Santa Maria del Tronto

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Santa Maria del Tronto
frazione
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Marche.svg Marche
ProvinciaProvincia di Ascoli Piceno-Stemma.png Ascoli Piceno
ComuneAcquasanta Terme-Stemma.png Acquasanta Terme
Territorio
Coordinate42°46′40.68″N 13°24′53.43″E / 42.777968°N 13.414842°E42.777968; 13.414842 (Santa Maria del Tronto)
Altitudine380 m s.l.m.
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale63095
Prefisso0736
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT044819
Cod. catastaleI231
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Santa Maria del Tronto
Santa Maria del Tronto

Santa Maria del Tronto è un comune italiano soppresso del territorio della provincia di Ascoli Piceno. Attualmente è una frazione di Acquasanta Terme.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il centro premontano si trova nell'alta valle del Tronto ed allunga il suo incasato ai bordi della vecchia consolare Salaria, sulla riva destra del fiume Tronto. Dista circa 1,5 km dal centro di Acquasanta ed è circondato dai monti della Laga, a sud, e dai monti Sibillini a nord.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lo storico ascolano Sebastiano Andreantonelli riferisce che, nello stesso ambito territoriale dove ora sorge il paese di Santa Maria, si trovavano le rovine dell'antico abitato di Marsia. In quest'area vi erano frequenti rinvenimenti di monete e vasellame. Nel centro si elevava anche la chiesa di Santa Maria in Marsia e sul muro dell'edificio religioso compariva scolpita l'epigrafe «SAV RVFVS», da leggersi come «SAV(rus) RVFVS» e da tradursi come «Sauro Rufo», iscrizione riportata anche dal Corpus Inscriptionum Latinarum, (CIL, X, 5242).[1]

Sino all'avvento del Regno d'Italia, il Comune era indicato con il solo nome "Santa Maria". L'aggiunta della specificazione "del Tronto" è avvenuta ufficialmente per effetto del Regio decreto 9 novembre 1862 n. 978[2] che ha autorizzato il Comune ad assumere la denominazione Santa Maria del Tronto in conformità alla deliberazione del consiglio comunale del 24 agosto 1862.

Santa Maria è stato comune autonomo fino al 1º gennaio 1866, quando fu accorpato all'attuale comune di Acquasanta dopo la nascita del Regno d'Italia insieme a Montacuto, Montecalvo del Castellano e Quintodecimo[3].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Fra le principali attività economiche vi sono l'estrazione e la lavorazione del travertino, roccia che ha trovato un largo impiego come materiale da costruzione caratterizzando sia l'edilizia dell'acquasantano e sia le opere di architettura monumentale della città di Ascoli Piceno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ S. Andreantonelli, op. cit. nota 324, pag. 270. La stessa iscrizione non compare tra quelle riportate da Theodor Mommsen.
  2. ^ Regio decreto 9 novembre 1862 n. 978 in Raccolta Ufficiale delle Leggi e dei Decreti del Regno D'Italia, Anno 1862, Dal N 409 al 1100, Volume Quinto, op. cit.
  3. ^ Regio Decreto n. 2676 del 10 dicembre 1865 in Collezione celerifera delle leggi, decreti, istruzioni e circolari pubblicate nell'anno 1866 ed altre anteriori, anno XLV, parte prima, op. cit.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Raccolta Ufficiale delle Leggi e dei Decreti del Regno D'Italia, Anno 1862, Dal N 409 al 1100, Volume Quinto, Torino Stamperia Reale, p. 2987;
  • Collezione celerifera delle leggi, decreti, istruzioni e circolari pubblicate nell'anno 1866 ed altre anteriori, anno XLV, parte prima, Enrico Dalmazzo Editore, Firenze 1866, pag. 279;
  • Sebastiano Andreantonelli, Storia di Ascoli, Traduzione di Paola Barbara Castelli e Alberto Cettoli – Indici e note di Giannino Gagliardi, Ascoli Piceno, G.e G. Gagliardi Editori, Centro Stampa Piceno, giugno 2007, pp. 34, 237;

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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