Luigi Versiglia

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Luigi Versiglia, S.D.B.
vescovo della Chiesa cattolica
Luigi Versiglia (1873-1930).jpg
Mons. Versiglia attorno al 1921
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Incarichi ricoperti
 
Nato5 giugno 1873 ad Oliva Gessi
Ordinato presbitero21 dicembre 1895
Nominato vescovo22 aprile 1920 da papa Benedetto XV
Consacrato vescovo9 gennaio 1921 dal vescovo Jean-Baptiste-Marie Budes de Guébriant, M.E.P.
Deceduto25 febbraio 1930 (56 anni) a Litouzui
 
San Luigi Versiglia

Vescovo e martire

 
Nascita5 giugno 1873 ad Oliva Gessi
Morte25 febbraio 1930 (56 anni) a Litouzui
Venerato daChiesa cattolica
Beatificazione15 maggio 1983 da papa Giovanni Paolo II
Canonizzazione1º ottobre 2000 da papa Giovanni Paolo II
Ricorrenza25 febbraio
13 novembre presso i Salesiani
AttributiPalma, bastone pastorale, mitria

Luigi Versiglia (Oliva Gessi, 5 giugno 1873Litouzui, 25 febbraio 1930) è stato un vescovo cattolico italiano, venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

A dodici anni venne inviato a Torino, a studiare nell'istituto dei Salesiani di Don Bosco; allora non pensava ancora di divenire sacerdote, ma veterinario. Poco dopo Don Bosco morì, senza aver potuto avere un colloquio con il ragazzo, cui aveva anticipato di avere qualcosa di importante da dirgli. Questo tuttavia colpì molto Luigi, che nel 1889 entrò nella società salesiana. Frequentò la facoltà di filosofia all'Università Gregoriana di Roma, e a 22 anni fu ordinato sacerdote. L'anno dopo era direttore dei novizi salesiani a Genzano di Roma, ma la sua vera vocazione erano le missioni. Nel 1906 partì per la Cina: a Macao fu direttore spirituale della casa salesiana, dove espletò un intenso lavoro sia spirituale sia materiale, specie in favore degli orfani.

Nel 1920 fu nominato vescovo titolare di Caristo e vicario apostolico di Shiuchow, nella regione del Kwangtung, nel sud della Cina. Erano tempi difficili, per i contrasti politici, le tensioni sociali, la diffusa criminalità. Qui il vescovo Versiglia continuò il suo lavoro, aprì scuole, seminari, apprezzato anche dai non cattolici.

Il 23 febbraio 1930 mons. Versiglia, insieme al giovane missionario Callisto Caravario, due maestri, le loro giovani sorelle e una catechista, partirono in barca per raggiungere la missione di Lin-chow, in una zona devastata dalla guerra civile. Il pericolo maggiore per i missionari cristiani era rappresentato dai guerriglieri comunisti e dai pirati. Una decina di banditi fermò la barca, chiedendo 500 dollari per lasciarla passare, minacciando di morte i passeggeri. Quando si accorsero delle ragazze a bordo, decisero di rapirle, ma mons. Versiglia e don Caravario cercarono di impedirlo con tutte le forze, tra le percosse dei briganti. Sopraffatti, furono condotti in un bosco vicino e lì fucilati. Le tre ragazze e i due giovani che erano con loro testimonieranno poi il coraggio e la serenità con cui il vescovo Versiglia e don Caravario affrontarono la morte. Persino uno degli esecutori avrebbe detto "Sono cose inspiegabili, ne abbiamo visti tanti… tutti temono la morte. Questi due invece sono morti contenti e queste ragazze non desiderano altro che morire…". Era il 25 febbraio 1930. Le tre ragazze furono liberate alcuni giorni dopo dall'esercito regolare.[1]

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Mons. Luigi Versiglia e don Callisto Caravario furono dichiarati martiri nel 1976 da papa Paolo VI; papa Giovanni Paolo II li beatificò il 15 maggio 1983. Furono canonizzati, insieme con gli altri martiri cinesi, il 1º ottobre 2000.

La memoria liturgica ricorre il 25 febbraio.

Per ricordare il decennale della canonizzazione dei Santi Martiri Luigi Versiglia e Callisto Caravario, il 2 ottobre 2010 si tenne una fiaccolata dalla casa natale di san Luigi Versiglia alla chiesa parrocchiale; seguì un momento di preghiera presieduto dal cardinale Joseph Zen Ze-kiun, S.D.B., vescovo emerito di Hong Kong.

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luigi Versiglia, in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN86752314 · ISNI (EN0000 0000 8345 0824 · LCCN (ENn86094599 · BNE (ESXX1093730 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-n86094599