulla Via Appia, nel Cimitero a lei intitolato, ricordo di S. Sotere, vergine e martire, che, come racconta S. Ambrogio, posposti gli onori e le nobili origini alla fede cristiana, non acconsentì all'imposizione di sacrificare agli idoli, né piegò il capo dinanzi ai rozzi oltraggi che dovette patire, né, infine, condannata alla decapitazione, indietreggiò di fronte al martirio.»

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ambrogio, Exorthatio virginitatis, 12, 82

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cesare Pasini, I Padri della Chiesa. Il cristianesimo dalle origini e i primi sviluppi della fede a Milano. 2010, Busto Arsizio, Nomos Edizioni. ISBN 9788888145464

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Santa Sotere, su Santi, beati e testimoni, santiebeati.it. Modifica su Wikidata