San Patrizio (Conselice)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da San Patrizio (Ravenna))
San Patrizio
frazione
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Ravenna-Stemma.png Ravenna
Comune Conselice-Stemma.png Conselice
Territorio
Coordinate 44°29′21″N 11°49′34″E / 44.489167°N 11.826111°E44.489167; 11.826111 (San Patrizio)Coordinate: 44°29′21″N 11°49′34″E / 44.489167°N 11.826111°E44.489167; 11.826111 (San Patrizio)
Altitudine m s.l.m.
Abitanti 1 198 (2011)
Altre informazioni
Cod. postale 48020
Prefisso 0545
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti San Patriziesi
Patrono san Patrizio
Giorno festivo 17 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Patrizio
San Patrizio

San Patrizio (San Patrèzi in lingua romagnola) è una frazione di 1.198 abitanti del comune di Conselice, in provincia di Ravenna, situato 3 km a sud del capoluogo comunale. È l'unico paese d'Italia che porta il nome del santo irlandese.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

La principale caratteristica di questa frazione è sicuramente rappresentata dal nome, assai raro in Italia, ed unico tra i comuni e le frazioni italiane. San Patrizio è infatti un santo estraneo alla tradizione devozionale italiana in quanto ha professato principalmente nelle isole britanniche.

Secondo la recente interpretazione di uno storico locale, l'origine di San Patrizio potrebbe essere simile a quella di Bertinoro. Come il centro collinare, situato lungo uno dei percorsi che portano dalla Britannia a Roma, fu fondato da alcuni pellegrini, così San Patrizio potrebbe essere stata fondata da britannici in viaggio verso la capitale della cristianità[1] .

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Pieve di San Patrizio: le sue origini, che risalgono al IX secolo, ne fanno la pieve più antica del territorio conselicese e lavezzolese. La chiesa fu eretta in un luogo dove preesisteva un'edicola votiva. A partire dal X secolo fu affiancata dal campanile. Il più antico documento che testimonia l'esistenza della Pieve risale al 1092. È l'unica chiesa dedicata a san Patrizio della Romagna[2]. La chiesa ha assunto la sua forma attuale nel XVIII secolo, quando fu rifatta la facciata e costruito il nuovo campanile. Le volte e l'abside furono decorati da Augusto Paglierini, pittore di Ferrara.

L'edificio è stato restaurato negli anni 2009-2011. L'umidità di risalita dal terreno minacciava la stabilità della struttura. I lavori sono stati effettuati con tecniche d'avanguardia: le volte sono state collegate tra loro da cavi in fibra di carbonio, l'intero edificio è stato sottoposto a un microclima e le antiche vestigie e fondamenta altomedievali sono state rese visibili da spesse lastre di vetro. Anche il campanile è stato restaurato. All'intervento si è accompagnata una campagna di scavi che ha permesso di individuare il primo edificio. La riapertura ufficiale della Pieve, riportata alla bellezza originaria, si è svolta il 22 maggio 2011.

Nel 2013 è stato aperto, nell'edificio che comprende la chiesa, un museo che raccoglie i reperti archeologici scoperti durante gli scavi. Contestualmente è stato avviato il restauro dell'organo, che si è concluso nel 2014. Risalente al XVIII secolo, lo strumento è un organo positivo, in buona parte fatto di legno, con 503 canne.

Mulino di San Patrizio: Costruito verso la fine del XV secolo, l'antico opificio, che fu di proprietà del duca Francesco Pico della Mirandola, sorge sopra il Canale dei molini di Imola.

Il mulino è costituito da un corpo di fabbrica originario a due piani su pianta rettangolare e da due aggiunte della metà del XX secolo: una a quattro piani, confinante con il mulino, ed una successiva a due piani, più spostata verso est. Il corpo di fabbrica originario sovrasta l’alveo del canale con due arcate ed è caratterizzato da murature in mattoni faccia a vista che rivelano rimaneggiamenti operati sul corpo murario. Un portico a quattro pilastri, a parapetto continuo murario, si eleva con un arco sul canale e si addossa alla facciata rivolta verso nord del corpo di fabbrica originario.
Nel fabbricato della metà del XX secolo sono ancora conservati i vecchi macchinari.

Eventi e ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

  • Lôm a merz (Luci di marzo - sera del 28 o 29 febbraio)
  • Sagra del tortellone (Ultimo fine settimana di agosto)

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

  • Vi confluiscono due strade provinciali: la SP 50 «Canalazzo-Bagnarolo» e il ramo originario della SP 610 «Selice-Montanara».[3]
  • San Patrizio è servito dalla linea ferroviaria Lavezzola – Lugo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Leardo Mascanzoni, Territorio, insediamenti, popolamento e viabilità in Storia di Bertinoro, coordinamento di A. Vasina, Cesena, Società Editrice Il Ponte Vecchio, 2006, pp. 113-144
  2. ^ Sono state fatte diverse ipotesi sull'intitolazione; alcuni sostengono che fu dovuta a un gruppo di monaci irlandesi che si stabilì nella zona.
  3. ^ La strada era costruita sull'argine di un canale, quindi era stretta. Negli anni settanta fu costruito un nuovo tratto che scorre nella campagna a circa 1 km dal centro abitato.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]