Sandro Gerbi

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Alessandro Gerbi, conosciuto come Sandro (Lima, 31 ottobre 1943), è un giornalista italiano, studioso di storia contemporanea.

Sandro Gerbi

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di origine ebraica, nasce in Perù dove il padre Antonello (1904-1976), capo dell’Ufficio studi della Banca Commerciale Italiana, era stato trasferito nel 1938 da Raffaele Mattioli per sottrarlo alle «leggi razziali». A Lima Antonello sposa nel 1940 la fidanzata viennese, Herma Schimmerling (1912-2012), da cui avrà due figli: Daniele (n. 1941) e Sandro. La famiglia al completo rientra nella primavera del 1948 a Milano, città in cui Sandro compie gli studi secondari e superiori (liceo classico «Manzoni»), fino alla laurea in Giurisprudenza alla «Statale» nel 1967 (rel. prof. Cesare Grassetti). Lavora per un anno (1968) alla Banca Italo-Israeliana, trascorrendo poi 6 mesi negli Stati Uniti (Olivetti e Southern Methodist University). Alla fine del 1969 è assunto dallo studio di agenti di cambio Scandellari-Ventura-Lanella, in qualità di assistente di Renato Cantoni (1916-1987), giornalista ed esperto finanziario associato allo stesso studio. Cantoni, che collabora al «Sole 24 Ore» e alla «Stampa», lo introduce nel mondo giornalistico.

Grazie a Cantoni, nel 1971 inizia a scrivere articoli di attualità di Borsa sul «Mondo», continuando fino al 1975. Sempre in qualità di commentatore finanziario, tra il 1976 e il 1978 interviene regolarmente alle trasmissioni del «GR2», diretto da Sergio Zavoli. Nel 1977 è assunto come redattore al «Giorno» dove rimane un anno e mezzo e diventa giornalista professionista. Lasciato il «Giorno», svolge da allora un’intensa attività pubblicistica, sempre come free-lance: con il «Giorno» stesso (in qualità di titolare, per circa 15 anni, del commento settimanale di Borsa); e, dal 1978 al 1987, con la «lettera SIGE» (finanziaria del gruppo IMI), mensile da lui fondato e dedicato all’analisi dei mercati monetario e obbligazionario.

Nel 1990 la svolta professionale più importante. Abbandona infatti, nell’attività giornalistica, i temi finanziari e si dedica alla storia contemporanea, interesse fino a quel momento rimasto sotto traccia. Dopo aver letto un suo saggio su Roberto Lopez e la «Voce dell’America»[1], Gaetano Scardocchia, direttore della «Stampa», lo invita infatti a scrivere sulle pagine culturali del quotidiano torinese. Nel 1992 passa al «Corriere della Sera», fino al 2000. Seguono 9 anni di collaborazione al «Domenicale» del «Sole-24 Ore», guidato allora da Riccardo Chiaberge. Infine, altri 3 anni al «Corriere». Dal 2012 interrompe definitivamente il lavoro giornalistico, per dedicarsi alla produzione di libri. Aveva cominciato trent’anni prima curando – auspici Franco Venturi e Mario Einaudi – la nuova edizione del più noto studio del padre Antonello, La disputa del Nuovo Mondo (Ricciardi, 19832; Adelphi, 20003), sotto la guida di un altro maestro, Gianni Antonini, direttore editoriale della Ricciardi. In seguito curerà altri volumi del padre, monografie o raccolte di scritti. La produzione di testi suoi – iniziata molto tardi, all’età di 55 anni – si caratterizza per le ampie ricerche archivistiche sottostanti e l’attenzione alla qualità della scrittura. Predilige i saggi biografici, talvolta le biografie parallele. Ha un interesse particolare per il fascismo e per il problema dei rapporti fra intellettuali e potere, specie in tempi di dittatura. Non disdegna gli antichi amori, come la storia economica e finanziaria.

Con Einaudi ha pubblicato: nel 1999 Tempi di malafede (premio Comisso 2000), storia della contrastata amicizia tra lo scrittore Guido Piovene e il filosofo antifascista Eugenio Colorni; nel 2002 Raffaele Mattioli e il filosofo domato (il «filosofo domato» è Antonello Gerbi); nel 2006 e 2009, con Raffaele Liucci, la biografia in due volumi di Indro Montanelli; infine nel 2011 il saggio Mattioli e Cuccia. Due banchieri del Novecento.

Con Hoepli ha pubblicato: nel 2013, Giovanni Enriques, dalla Olivetti alla Zanichelli (premio Biella 2014); nel 2016 I Cosattini. Una famiglia antifascista di Udine (Premio Matteotti per la saggistica 2017). Sempre da Hoepli sono uscite alcune riedizioni, riviste e corrette, di suoi libri precedenti: nel 2012 Tempi di malafede; nel 2014 la biografia di Montanelli (con Liucci) in un unico volume; nel 2017 Raffaele Mattioli e il filosofo domato. Ha scritto nel 2009 una biografia del banchiere Antonio Foglia (1891-1957), in edizione non venale. Ha curato, solo o con altri, diversi volumi per l’editore Nino Aragno (opere di Enzo Forcella, Alessandro Galante Garrone, Orio Vergani, Bruno Visentini, Antonello Gerbi, Enrico Cuccia, Paolo Baffi, Guido Piovene, Giovanni Malagodi, oltre a una raccolta di saggi su Giorgio Ambrosoli).

La rivista «Belfagor» ha ospitato una decina di suoi articoli tra il 1991 e il 2006. È autore di numerose voci del Dizionario del fascismo in due tomi (Einaudi, 2005), a cura di Sergio Luzzatto e Victoria De Grazia. Ha in corso una ricerca autobiografica sulla secolarizzazione della famiglia Gerbi.

Dal 1983 è sposato con Margherita Dezi, abruzzese, ex insegnante. Ha due figli: Martina (n. 1984), ballerina classica e modella fotografica, e Antonello (n. 1988), ingegnere matematico, PhD in matematica all’École Politechnique Fédérale di Losanna.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Tempi di malafede. Una storia italiana tra fascismo e dopoguerra. Guido Piovene ed Eugenio Colorni, Einaudi, Torino, 1999 (nuova ed. Hoepli, Milano, 2012)
  • Raffaele Mattioli e il filosofo domato, Einaudi, Torino, 2002 (nuova ed. Hoepli, Milano, 2017)
  • con Raffaele Liucci: Lo stregone. La prima vita di Indro Montanelli, Einaudi, Torino, 2006
  • con Raffaele Liucci: Montanelli, l’anarchico borghese, Einaudi, Torino, 2009 (nuova ed. in unico volume, comprendente il precedente, Indro Montanelli. Una biografia: 1909-2001, Hoepli, Milano, 2014)
  • Antonio Foglia (1891-1957), Milano, 2009 (ed. fuori commercio)
  • Mattioli e Cuccia. Due banchieri del Novecento, Einaudi, Torino, 2011
  • Giovanni Enriques, dalla Olivetti alla Zanichelli, Hoepli, Milano, 2013 (in allegato, un DVD di 103’ intitolato Giovanni Enriques, che seppe immaginare il futuro, per la regia di Luigi M. Faccini)
  • I Cosattini. Una famiglia antifascista di Udine, Hoepli, Milano, 2016

Scritti di Antonello Gerbi curati da Sandro Gerbi[modifica | modifica wikitesto]

  • La disputa del Nuovo Mondo. Storia di una polemica (1750-1900), con un ritratto di A. Gerbi scritto da Piero Treves e bibliografia dell’autore, Ricciardi, Milano-Napoli, 19832 (nuova ed. Adelphi, con un saggio di Antonio Melis, Adelphi, Milano, 20003).
  • Il mito del Perù, Franco Angeli, Milano, 1988
  • Germania e dintorni (1929-1933), Ricciardi, Milano-Napoli, 1993.
  • Il Perù, una storia sociale. Dalla Conquista alla seconda guerra mondiale, Franco Angeli, Milano 1994.
  • Preferisco Charlot. Scritti sul cinema (1926-1933), a cura di Gian Piero Brunetta e S. Gerbi, Nino Aragno, Torino 2011.
  • Il peccato di Adamo ed Eva. Storia della ipotesi di Beverland [1933], Adelphi, Milano 20112.
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  1. ^ S. Gerbi, Un caso di coscienza: Roberto Lopez alla «Voce dell’America» (1942-1943), in A. Varsori (a cura di), Roberto Lopez: l’impegno politico e civile, 1938-1945, Università degli Studi di Firenze, Dipartimento di Storia, Firenze, 1990, pp. 291-322.