Sandra Amurri

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Sandra Amurri (Ascoli Piceno, 16 settembre 1957[1][2]) è una giornalista italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giornalista professionista iscritta all'Ordine dal 15 gennaio 1991. Inizia a scrivere sul mensile Historia edito da Cino Del Duca. Poi passa ad Epoca, Panorama, Sette, Corriere della Sera, La Repubblica ed infine l'Unità con la nuova direzione di Furio Colombo prima e di Antonio Padellaro poi, dove resta otto anni. Dal settembre 2009 è caposervizio-inviato de Il Fatto Quotidiano diretto da Antonio Padellaro, poi da Marco Travaglio

Ha realizzato inchieste su mafia, politica e malaffare. È stata ospite di diverse trasmissioni su La 7 e sulla RAI. Ha realizzato assieme al collega Francesco La Licata de La Stampa speciali per Rai 2 (direttore Carlo Freccero).

Ha partecipato come relatrice ad alcuni vertici nazionali antimafia della Fondazione Antonino Caponnetto. È consulente della Fondazione Francesca Morvillo e Giovanni Falcone. Ha scritto il libro L'Albero Falcone, libro che è stato acquistato dal Ministero di Grazia e Giustizia e dal Ministero della Pubblica Istruzione e distribuito nelle biblioteche delle scuole italiane. Ha scritto il capitolo "Confesso che ho creduto" nel libro a più mani Marco Travaglio, Oliviero Beha, Furio Colombo, Nando Dalla Chiesa... "Io Gioco Pulito" di Antonio Padellaro.

Ha realizzato due speciali: storia di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino e storia della Camera dei Deputati. Alcune tra le sue interviste esclusive: Yasser Arafat; Madre Teresa di Calcutta e il suo successore, Madre Nirmala; Louis Freeh, capo dell'FBI, il Presidente del Venezuela Hugo Chávez.

Alle elezioni politiche italiane del 2013 è candidata al Senato nella lista Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia, non risultando eletta.[2]

Nel giugno del 2017 il Tribunale di Palermo la condanna a risarcire per diffamazione l’ex governatore Salvatore Cuffaro, per aver inserito nel testo di una intervista a Maria Antonietta Aula, ex moglie dell’on. Tonino D’Alì, una “falsa notizia su una inesistente partecipazione dell’ex presidente della Regione Siciliana al matrimonio della sorella di Matteo Messina Denaro, Rosalia, con Filippo Guttadauro” . http://palermo.blogsicilia.it/cuffaro-al-matrimonio-della-sorella-di-messina-denaro-il-fatto-quotidiano-condannato-per-diffamazione/398253/

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Annuario dei giornalisti italiani 2012, Ordine dei Giornalisti, 2012, p. 140.
  2. ^ a b Archivio storico delle elezioni - Senato del 24 febbraio 2013, in elezionistorico.interno.it, Ministero dell'interno. URL consultato il 27 luglio 2015.
Biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie