Sant'Onofrio (Italia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Sant'Onofrio
comune
Sant'Onofrio – Stemma Sant'Onofrio – Bandiera
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Vibo Valentia-Stemma.png Vibo Valentia
Sindaco Concetto Rodà (PDL-UDC) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 38°42′00″N 16°09′00″E / 38.7°N 16.15°E38.7; 16.15 (Sant'Onofrio)Coordinate: 38°42′00″N 16°09′00″E / 38.7°N 16.15°E38.7; 16.15 (Sant'Onofrio)
Altitudine 350 m s.l.m.
Superficie 18,36 km²
Abitanti 2 991[1] (31-08-2011)
Densità 162,91 ab./km²
Comuni confinanti Filogaso, Maierato, Pizzo, Stefanaconi, Vazzano, Vibo Valentia
Altre informazioni
Cod. postale 89843
Prefisso 0963
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 102036
Cod. catastale I350
Targa VV
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti santonofresi
Patrono sant'Onofrio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Sant'Onofrio
Posizione del comune di Sant'Onofrio nella provincia di Vibo Valentia
Posizione del comune di Sant'Onofrio nella provincia di Vibo Valentia
Sito istituzionale

Sant'Onofrio è un comune di 2.991 abitanti della provincia di Vibo Valentia, in Calabria. Centro ad attività principalmente agricola, è punto di passaggio per raggiungere Vibo Valentia, in quanto sede dell'omonimo svincolo dell'A3.

Storia[modifica | modifica sorgente]

In origine il luogo era abitato da monaci basiliani, che qui avevano un monastero. Sono stati trovati reperti di insediamenti precedenti di piccola entità.

Il comune prende il nome da un eremita, Sant'Onofrio del Cao, che aveva preso questo nome in onore di Sant'Onofrio anacoreta. Era chiamato "del Cao" in quanto nella zona è presente un pendio, simile a un burrone, chiamato anticamente dai greci Caos. Attualmente nella località "Cao" è presente una fontana munita di vasche, in cui le donne, fino a qualche decennio fa, andavano a lavare.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

  • Fax: 0963 262330
  • Telefono: 0963 262088
  • E_mail: sindaco@comune.santonofrio.vv.it

Tradizioni locali[modifica | modifica sorgente]

I costumi locali sono incentrati principalmente sulle feste religiose. Oltre alle classiche processioni, il giorno di Pasqua, prima della messa di mezzogiorno, è inscenata l'Affruntata, una rappresentazione dell'annuncio della resurrezione di Gesù Cristo. Come consuetudine in diversi comuni della zona, l'affrontata è eseguita portando a spalla statue di santi.

Negli anni ottanta, dopo un'abbondante nevicata, un grosso ramo di un albero di ulivo si ruppe. Sul tronco scoperto, secondo alcuni, sarebbe apparso il volto di Gesù Cristo. In quella zona, meta di pellegrinaggi per diverso tempo, fu costruita una cappella.

Principale festa del paese, oltre a quella del Santo Patrono, venerato il 12 giugno, è la festa della Santa Croce che si svolge tradizionalmente il 3 maggio (a cruci i maju) e l'ultima domenica di settembre(a cruci i settembri).

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Essendo una zona agricola, la cucina si basa principalmente su prodotti della terra, a volte "poveri", e sul maiale. Quest'ultimo è lavorato secondo le tradizioni contadine, durante una specie di festa a cui partecipa tutta la famiglia, per produrre insaccati di vario tipo, nella maggior parte dei quali è contenuta una notevole quantità di peperoncino.

La pasta tradizionale sono i fileja, una pasta fresca impastata senza (o con pochissime) uova e poi filata su un bastoncino di legno per farle assumere una forma a elica. Viene condita con sughi di vario genere, principalmente a base di carne. Altre componenti tipiche della cucina tradizionale sono i legumi, a volte preparati con erbe selvatiche, e i peperoni.

Durante le feste di Natale, dal giorno dell'Immacolata in poi, vengono prodotti dei dolci fritti chiamati curujicchi o cururicchi (molto simili ai Cuddrurieddru). La cena di Natale è caratterizzata dalla presenza di tredici pietanze diverse, con presenza fissa di piatti a base di baccalà e di verdura. I "curujicchi" non sono dei dolci, bensì un impasto di farina, patate (bollite e tritate), acqua e sale, fritte nell'olio di oliva. Vengono consumate il giorno dell'Immacolata, 8 dicembre, con salumi e carne, e del buon vino rosso.

Società[modifica | modifica sorgente]

Scioglimento Consiglio comunale[modifica | modifica sorgente]

Nel 2009 il Comune di Sant'Onofrio viene commissariato a causa di probabile permeabilità ad infiltrazioni mafiose con decreto del presidente della Repubblica (d.lgs. 267/2000 art. 143). Di fatto viene dichiarato sciolto il Consiglio Comunale che autonomamente si era dimesso 3 mesi prima. Appare dunque chiara la volontà di rendere reo l'intero paese di avere al proprio interno esponenti legati alla mafia, impedendo alla pololazione di poter votare una nuova amministrazione. Nell'ambito delle indagini, la commissione d'accesso inviata dal Prefetto riscontrò la sussistenza di elementi tali da presumere che la locale 'ndrina dei Bonavota potesse condizionare la vita amministrativa. La relazione del Ministro dell'interno dichiara: Dagli atti giudiziari risulta inoltre il ruolo determinante svolto dalla suddetta cosca sia nelle consultazioni elettorali del 2002, sia in quelle del 2007. Tra gli episodi sintomatici citati assume particolare rilievo il comizio di chiusura della campagna elettorale del 2007, nel corso del quale un candidato alla carica di consigliere comunale nella lista che sosteneva il candidato sindaco, successivamente proclamato eletto, ha dato pubblicamente lettura di una «lettera di incoraggiamento» inviatagli dal cugino, cioè dal citato capo clan della cosca egemone, che si rivolgeva direttamente agli elettori, chiedendo loro di appoggiare il suddetto candidato alla carica di sindaco. [3] Il commissariamento dell'ente è durato due anni fino al 2011.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2011.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ http://www.autonomiecalabria.it/lac/wp-content/uploads/2011/06/santonofrio.pdf

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Pino Nano. Cara Sant'Onofrio. Cosenza, Bios Art Press, 1988.
  • Mario Teti. Gente di Sant'Onofrio. Sant'Onofrio, ticonzero editore, 1997.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]