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Paolo Miki

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San Paolo Miki
Bamberg St Martin Figur Paul Miki.jpg
Statua di San Paolo Miki nella chiesa di San Martino a Bamberga - Opera di Johannes Bitterich
 

Martire

 
Nascita1556 circa
Morte1597
Venerato daChiesa cattolica
Beatificazione14 settembre 1627 da papa Urbano VIII
Canonizzazione8 giugno 1862 da papa Pio IX
Ricorrenza6 febbraio
AttributiPalma

Paolo Miki (in giapponese: パウロ三木, Pauro Miki; Osaka, 1556 circa – Nagasaki, 5 febbraio 1597) è stato un membro della Compagnia di Gesù; è venerato dalla Chiesa cattolica come santo e martire.

Morì crocifisso durante una persecuzione anticristiana in Giappone: è stato proclamato santo da papa Pio IX insieme ai 25 compagni di martirio.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato nei pressi di Kyōto da una nobile famiglia giapponese, ricevette il battesimo a 5 anni e a 22 entrò nei gesuiti come novizio: studiò presso i collegi dell'ordine di Azuchi e Takatsuki e divenne un missionario; non poté essere ordinato sacerdote a causa dell'assenza di un vescovo in Giappone.

La diffusione del Cristianesimo fu inizialmente tollerata dalle autorità locali, ma nel 1587 il daimyō Toyotomi Hideyoshi mutò il suo atteggiamento nei confronti degli occidentali ed emanò un decreto di espulsione dei missionari stranieri.

L'ostilità antieuropea raggiunse il suo culmine nel 1596, quando si scatenò una persecuzione contro gli occidentali, quasi tutti religiosi, e i cristiani, considerati traditori. Nel dicembre di quell'anno, Paolo Miki venne arrestato insieme ad altri due compagni giapponesi del suo ordine, sei frati missionari spagnoli e i loro diciassette discepoli locali, terziari francescani.

Vennero crocifissi sulla collina di Tateyama, nei pressi di Nagasaki. Secondo la passio, Paolo continuò a predicare anche sulla croce, fino alla morte.

Il culto[modifica | modifica wikitesto]

È stato beatificato, insieme ai compagni martiri, da papa Urbano VIII il 14 settembre 1627: l'8 giugno 1862 il gruppo è stato canonizzato da papa Pio IX.

La sua memoria liturgica si celebra il 6 febbraio.

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Controllo di autoritàVIAF (EN3622965 · ISNI (EN0000 0000 2792 1898 · LCCN (ENno2013143681 · GND (DE132065304 · BAV ADV10103814 · CERL cnp00848645