San Piero a Sieve

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San Piero a Sieve
ex comune
San Piero a Sieve – Stemma San Piero a Sieve – Bandiera
San Piero a Sieve – Veduta
Piazza Colonna
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Tuscany.svg Toscana
Città metropolitanaProvincia di Firenze-Stemma.svg Firenze
Amministrazione
Data di soppressione1º gennaio 2014
Territorio
Coordinate43°57′36″N 11°19′18″E / 43.96°N 11.321667°E43.96; 11.321667 (San Piero a Sieve)Coordinate: 43°57′36″N 11°19′18″E / 43.96°N 11.321667°E43.96; 11.321667 (San Piero a Sieve)
Altitudine212 m s.l.m.
Abitanti2 857[1] (2001)
Altre informazioni
Cod. postale50037
Prefisso055
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT048040
Cod. catastaleI085
TargaFI
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantisampierini
Patronosan Pietro
Giorno festivo29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Piero a Sieve
San Piero a Sieve
San Piero a Sieve – Mappa
Posizione dell'ex comune di San Piero a Sieve all'interno della città metropolitana di Firenze.
Sito istituzionale

San Piero a Sieve (pronuncia: San Pièro a Siève, IPA: /sam ˈpjɛro a s'sjɛve/[2]) è un centro abitato, parte del Comune di Scarperia e San Piero. Si trova nella città metropolitana di Firenze. È stato un comune italiano, che nel 2010 contava 4.065 abitanti in tutto il suo comune[3], fino al 1º gennaio 2014, quando è stato fuso con Scarperia formando il nuovo comune di Scarperia e San Piero. Nel territorio di San Piero a Sieve è localizzata la Villa medicea del Trebbio, dal 2013 nell'elenco del patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

"Dove la più bassa gola della Carza stretta tra le pendici del Poggio del Trebbio e di Monte Cacioli si apre in un anfiteatro meraviglioso di poggi e su un più lontano aperto orizzonte si delinea l'unità cresta de l'Appennino e la alle della Sieve si slarga ad oriente; alla confluenza della Carza e della Sieve si sviluppa il borgo di San Piero a Sieve."

Francesco Niccolai, 1914

Dalla preistoria agli Etruschi[modifica | modifica wikitesto]

Le più antiche tracce di presenza umana nel territorio di San Piero risalgono al Paleolitico Medio. Nelle località di Lucigliano, Toro, Le Mozzete, San Giusto a Fortuna sono stati rinvenuti numerosi strumenti di pietra selce, come punte di lancia, raschiatoi, ecc...

I ritrovamenti archeologici più importanti, però, sono quelli legati alla presenza degli Etruschi, che ci testimoniano la presenza di una società già organizzata in insediamenti stabili a carattere urbano. Uno dei segni più importanti della presenza etrusca a San Piero è la tomba arcaica delle Mozzete (databile tra il VII ed il VI secolo a.C.), della quale ormai restano visibili solo degli enormi pietroni e lo straordinario ritrovamento in località Monti di una serie di tombe scavate a "pozzetto" organizzate come una vera necropoli (VII secolo a.C.).

La successiva colonizzazione romana ha lasciato sul territorio una diffusa presenza, testimoniata nei nomi delle località e dai ritrovamenti archeologici.

Il Medioevo e la famiglia Medici[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo di San Piero a Sieve nasce come nodo stradale presso l'antico ponte che, oltrepassando la Sieve, conduceva attraverso l'antica strada (derivata dal tracciato romano della Flaminia Militare) che valicava l'Appennino al Passo dell'Osteria Bruciata. È questo, l'essere sempre stato un nodo viario di grande rilevanza, l'elemento che caratterizza la storia del paese mugellano. La sua importanza deriva infatti dalla strada postale che sino al XVIII secolo l'attraversava e fu l'unica che da Firenze permetteva di giungere a Bologna. Dunque, per tornare alle origini, il primo agglomerato urbano si sviluppa nell'XI secolo (anche se la presenza di una torre di guardia dove oggi sorge Villa Schifanoia e di un villaggio/castello attorno ad essa è probabile che fosse già presente da un paio di secoli), in prossimità del ponte sulla Sieve, dopo la costruzione della chiesa plebana di San Pietro e prende il nome di "Villa". Nel secolo successivo, il 17 ottobre 1105 , come si evince da un "atto giudiciale" redatto in presenza della Contessa Matilde, assume il nome di "Villa Sevae". Il nome definitivo di San Piero a Sieve risulta sia stato attribuito nel 1117, unendo la denominazione del borgo a quello della Pieve. Originariamente San Piero a Sieve apparteneva alla potente famiglia feudale degli Ubaldini da Coldaia. L'economia della comunità era esclusivamente rurale. La presenza di un mercato di bestiame favoriva il passaggio e la permanenza di genti in questi luoghi e sviluppava negli abitanti quell'attitudine allo scambio, al confronto e al dialogo che rimarrà e si rafforzerà nel tempo fino ai giorni nostri.

Piazza Colonna

Successivamente i Medici entrano in possesso di tutta la zona. Questo avviene nell'ambito di un preciso progetto politico-amministrativo di natura espansiva che vede, prima la Repubblica Fiorentina poi i Medici, avviare un processo teso ad estendere il controllo su tutto il contado per poter esercitare la gestione delle principali vie di comunicazione,che erano in possesso delle grandi famiglie feudali (come gli Ubaldini ed i Guidi per ciò che riguarda il Mugello) che fino ad allora spadroneggiavano sull'Appennino.

L'impulso che i Medici diedero allo sviluppo di questa terra è notevole. Certo è, che, quando decisero di tornare nelle verdi valli del Mugello rispondevano anche ad un sentimento naturale. È infatti opinione comune affermare, obbedendo ad una antica consuetudine, che i Medici abbiano ricevuto i natali nel Mugello, anche se non esiste alcun documento che lo conferma. Inoltre, il fatto di essere tornati a vivere nel Mugello, quasi a voler respirare l'aria degli antenati, di avervi edificato ville e fortezze, una volta consolidato il proprio potere economico e politico, può indurre a ritenere verosimile che i Medici siano stati realmente carbonai di Campiano, un piccolo borgo in collina,a ridosso della pianura di Cafaggiolo, dove in seguito Cosimo il Vecchio fece costruire all'architetto Michelozzo Michelozzi la famosa villa. Non si ha però alcuna notizia su chi sia stato il primo a spostarsi dalla campagna per approdare a Firenze. Il borgo di San Piero a Sieve ricevette una spinta notevole in relazione all'operosità dei Medici: s'ingrandì ed acquisì una certa importanza nel quadro politico mugellano, segnando anche un aumento della popolazione. Il transito di un numero sempre maggiore di persone rese necessario la realizzazione di strutture destinate all'accoglienza ed all'ospitalità. Proprio per questo, nel 1275 fu creato un "hospitale" prospiciente alla piazza della Pieve ,nel borgo, ad opera del "presbiter Gianbonus" come si evince dalla lapide scritta lasciata durante la costruzione. Altri spedali furono realizzati lungo la strada a Novoli, nel 1335, ed a Tagliaferro, quest'ultimo affiancato da un albergo.

Un'opera che riveste un valore strategico per la storia successiva della comunità, è la costruzione del ponte sulla Sieve. Il ponte, uno dei più antichi su questo fiume, fu realizzato dai famosi maestri muratori fiorentini: Niccolò di Ciardo, Francesco Carletti e Giovanni Mercati. Finalmente San Piero a Sieve poteva contare su di un sicuro ponte in muratura che andava a sostituire quello in legname e pietra che aveva fino ad allora garantito il passaggio del fiume. Con questo evento San Piero a Sieve consolidava la propria funzione di mercato e luogo di sosta per i viaggiatori, commercianti e pellegrini. L'essere poi situato su di una strada postale consolida questo ruolo. È un dato ormai acquisito dalla storiografia l'importanza di questo tipo di strade per le comunità che ne sono toccate. La Firenze-Bologna ,passando per il Passo del Giogo, considerata una postale e tale rimase fino all'apertura della nuova arteria per la Futa (1759). Questo collegamento era di primaria importanza per lo scambio tra le due regioni interappenniniche. Il viaggio tra le due città richiedeva almeno due giorni di cavallo e prevedeva una sosta con cambio di cavalli appunto a San Piero a Sieve, favorendo così scambi, commerci e affari.

Tra il XIV e il XV secolo San Piero a Sieve vive il momento di maggior prestigio, in relazione naturalmente ai successi della politica medicea. Fu in questo periodo che questi eressero ville e castelli. A testimonianza dell'interesse della famiglia di banchieri fiorentini si può citare l'impulso che questi diedero ad una fabbrica di stoviglie, con fornace e casa colonica per i gestori, che all'epoca divenne molto famosa, per la qualità e la quantità del prodotto. C'è da dire che gli abitanti di San Piero a Sieve contraccambiarono sempre con lealtà l'impegno che i Medici profondevano verso la loro terra. Nel 1351 collaborarono con Giovanni de'Medici all'assedio di Scarperia. Più tardi accolsero con gioia il ritorno dei Medici alla Signoria fiorentina: "O Mugellani udite; scampanano a festa: tornati sono i Medici astuti, nostro incremento e onore!" , cantavano gli abitanti del paese. Alla fine del XIV San Piero a Sieve fu posta anche a capo della lega di Tagliaferro, che univa tutti i popoli dell'area circostante, compreso quello di Vaglia con la Pieve di San Cresci a Macioli.

A San Piero ebbe alcune abitazioni sotto Schifanoia anche Bernadetto de'Medici, cugino di Lorenzo, oggi ancora riconoscibili ma più volte rimaneggiate e ridotte all'anonimato. Più tardi nel borgo vi nacque e visse Michele del Tavolaccino, detto Scoronconcolo, che come sicario di Lorenzino de' Medici assassinò a colpi di coltello il primo duca di Firenze, Alessandro de' Medici, cugino di quest'ultimo.

Antica incisione dello Zocchi

Dal XV al XIX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Verso la fine del XV secolo, in relazione ad un momentaneo disinteresse dei Medici nei con fronti dei propri possedimenti in Mugello iniziò un periodo di declino e nel 1551 anche la lega di Tagliaferro fu posta sotto il Vicariato di Scarperia. Unico momento di rinascita per il borgo fu quando Cosimo I de' Medici decise di costruire la più grande fortezza medicea proprio sul colle che domina l'abitato. Dal 1569 e per i 30 anni successivi la grande opera diede lavoro a molti paesani e si formarono diverse fornaci in tutto il contado per la fabbricazione di mattoni.

In concomitanza della caduta dei Medici nel XVII secolo, anche il borgo sulla Sieve vive un lungo periodo di stagnazione socio-economica, dovuto anche al passaggio del Granducato prima agli Asburgo-Lorena e poi ai Francesi con la conquista da parte di Napoleone. Con i Francesi il Granducato vide crollare la sua economia florida ,dovuta al periodo dei Lorena, e anche tutta la vallata del Mugello conosce un lungo periodo di stallo.

Dal XIX secolo ai giorni nostri[modifica | modifica wikitesto]

Con il ritorno dei Lorena e la restaurazione del Granducato anche l'economia inizia a rifiorire e con il Granduca Leopoldo II di Toscana tutto il territorio ebbe un periodo di crescita grazie alla costruzione e completamento delle strade del Muraglione e della Futa. Inoltre il granduca iniziò il progetto della Ferrovia Faentina che sarà poi costruita circa mezzo secolo più tardi.

Anche il borgo di San Piero in questo periodo vede delle grandi modificazioni. La più importante è la costruzione della Via Provinciale che andava a sostituire la vecchia via della posta, angusta e molto in salita in alcuni suoi punti. Con la costruzione della nuova via, molto larga per permettere il passaggio di ogni tipo di mezzo e completamente in piano,fu anche abbattuto l'antico ponte medioevale e ricostruito uno molto più grande e solido, anche per resistere alle frequenti piene della sieve. Per questo motivo in seguito la via provinciale e l'asse che si congiungeva ad essa che portava a Barberino ,furono innalzate a formare argini per difendere la parte bassa del paese dalle alluvioni.

Economicamente San Piero vide una grande rinascita fine del XIX secolo, quando, con la costruzione della stazione ferroviaria arrivarono i primi treni favorendo la circolazione di persone e di merci. A questo proposito si può affermare, che, lungo tutta la tratta Firenze-Faenza, San Piero a Sieve era una delle stazioni più significative, alla quale facevano capo i cittadini di Barberino, Scarperia e Firenzuola. Adiacente alla stazione infatti vi fu costruito un grande magazzino per le merci e sorse anche il più grande caseificio della zona.

Nell'arco dell'800 vissero a San Piero due personaggi che poi divennero famosi nell'Italia del XIX secolo. Il primo fu il Conte Luigi Guglielmo Cambray-Digny,proprietario della Villa di Schifanoia e della Fattoria adiacente. Con lui, grande studioso delle pratiche agricole, l'azienda divenne centro nevralgico agricolo, non solo di San Piero ma di tutto il Mugello: migliorò molto le condizioni dei mezzadri e nei pressi del paese fece costruire persino una fabbrica di attrezzi agricoli. In seguito fu Ministro dell'agricoltura, dell'industria e del commercio al primo mandato, Ministro delle Finanze al secondo e poi infine Senatore. A San Piero mantenne la carica di Gonfaloniere( durante il granducato) e Sindaco fino a quasi la sua morte.

L'altro fu Pietro Cipriani che vide i natali proprio nel paese. Fu un grande medico e docente universitario già a giovane età all'epoca del Granducato. Studioso del Colera che in quegli anni affliggeva molte città,diresse molti ospedali della Toscana e anche dell'Italia in generale durante queste epidemie. La carriera politica fu molto attiva specialmente durante il risorgimento e in seguito fu fatto senatore durante il regno. La casa natale è segnalata oggi da una targa, si trova in Piazza Colonna dove sorge la Casa del popolo nel "Palazzo Cipriani".

Nel corso dell'ultimo secolo San Piero a Sieve subisce gli effetti e le conseguenze dei due conflitti mondiali come gli altri comuni del Mugello.La partecipazione dei suoi cittadini alla Resistenza è attiva, così come dimostrano le memorie che i protagonisti ci hanno lasciato.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Pieve di San Pietro

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Ville e Giardini medicei in Toscana
(EN) Medici Villas and Gardens in Tuscany
Villa medicea del trebbio, 10.jpg
Tipoculturale
CriterioC (ii) (iv) (vi)
PericoloNo
Riconosciuto dal2013
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda
  • L'impianto della Villa Medicea del Trebbio è ancora legato alla maniera di fortificazione medievale, piuttosto che di luogo ameno e ordinato di spirito umanistico-rinascimentale. Michelozzo mantenne la torretta di guardia dalla struttura solida priva di finestre,aggiungendovi il camminamento con beccatelli (come nel perimetro esterno), e conservando anche altri elementi tipicamente "castellani" come il fossato e il ponte levatoio. Al centro vi si trova un cortile con pozzo. Vi introdusse però delle novità dettate dalla necessità anche di svago del committente, come il giardino murato, veramente insolito per l'epoca e forse il primo esempio in una zona suburbana, che segna il rifiorire della tipologia della villa tanto cara agli antichi romani. Questo giardino è realizzato su due terrazze a destra della villa: in quella superiore si è conservato un pergolato in muratura con una doppia fila di colonne con capitelli in pietra arenaria ionici o a foglie d'acqua; in quella inferiore esisteva un secondo pergolato oggi scomparso, mentre è rimasta l'impostazione degli orti con una vasca. Nell'orto si svagava dalle preoccupazioni della vita politica cittadina Cosimo il Vecchio, che i biografi descrivono come amante della nestatura e potatura degli alberi da frutto per diletto, secondo una tecnica di cui era "intenditissimo".
  • Villa le Mozzete: la Villa delle Mozzete, riedificata a più riprese su preesistenze anch'esse medicee che la tradizione storiografica fa risalire al trecento, si propone ancora oggi nella sua veste di villa fattoria. Oltre che agli aspetti architettonici del complesso edilizio l'interesse deve essere rivolto al bel parco romantico che vi è annesso, impiantato nella seconda metà del secolo scorso. In esso, oltre a molte essenze inconsuete per il Mugello, si trovano alcuni bellissimi esemplari di cedro del Libano.
  • Villa Adami: esempio di residenza signorile, ma questa volta di carattere urbano, si ritrovano nel centro antico di San Piero, lungo la via di Cafaggio. Fra questi spicca per imponenza ed eleganza di forme architettoniche, la Villa Adami. Da notare la torre Medicea inglobata nel complesso della Villa, che insieme a quella della Villa di Schifanoia e quella che sovrasta la struttura dell'albergo "La Felicina" erano a guardia dell'antica Via della Posta fra Firenze e Bologna. Attenti studi, realizzati nell'ambito del complessivo intervento di recupero predisposto in anni recenti dalla Pubblica Amministrazione, mostrano come già nel cinquecento la trasformazione in villa e la realizzazione della fronte, con la piazzetta antistante che si incardina all'incrocio fra via di Cafaggio e la strada per la Fortezza di San Martino, fossero concluse. L'apparato decorativo, composto da motivi floreali e teste di animali in laterizio, è invece di epoca più tarda, probabilmente collocabile attorno alla metà dell'Ottocento dopo che la proprietà era passata dai Medici agli Adami. È infine interessante notare che, come scrive Giuseppina C. Romby: "con la soluzione adottata la villa Adami introduce nel centro di San Piero a Sieve una tipologia residenziale di indubbia novità, quella della villa urbana che coniugava la solidità del palazzo signorile con la natura di delizia più propriamente 'agreste' della villa". Particolare interesse riveste anche la sistemazione "cinque-seicentesca" del giardino attorno all'edificio che assume il carattere di una vera e propria terrazza panoramica dominante l'intero aggregato urbano.
    Villa Schifanoia
  • Villa Schifanoia: questa villa si sviluppa intorno alla torre, contestualmente alla sua trasformazione residenziale che appare compiuta già alla metà del trecento, sono via via cresciuti annessi che hanno invaso gli spazi e le preesistenze edilizie contermini. Ma il ruolo architettonicamente dominante della torre medesima, pure trasformata in colombaia alla metà del XV secolo, permane e permarrà fino ai giorni nostri. Quando, nell'Ottocento, la villa sarà acquistata dai Cambray Digny, la sua destinazione diverrà quella della villa fattoria; centro di un imponente azienda che dai piedi dell'antica torre si estendeva per una larga parte del prospiciente fondovalle della Sieve.
  • Villa Sassolo( Villa Peratoner): si trova nella zona di Cardetole e fu costruita dai Medici come villa-fattoria(ancora esistente) nel XVI secolo dopo aver perso il possedimento della Villa del Palazzaccio di Bernadetto de'Medici,situata a poca distanza nel Comune di Borgo San Lorenzo.
  • Villino Corsini: appartenente alla Famiglia Corsini si trova appena usciti dal centro del paese sul pendio del colle della Fortezza Medicea di San Martino, di epoca ottocentesca.
  • Villino La Quiete: situato in località Gabbiano.
  • Villa Pepi: in località Spugnole, oggi non rimane che un rudere dell'antica villa Rinascimentale della potente famiglia fiorentina.
  • Villino degli Ischieti: nell'omonima località sulla via Bolognese nei pressi del Castello di Cafaggiolo.
  • Villa Luder: si trova sulla sommità di Montecacioli, il colle che guarda le spalle al borgo di San Piero.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • A Spugnole anticamente si trovava un castello degli Ubaldini, distrutto da Castruccio Castracani che, in tal modo, realizzava la sua vendetta contro Firenze. Nel 1324 il castello fu ricostruito e dotato di sistemi difensivi per contrastare i soldati di Giovanni Oleggio. In questa località si trova la Chiesa di San Niccolò a Spugnole, nelle cui vicinanze sorge una casa colonica, già villa dei Pepi di Firenze.
  • Castello di Monterezzonico : nei pressi del paese si trova un antico castello appartenuto anch'esso alla famiglia degli Ubaldini. Il castello si trovava sull'omonimo monte a sud di San Piero a Sieve. Sulla cima del poggio si conservano notevoli resti della rocca, quali la porta con un bel portale in pietra, sormontata da una possente torre, ampi tratti di mura e, all'interno, resti di cisterne per l'acqua e altri ambienti. La conservazione di abbondanti resti della struttura è dovuta alla trasformazione del fortilizio militare in residenza signorile di membri della famiglia Medici, fino a che negli ultimi secoli fu degradata a casa colonica.

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

Nel Mugello si può scoprire una cucina e una ricchezza dei prodotti della terra che hanno conservato nel tempo l'autenticità delle proprie tradizioni. I primi sono spesso i tortelli di patate, le tagliatelle sui funghi, sul cinghiale, sulla lepre, farinate, zuppe, minestroni e pappe.

La carne ricopre un ruolo importante nella tavola mugellana. Numerosi sono gli allevamenti bovini, ovini e suini presenti nel territorio.

Il latte bovino è destinato in gran parte alla Centrale del latte di Firenze, con la produzione del latte "Alta qualità selezione Mugello" e del latte da agricoltura biologica "Il podere centrale".

La carne bovina, suina ed ovina è commercializzata tramite la capillare rete delle macellerie del territorio. Il Centro Carni Mugello macella e lavora le carni

prodotte dagli allevatori mugellani associati. È una realtà ormai consolidata a garanzia della qualità del prodotto locale.

Il Mugello è di fatto il territorio di allevamento della "fiorentina": qui la vera bistecca nasce al top della qualità. Il formaggio è pecorino, di pura o misto, e i contorni sono fagioli all'olio o verdure dell'orto.

I dolci sono semplici come il pan di ramerino, la schiacciata con l'uva, classici come le crostate, elaborati come la torta o il budino di marroni, storici come la torta in balconata.

Stazione della Faentina

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il paese ha una propria stazione ferroviaria vicina al centro del paese. Per quanto riguarda il servizio pubblico su gomma il servizio è effettuato dalla società consortile Autolinee Mugello Valdisieve.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Qui sono riportati gli abitanti dell'ex comune di San Piero a Sieve dal 1861 al 2011

Abitanti censiti[4]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 454 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania Romania 177 4,13%

Albania Albania 158 3,90%

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Ingorgo Sonoro (luglio)
  • Estemporanea di pittura (maggio)
  • Festa del marrone (ottobre)
  • Simposio di Scultura (biennale)
  • Festa del Patrono (29 giugno, San Pietro e Paolo)
  • "Mercanzie in piazza" (ogni seconda domenica del mese)
  • "Il treno della Befana" (6 gennaio)

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
13 luglio 1988 7 giugno 1990 Mauro Dugheri Partito Comunista Italiano Sindaco [5]
29 giugno 1990 24 aprile 1995 Mauro Dugheri Partito Comunista Italiano, Partito Democratico della Sinistra Sindaco [5]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Mauro Dugheri sinistra Sindaco [5]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Alessia Ballini centro-sinistra Sindaco [5]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Alessia Ballini centro-sinistra Sindaco [5]
8 giugno 2009 1º gennaio 2014 Marco Semplici centro-sinistra Sindaco [5]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

San Piero a Sieve è gemellato con:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il primo ente sportivo sanpierino nasce nel 1963 ed adotta i colori sociali bianco-rossi. Dieci anni dopo, la S.S. San Piero a Sieve si trasforma in Polisportiva nel settembre 1973. Oltre al calcio vengono inserite attività come la pallavolo ed il ciclismo.

Emilio Materassi su Talbot

Dal 2013 anche il tennis viene annoverato tra le opportunità sportive del paese mugellano.

La squadra di calcio, dopo aver militato per ben sei anni in Eccellenza, retrocedendo in tre anni fino alla 1ª Categoria. Nel Campionato 2013-2014, la squadra milita in 1ª Categoria girone "C".

San Piero è stato teatro di molte gare automobilistiche e motociclistiche anche storiche come la Mille Miglia ed il Circuito stradale del Mugello. La partenza ed i box di quest'ultimo erano proprio nei pressi del paese. Per quanto riguarda altre gare meno famose, San Piero ha ospitato nel 1967 una gara della Formula 3 sul circuito stradale della Fortezza,ed infine il "Giro delle Vespe"(disputatosi dal '49 al'54 in un circuito improvvisato all'interno dell'abitato,dove i concorrenti correvano con gli scooter chiamati Vespe,dal marchio della piaggio).

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

[1][2][3][4]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN167655362
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  1. ^ Lascialfari Primo, Storia racconti e immagini di san piero a sieve.
  2. ^ Proloco San Piero a Sieve, su prolocosanpieroasieve.it.
  3. ^ Niccolai Francesco, GUIDA DEL MUGELLO E DELLA VAL DI SIEVE, Multigrafica Editrice.
  4. ^ Lascialfari Primo, Come il Mugello sorse dal mare e i Medici dal Mugello.