Nicandro, Marciano e Daria

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Santi Nicandro, Marciano e Daria
Santuario di San Nicandro a Venafro
Santuario di San Nicandro a Venafro

Martiri

Nascita Bulgaria, III secolo
Morte Venafro, 17 giugno 303
Venerato da Chiesa cattolica
Santuario principale Santuario di San Nicandro (Venafro)
Ricorrenza 17 giugno
Patrono di Venafro (IS), San Nicandro di Prata d'Ansidonia (AQ), Tremensuoli di Minturno (LT), San Nicandro Garganico (FG)

Nicandro, Marciano e Daria furono martirizzati, sotto Diocleziano, il 17 giugno del 303 presso Venafro, in Molise. Sono venerati come santi dalla Chiesa cattolica e patroni di Venafro, della Diocesi di Isernia-Venafro,[1] di San Nicandro Garganico (FG). Il solo san Nicandro è patrono di Tremensuoli, frazione del comune di Minturno (LT) e dell'omonima frazione "San Nicandro", nel comune di Prata d'Ansidonia (AQ).

Agiografia[modifica | modifica wikitesto]

Nicandro e Marciano erano due valorosi soldati romani, probabilmente originari della Mesia (l'odierna Bulgaria), di stanza a Venafro. Secondo la tradizione Daria era moglie di Nicandro. Pur consapevoli dei rischi che comportava la loro scelta, abbracciarono la religione cristiana. Furono arrestati e condannati a morte per non aver voluto rinnegare la loro fede il 17 giugno del 303.

Il Martirologio Romano,[2] in realtà, riporta il martirio di Nicandro e Marciano (avvenuto il 17 giugno), ma non quello di Daria, la cui figura trova riscontro prevalentemente nella leggenda popolare.[3] Si narra infatti che Nicandro rifiutò di sacrificare agli dei pagani confermando la fede in Cristo, proprio dietro incoraggiamento di sua moglie. Daria sarà poi martirizzata qualche giorno dopo ma il Martirologio Romano non ne fa menzione[4].

Culto[modifica | modifica wikitesto]

La memoria liturgica è il 17 giugno.

Nel luogo del martirio, poco distante dal centro abitato, in epoca successiva, e più precisamente nel 955, fu edificata una basilica in loro onore. Sotto l'altare maggiore nel 1933 si rinvenne il sarcofago di Nicandro, dal quale secondo la leggenda devozionale, fuoriesce, in determinate scadenze e soprattutto nei giorni di festa, la santa manna, un liquido misterioso al quale sono attribuite, come testimoniano gli ex voto, doti miracolose.

A Venafro[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Venafro § Basilica dei Santi Nicandro, Marciano e Daria.
Cripta dei Ss. Martiri
Processione dei Ss. Martiri su Corso Molise

La festa in onore dei patroni è molto sentita. I festeggiamenti si protraggono dal 16 al 18 giugno di ogni anno con diversi spettacoli di intrattenimento e con momenti di profonda religiosità attraverso le processioni e le numerose messe. Partecipano a tale manifestazione decine di migliaia di persone; non solo i venafrani ma anche cittadini provenienti dal Molise e dalle regioni limitrofe.

Il nuovo busto argenteo di San Nicandro (l'originale storico venne trafugato nel 1986) custodito nella chiesa dell'Annunziata insieme alla Testa reliquiario e l'urna contenente i resti di Santa Daria.

Precede i festeggiamenti il Mese di San Nicandro caratterizzato dalle sante messe alle 6,00 e alle 19,00 a partire dal 17 maggio e fino al 17 giugno affollate da centinaia di persone ogni giorno e celebrate dai diversi sacerdoti della diocesi di Isernia-Venafro. Il 17 maggio alle 18,30 si tiene una processione dalla chiesa barocca dell'Annunziata alla basilica dei Ss. Martiri con la celebrazione della messa e il ritorno del busto argenteo di san Nicandro e delle reliquie alla chiesa dell'Annunziata.

Il 15 giugno, a mezzanotte, presso il convento dei cappuccini, si ufficializza l'apertura della festa patronale con il suono di un motivetto ripetitivo eseguito da una piccola banda composta di elementi semplici che viene chiamata "bandarella". Centinaia di persone, nonostante la tarda ora partecipano a questo evento unico e suggestivo. Infatti per tutta la notte il motivetto viene ripetuto per le strade della città annunciando a tutti l'inizio dei festeggiamenti.

Il giorno 16 giugno si apre con fuochi pirotecnici, suono di campane, la santa messa in basilica al mattino e il giro delle bande musicali. Ed è proprio in questo giorno che si svolge la solenne processione che alle 19,30, dalla chiesa dell'Annunziata, porta il busto argenteo e le reliquie di san Nicandro e le reliquie di san Marciano e santa Daria presso la basilica alle porte della città dove si svolgono i solenni vespri cantati presieduti dal vescovo. Nella sera vi è un concerto bandistico.

Il 17 giugno è il giorno in cui si ricordano i tre martiri con numerose messe e il solenne pontificale delle 11,00 presieduto dal vescovo durante il quale c'è la consegna delle chiavi e dei ceri da parte del sindaco al vescovo che le consegna idealmente a San Nicandro ponendole tra le mani del busto argenteo. Accorrono molti fedeli dal circondario. Per quanto riguarda i festeggiamenti civili, la mattina si tiene la tradizionale fiera e durante la giornata c'è il giro delle bande. La sera c'è un concerto di musica leggera con cantanti di fama nazionale.

Il 18 giugno si celebrano altre sante messe. Il simbolo dei festeggiamenti però è la solenne processione serale, caratterizzata dal canto corale dell'inno a dedicato ai santi, dal luccichio delle migliaia di candele portate in processione e dall'enorme partecipazione popolare al corteo religioso. La processione ha inizio verso le ore 20,00 dalla basilica subito dopo la cosiddetta "ammessa", ovvero l'asta per aggiudicarsi il diritto di portare in spalla le statue, e termina dopo la mezzanotte, quando ha percorso tutto il centro storico cantando nelle varie fermate l'antico inno popolare ai santi martiri. Nella cattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo c'è l'omelia del vescovo. Il luogo di conclusione del sacro e solenne rito è la chiesa dell'Annunziata, dove il busto e le reliquie rimangono fino alle festività successive, ma in realtà per permettere a tutti di partecipare al canto finale dell'inno, la processione si conclude in piazza Castello. Al termine della processione, i festeggiamenti si concludono con i tradizionali fuochi pirotecnici.

In questi giorni di festa si svolge la fiera di san Nicandro il giorno 17, si allestiscono eventi collaterali, è presente un luna park in viale San Nicandro, si svolge anche il trofeo San Nicandro, gara podistica di caratura nazionale con atleti provenienti da diverse regioni di Italia e periodicamente si allestisce l'opera di San Nicandro, dramma sacro sulla vita dei martiri.

Inno popolare ai santi martiri Nicandro, Marciano e Daria[modifica | modifica wikitesto]

L'inno ai SS. Martiri fu composto a Venafro nel 1881 dal compositore e musicista venafrano Domenico Criscuolo. Nella processione del 18 giugno i momenti più emozionanti e suggestivi si hanno quando il popolo venafrano scioglie "di lode un cantico ai prodi eroi magnanimi..." accompagnati dal complesso bandistico nelle varie fermate. È un inno popolare che esorta a onorare e imitare il modello di vita dei santi martiri nella gloria di Dio, sottolineando il forte e primitivo attaccamento del popolo venafrano nei loro confronti. L'inno fu introdotto sul finire dell'Ottocento e fatto cantare nelle scuole cittadine, da allora di generazione in generazione si è trasmesso ai tempi nostri ed è conosciuto, oltre che a Venafro, anche dai cittadini dei comuni limitrofi. Ecco le parole dell'inno:

Sciogliam di lode un cantico,
o popol venafrano,
a' prodi eroi magnanimi
Nicandro, Marciano!

E a lei che di vittoria
La palma riportò;
e a lei che forte intrepida
lo sposo pareggiò.

Ben tra gli astri o incliti,
regnate in sull'Empiro
ove drizzaste fervidi
i passi e il desiro.

Dhe! Ci reggete impavidi
sani di mente e cor,
di mente e cor,
finché di Dio la gloria
per Voi godrem,
godremo ancor!

Finché di Dio la gloria
per voi godremo godremo ancor
Per voi godremo
per voi godrem
per voi godremo
godremo ancor!

Finché di Dio la gloria
per voi godremo godremo ancor
per voi godrem
per voi godrem
per voi godremo
godremo ancor!

Fermate per il canto dell'inno:

  • piazzale della basilica
  • viale San Nicandro ("Muscurigl")
  • corso Molise
  • piazza Cimorelli (edicola dei SS. Martiri)
  • piazza Porta Nova
  • Cattedrale
  • Chiesa di San Francesco
  • Porta Guglielmo (via Cavour, edicola dei SS. Martiri)
  • chiesa di Cristo
  • via Colle (edicola dei SS. Martiri)
  • piazza Castello (2 volte)
  • chiesa della SS. Annunziata

A San Nicandro Garganico[modifica | modifica wikitesto]

Il primo nucleo abitativo sembra fosse costituito da un casale sito nella parte collinare del Gargano, detto Difesa di San Nicandro, nei pressi di una chiesa dedicata a San Nicandro vescovo di Myra. Il culto a tale Santo Vescovo cadde in disuso e nel periodo della transumanza, un gruppo di pastori molisani importarono il culto ai Santi Martiri di Venafro. Oggi il paese si chiama San Nicandro Garganico ed i suoi patroni sono San Nicandro, San Marciano e Santa Daria.

Nella Chiesa Matrice di Santa Maria del Borgo, che custodisce i Simulacri dei tre Santi martiri di Venafro, si celebra tutti gli anni la Solenne Novena dal 08 al 16 giugno con Santa Messa Vespertina nella quale vengono spiegate e decantate le loro virtù eroiche.

Il 17 giugno, giorno del loro martirio, vengono celebrate, a partire dalle ore 07:00, numerose Sante Messe nella Chiesa Matrice animate dalle Parrocchie della Città e il Solenne Pontificale delle 11:00 presieduto dal Vescovo titolare della Diocesi di San Severo alla presenza delle autorità civili, militari e religiose.

Alle ore 18:00 dello stesso giorno nella Chiesa Matrice il Parroco affida la Città ai suoi Protettori invocando la loro intercessione e successivamente il Sindaco pone nella mano del simulacro di San Nicandro la chiave del paese.

Al termine i simulacri dei Protettori escono in processione percorrendo le vie principali della città. Durante la Processione vengono incendiati fuochi pirotecnici e viene cantato l'Inno ai Santi Patroni. La Processione si conclude davanti al Castello con il tradizionale carosello di fuochi pirici.

Inno ai Santi Patroni[modifica | modifica wikitesto]

L'inno ai SS. Martiri fu composto a San Nicandro Garganico dal sannicandrese Monsignor Aristide D'Alessandro negli anni '20 del XX secolo. In questo inno si decantano le virtù eroiche dei Santi Martiri, il loro martirio e la Città di Venafro che ebbe l'onore di vedere il loro sangue versato per la Croce di Cristo. Viene cantato dal popolo sannicandrese durante il Solenne Novenario, nelle Messe del giorno della festa (17 giugno) e durante la Processione cittadina.

I Un bel cantico si levi, o Nicandro alla vittoria
che ti diede tanta gloria, prima in terra ed ora in ciel!
Siamo i figli che al gran Padre, nel bel dì della sua festa
rinnoviamo la protesta del più forte e sacro amor.

Rit: Deh c'infondi la tua fede, nostro Santo Protettore
La tua speme ed il tua amore a la Croce del Signor! (2 volte)

II Tu con Daria e con Marciano giunto a noi dall'afre terre
sostenesti ahi quante guerre per la gloria dell'Imper.
Ma a la luce del Vangelo ripudiasti Diocleziano
e da prode capitano, combattesti per Gesù.

Rit: Deh c'infondi la tua fede, nostro Santo Protettore
La tua speme ed il tua amore a la Croce del Signor! (2 volte)

III Finché dato là in Venafro il tuo sangue per la Croce
ricantavi con la voce che non muor Viva Gesù.
Ed intanto dall'Empiro una palma ancor vivente
discendeva dolcemente ad ornare il tuo bel crin.

Rit: Deh c'infondi la tua fede, nostro Santo Protettore
La tua speme ed il tua amore a la Croce del Signor! (2 volte)

IV Or che sei lassù nel Cielo sii Tu sempre la difesa
de la pace, de la Chiesa e di noi tuoi figli ancor.
Esultante la Tua Fede dona insieme al tuo valore
si che Cristo, Re e Signore, viva e rigni in ogni cor.

Rit: Deh c'infondi la tua fede, nostro Santo Protettore
La tua speme ed il tua amore a la Croce del Signor! (2 volte)

La reliquia di San Nicandro Martire[modifica | modifica wikitesto]

Nella Chiesa Matrice è custodita una reliquia ovvero un pezzo di osso di San Nicandro martire. Non vi è la certezza di come questa reliquia sia giunta nel centro garganico. Vi sono in merito due leggende, la prima narra che sia stata lasciata in loco da un Frate Cappuccino proveniente dal convento di Venafro mentre la seconda vuole che sia stata portata da un gruppo di pastori provenienti dal Molise durante la transumanza.

I Simulacri dei Santi Martiri[modifica | modifica wikitesto]

San Nicandro Garganico - Chiesa Matrice di Santa Maria del Borgo, cappella dei SS. Patroni Nicandro, Marciano e Daria

Da accurate ricerche effettuate è emerso che i simulacri furono commissionati nel 1719 dal Principe nonché Feudatario di San Nicandro Garganico, Baldassarre Cattaneo Della Volta Paleologo (Genova, 1660 - Napoli, 1739), Grande di Spagna, per devozione ai Santi Martiri di Venafro. I tre simulacri lignei, di nobile e pregiata fattura, furono scolpiti a Napoli nella bottega del Magnifico Alfonso Postiglione, famoso scultore in attività a quel tempo[5].

Dal 2004 al 2006 i simulacri furono restaurati su forte interesse dell'allora Parroco, il sannicandrese Don Matteo De Meo, dal Prof. Raffaele D'Amico di San Severo su autorizzazione della Soprintendenza belle arti di Bari, con il contributo economico del popolo sannicandrese.

Il 9 marzo 2017 è stata riaperta al culto la cappella dei Santi Martiri nella chiesa di Santa Matrice di Santa Maria del Borgo dopo un restauro di oltre un anno.

La festa patronale[modifica | modifica wikitesto]

La festa patronale ricorre dal 15 al 18 giugno ed è organizzata dal Comitato Feste Patronali. Oltre ai festeggiamenti religiosi nel corso di queste serate sono previsti vari spettacoli musicali e la Sagra dei Santi Patroni, organizzata dalla Chiesa Matrice. Culmine della Festa è il concerto nella sera del 18 giugno con al termine fuochi d'artificio al campo sportivo comunale. Fra gli artisti che sono saliti sul palco della festa patronale si ricordano Francesco De Gregori, Umberto Tozzi, Lucio Dalla, Ivana Spagna, i Matia Bazar, Max Gazzè.

A Tremensuoli[modifica | modifica wikitesto]

Anche a Tremensuoli di Minturno (LT) si onora san Nicandro il 17 giugno con una processione nelle vie dell'antico borgo collinare, mentre i festeggiamenti veri e propri si svolgono la seconda settimana di agosto, come vuole la tradizione del paesello. In piazza San Nicandro c'è la chiesa dedicata al Patrono, che risale al '500.

Inno a san Nicandro martire[modifica | modifica wikitesto]

Quello che segue è uno degli inni che vengono cantati con devozione sincera nei due momenti distinti dell'anno che il più antico borgo collinare minturnese dedica al santo patrono. Il primo – Nel mese di giugno durante il triduo in preparazione alla memoria liturgica del santo (17 giugno). Il secondo – In preparazione dei festeggiamenti patronali che da secoli, nelle tradizioni del “Paesello”, avvengono, in forma civile e religiosa, nei nove giorni che precedono la seconda domenica d'agosto.

Divo Nicandro, nostro padre buono,
di Santa Chiesa gloria e decoro,
stretti a te intorno t'acclamiamo in coro
nostro Patrono.
Con San Marciano e la tua sposa eletta,
desti la vita per amor di Dio;
mostraci, o padre, col tuo sguardo pio
del ciel la vetta.
Forte di fede, caritade e speme,
d'ogni virtude fosti faro al mondo;
fa che il tuo esempio sia a noi fecondo di luce e grazia.
Laude ed onore nel tuo nome sia,
al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo
come in principio
nei secoli dei secoli
e così sia.

In Abruzzo[modifica | modifica wikitesto]

Anche in Abruzzo ritroviamo il culto del Santo martire venafrano. Nel comune di Prata d'Ansidonia (AQ), il santo dà il nome ad una piccola frazione di circa 55 abitanti, San Nicandro, che festeggia il patrono il 17 e il 18 giugno con una processione che, dalla chiesa a lui dedicata, percorre il piccolo paese.

Ancora in Abruzzo sono presenti altre due chiese parrocchiali dedicate a san Nicandro e san Marciano: una prima chiesa dei Santi Marciano e Nicandro si trova nel centro storico della città dell'Aquila e dal XIII secolo è stata elevata a capoquarto del rione di San Giovanni, mentre la seconda è nell'antico castello collegiato di Roio (oggi frazione del comune dell'Aquila). Il terremoto dell'Aquila del 2009 ha notevolmente compromesso la stabilità di entrambe chiese che risultano crollate in più parti e, al momento, inagibili.

In Campania[modifica | modifica wikitesto]

In Campania, nel comune di Tora e Piccilli (CE), san Nicandro (il martire di Venafro) è venerato nella Chiesa annessa al convento di Sant'Antonio (ex convento dei padri cappuccini).

A Napoli, nel centro storico, è presente una chiesa dedicata ai santi Nicandro e Marciano. Fa parte del complesso di Santa Patrizia, motivo per cui è maggiormente nota col nome di santa Patrizia interna.

Altri luoghi[modifica | modifica wikitesto]

A Ravenna, la chiesa di San Giovanni Evangelista è conosciuta anche con il titolo dei Santi Nicandro e Marciano (martiri nel 303 d.C. a Venafro). È la chiesa più antica della città ed è situata nei pressi della stazione ferroviaria. Custodisce un dipinto che ritrae i santi martiri venafrani.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Diocesi, su Diocesi di Isernia-Venafro. URL consultato il 17 giugno 2017.
  2. ^ Martirologio, su Sito Ufficiale del Vaticano. URL consultato il 17 giugno 2017.
  3. ^ Dei tre martiri, Daria compresa, scrive secoli dopo la loro morte Pietro Diacono nella Passio sanctorum martyrum Marci, Passicratis, Nicandri et Marciani, consultabile p.es. all'interno di: (LAEN) Herbert Bloch e Pietro Diacono, The Atina dossier of Peter the Deacon of Monte Cassino: a hagiographical romance of the twelfth century, 1998, ISBN 8821006824.
  4. ^ Nicandro, Marciano e Daria, edizioni Vitmar
  5. ^ Archivio di Stato di Napoli, Notai del Settecento, in Giovanni Battista Servillo, scheda 216, prot.1, ff. 28r-29v, Promissio pro Excellentissimo Domino Principe Sancti Nicandri, 1719.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]