San Ferdinando di Puglia

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San Ferdinando di Puglia
comune
San Ferdinando di Puglia – Stemma San Ferdinando di Puglia – Bandiera
San Ferdinando di Puglia – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Barletta-Andria-Trani-Stemma.png Barletta-Andria-Trani
Amministrazione
Sindaco Michele Lamacchia (Città solidale) dal 6-5-2012
Territorio
Coordinate 41°18′N 16°04′E / 41.3°N 16.066667°E41.3; 16.066667 (San Ferdinando di Puglia)Coordinate: 41°18′N 16°04′E / 41.3°N 16.066667°E41.3; 16.066667 (San Ferdinando di Puglia)
Altitudine 68 m s.l.m.
Superficie 41,23 km²
Abitanti 13 968[1] (31-7-2015)
Densità 338,78 ab./km²
Frazioni San Samuele di Cafiero
Comuni confinanti Barletta, Canosa di Puglia, Cerignola (FG), Trinitapoli
Altre informazioni
Cod. postale 76017
Prefisso 0883
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 110007
Cod. catastale H839
Targa BT
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti sanferdinandesi
Patrono Ferdinando III di Castiglia detto il santo
Giorno festivo 30 maggio, 1º settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Ferdinando di Puglia
San Ferdinando di Puglia
Posizione del comune di San Ferdinando di Puglia nella provincia di Barletta-Andria-Trani
Posizione del comune di San Ferdinando di Puglia nella provincia di Barletta-Andria-Trani
Sito istituzionale

San Ferdinando di Puglia (San Ferdenénde nel dialetto locale, fino al 1862 chiamata San Ferdinando) è un comune italiano di 13 968 abitanti della provincia di Barletta-Andria-Trani, in Puglia. Fino al 2004 ha fatto parte della provincia di Foggia.

Fondato da Ferdinando II di Borbone, si trova alla sinistra del fiume Ofanto, su una piccola collina che domina sui territori limitrofi, a quota 68 m s.l.m. ed è circondato da vigneti, uliveti, carciofeti e pescheti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu fondato nel 1847 come colonia agricola, derivata dall'antico borgo di San Cassano, al fine di tentare di risollevare alcuni problemi di carattere economico e sociale che affliggevano la parte meridionale del Tavoliere delle Puglie. L'idea di fondare una colonia agricola nella zona fu concepita dal giovane monarca Ferdinando II di Borbone in occasione del suo viaggio ufficiale attraverso il regno, svoltosi nel 1831. Il progetto socio-economico della colonia che fu presentato nel 1839 dall'intendente di Capitanata, Gaetano Lotti, prevedeva:

  • L'insediamento di 50 famiglie provenienti dalle saline di Barletta (l'attuale Margherita di Savoia);
  • un fondo di 10 versure concesso in enfiteusi a ogni famiglia;
  • una casa colonica con 2 cavalli, una carretta, attrezzi, sementi, piante, ecc.. a ciascuna famiglia emigrante.

Inoltre per uso comune della colonia sarebbero stati assegnati 100 versure da destinare al pascolo di buoi mentre altre 60 versure sarebbero state riservate per la piantagione di vigne e alberi da frutto; la colonia sarebbe stata dotata in aggiunta di una chiesa, un centimolo (mulino) con forno e 2 pozzi, alcune case in muratura e un centinaio di pagliai (che diedero in seguito la loro immagine per la realizzazione dello stemma cittadino) e che furono causa di due gravosi incendi che dilaniarono la nascente comunità. Nel 1848 prese la denominazione di San Ferdinando, in onore del re santo Ferdinando III di Castiglia e León, patrono del monarca delle Due Sicilie Ferdinando II di Borbone. Successivamente al toponimo fu aggiunta la denominazione di Puglia in modo da distinguere la cittadina dall'omonimo comune della Calabria.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

La Torre dell'Orologio, a pianta ottagonale, fronteggia la chiesa madre dell'abitato e risale agli inizi del XX secolo. Alla sua sommità, fino al 2012 (anno di inizio lavori di rifacimento della piazza antistante) era installata una sirena che suonava ogni giorno, alle otto del mattino e a mezzogiorno (udibile anche in aperta campagna a distanza di migliaia di metri). Nell'estate del 2014, al termine dei lavori, per mantenere continuità con la lunga tradizione passata ne è stata installata un'altra, ma dalla potenza assai inferiore. L'orologio della suddetta torre è azionato da un pozzo collocato sotto di essa. La chiesa originaria fu progettata dall'architetto Diego Genovese, all'uopo incaricato dal Direttore Generale di Ponti e Strade Carlo Afan de Rivera, che prevedeva una spesa di 8.000 ducati. Dalla pianta del progetto di rifondazione elaborata nel 1847, possiamo conoscere la struttura interna, che era composta da una sola aula absidata della superficie netta di circa 290 m², abside esclusa. Sul retro dell'abside erano ricavate al piano terra la sacrestia e al piano superiore la canonica. Sarebbe stata demolita alla fine degli anni '50.

Al centro dell'elegante piazza Trieste (oggi Piazza Giovanni Paolo II) negli ambienti dell'ex Palazzo di Città, eretto nel 1847 e magistralmente ristrutturato si dislocano le stanze che ospitano il Museo Civico cittadino.

Dopo il lungo e duro lavoro del professor Savino Defacentis nel lontano 1984 prende vita il Museo Civico di San Ferdinando di Puglia che attualmente ospita una ricca collezione di materiale che va dal Neolitico all'Alto Medioevo: diversi sono i reperti dell'Età del Bronzo rinvenuti nell'area ipogeica di Terra di Corte. Non mancano testimonianze dell'Età Romana: monete, epigrafi… fino ad arrivare alle ceramiche medievali.

Molto suggestiva è la sezione dedicata alla mostra etnografica che racconta a vivi colori la civiltà contadina locale. È di forte impatto ritrovarsi di fronte, alla ricostruzione a grandezza naturale della vecchia e umile casa del contadino, arricchita da mobili e svariati utensili domestici dell'epoca, si riescono, quasi, a percepire gli odori e i sapori del tempo andato. La mostra raccoglie, inoltre, attrezzi agricoli e dell'artigianato.

Da non tralasciare è l'angolo dedicato alla scuola: quaderni segnati dal tempo, cartelle di cartone, pagelle risalenti al periodo fascista e calamai che ancora conservano il vecchio inchiostro.

Nell'ampia piazza al centro di San Ferdinando di Puglia dedicata, fino al 2014, ad Umberto I si trova la Chiesa San Ferdinando Re (chiesa Matrice) risalente alla fine degli anni '50 e recentemente restaurata, su quella che era l'area occupata dalla storica chiesa sopracitata.

Alla fine dei lavori di ristrutturazione la piazza è stata rinominata e chiamata: Piazza della Costituzione.

Altro monumento di spicco della cultura sanferdinandese è l'antica posta di San Cassano, che è il palazzo più antico di San Ferdinando assieme alla chiesetta di S. Giuseppe (dei Santi Medici). Altrettanto degna di nota è la chiesa parrocchiale Maria SS. del Rosario, risalente ai primi decenni del XX secolo, voluta e realizzata dal parroco della chiesa matrice monsignor Raffaele Lopez con l'obolo versato settimanalmente da tutti i sanferdinandesi, guadagnandosi così la definizione di "chiesa del Soldo". la costruzione della chiesa del Rosario è iniziata nel 1913 ed è terminata nel 1933.[2] Ben più moderna è la chiesa dedicata al Sacro Cuore di Gesù, terminata negli anni '90, più precisamente nel 1994.

Nelle vicinanze del paese scorre il fiume Ofanto, il secondo fiume più lungo del Mezzogiorno dopo il Volturno, che offre un paesaggio di flora e fauna selvaggia.

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Zone artigianali[modifica | modifica wikitesto]

San Ferdinando ha 4 zone artigianali:

1. zona Pip (Programma Insediamenti Produttivi) in via Barletta circa 8000 m² (via Germania, via Spagna, via Francia, via Grecia, via Bulgaria, via Portogallo e via Gran Bretagna);

2. zona artigianale in via Ofanto, Contrada Pozzo la Pera, di 2000 m²;

3. zona artigianale in via Prologo di 2000 m²;

4. zona artigianale in via Canosa di 2000 m² con due sfascia-carrozze;

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 756 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania 460 3,09%

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno, a cavallo tra ottobre e novembre, si svolge la Fiera Nazionale del carciofo mediterraneo e del prodotto ortofrutticolo. Durante questo evento vengono presentate sia le nuove tecnologie di coltivazione sia i prodotti tipici del luogo, in particolare pesche e carciofi, rinomati in tutta Italia per la loro qualità, tanto da conferire alla città l'appellativo di città delle pesche e dei carciofi. Altresì si assegna il carciofo d'oro al miglior espositore.

La suggestiva Fiera si svolgeva nella vasta piazza paesana, ma ormai da qualche anno avviene presso l'area mercatale cittadina.
La festa patronale si svolge nei primi giorni di settembre o negli ultimi di agosto.

Il corteo storico[modifica | modifica wikitesto]

È una manifestazione voluta e realizzata dal Comitato Feste Patronali, dall'Associazione Nazionale Carabinieri Benemerite e Volontari San Ferdinando di Puglia e dalla S.M.S. Giovanni XXIII allo scopo di valorizzare l'identità culturale della giovane comunità e, nel contempo, di tramandare alle generazioni future quei valori di operosità, dignità e rispetto civile che i padri del giovane comune hanno voluto tramandare alla collettività paesana. La rassegna si svolge a cavallo tra le ultime settimane di maggio e la prima di giugno. I costumi indossati dai ragazzi della Scuola Media furono realizzati in copia a quelli esposti nella Reggia di Caserta, che furono visionati dagli organizzatori il 21 febbraio del 2001. [senza fonte] Tali costumi vennero indossati il 30 maggio 2001 in occasione della prima edizione del corteo da oltre 100 alunni della scuola. Visti i plausi e gli apprezzamenti ricevuti la rassegna continua ogni anno nei periodi precedentemente indicati. Il corteo storico inoltre ha rappresentato il paese e l'amministrazione comunale anche nei comuni di Margherita di Savoia il 10 luglio 2002, Piossasco il 22 giugno 2002, Grumo Appula il 4 agosto 2002 e Diso il 7 agosto 2005. [senza fonte]

Persone legate a San Ferdinando di Puglia[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La città di San Ferdinando, sin dalle sue origini, pone le sue radici nel settore primario e nella coltura di prodotti tipici del luogo quali in primo luogo pesche e carciofi, viti e olivi che da anni oramai hanno portato alla ribalta, in campo sia nazionale sia internazionale, i prodotti che questa terra, con amore e dedizione dei suoi contadini, produce. Originariamente la terra era incolta e coperta da migliaia di peri selvatici (i peràzze), lentisco, timo e sarapullo. In seguito i terreni dissodati vennero coltivati con 7564 alberi di cui 629 olivi, 1677 peri, 20 fichi, 4046 mandorli, 35 peschi (varietà percochi), 1058 cespugli di mandorli e 99 viti estese in tutto in un'area di 34 versure. Al centro di queste piantagioni esisteva una torre per il guardiano, una stalla, un gallinaio, un giardinaio con viti a pergolato e una fabbrica per l'industria pastorizia. Era presente inoltre la coltura di Grani teneri come Orzi, Avene, Frumenti e Fave. Tra il 1854 e il 1855 le colture fruttarono alla nascente comunità 1600 barili di vino, 815 tomoli di olive, 33,50 cantaie di peri, 500 tomoli di mandorle, 10 cantaie di fico e infine 12 cantaie di albicocche. Da sottolineare che allora non esistevamo sistemi irrigui, ma solo nella zona coltivata a ortaggi l'irrigazione veniva effettuata per mezzo di molini da pozzo. Verrà introdotta poi la coltura del carciofo, in particolare del "violetto" di San Ferdinando, apprezzato in tutto lo stivale. Le numerose aziende in campo agricolo, nate nel giovane comune, hanno provveduto a esportare i prodotti tipici del paesino a livello nazionale ed internazionale.[senza fonte]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
27 ottobre 1988 18 gennaio 1989 Agostino Ricucci Comm. pref. [5]
23 gennaio 1989 7 aprile 1990 Gianfranco Capacchione lista civica Sindaco [5]
7 aprile 1990 22 novembre 1993 Giuseppe Valerio Democrazia Cristiana Sindaco [5]
25 novembre 1993 17 novembre 1997 Michele Lamacchia Partito Democratico della Sinistra Sindaco [5]
17 novembre 1997 28 maggio 2002 Michele Lamacchia centro-sinistra Sindaco [5]
28 maggio 2002 16 febbraio 2007 Carmine Gissi centro-sinistra Sindaco [5]
29 maggio 2007 13 aprile 2011 Salvatore Puttilli lista civica Sindaco [5]
13 aprile 2011 8 maggio 2012 Francesco Cappetta Comm. straordinario [5]
8 maggio 2012 in carica Michele Lamacchia lista civica: città solidale Sindaco [5]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Il San Ferdinando Calcio è la squadra della città ma è inattiva da molti anni. La compagine giallo-verde ha giocato 2 stagioni in Serie C dal 1946 al 1948 ed è stato il punto più in alto della società. Le gare in casa erano disputate al campo comunale Cosimo Puttilli.

Calcio a 5[modifica | modifica wikitesto]

Nel calcio a 5 maschile è presente la società A.S.D. San Ferdinando 1942 che partecipa al campionato di Serie C2 pugliese. Invece nel calcio a 5 femminile è presente la Real Sandos che partecipa al campionato regionale organizzato dalla F.I.G.C.

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

Esiste una squadra di pallacanestro denominata Nuova Olimpia San Ferdinando.

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

La squadra del San Ferdinando femminile di pallavolo partecipa al campionato di Serie D.

Karate[modifica | modifica wikitesto]

È presente una società di karate che si chiama Associazione Sportiva Shotokan Karate Do.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

San Ferdinando di Puglia è gemellato con:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2015.
  2. ^ Un po' di storia
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Bernardo de Pace, English wikipedia
  5. ^ a b c d e f g h i http://amministratori.interno.it/

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN159462748