San Donà di Piave

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San Donà di Piave
comune
San Donà di Piave – Stemma San Donà di Piave – Bandiera
Corso Silvio Trentin
Corso Silvio Trentin
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Venezia-Stemma.png Venezia
Amministrazione
Sindaco Andrea Cereser (PD) dal 10-6-2013
Territorio
Coordinate 45°38′11.04″N 12°33′55.44″E / 45.6364°N 12.5654°E45.6364; 12.5654 (San Donà di Piave)Coordinate: 45°38′11.04″N 12°33′55.44″E / 45.6364°N 12.5654°E45.6364; 12.5654 (San Donà di Piave)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 78,88[3] km²
Abitanti 41 806[4] (31-7-2016)
Densità 529,99 ab./km²
Frazioni Calvecchia, Chiesanuova, Cittanova, Fiorentina, Fossà, Grassaga, Isiata, Mussetta di Sopra, Palazzetto, Passarella, Santa Maria di Piave.

Località: Borgovecchio, Botteghino di Chiesanuova, Caposile, Jutificio, Molino di Calvecchia, Tessere.

Comuni confinanti Ceggia, Cessalto (TV), Eraclea, Fossalta di Piave, Jesolo, Musile di Piave, Noventa di Piave, Salgareda (TV), Torre di Mosto
Altre informazioni
Cod. postale 30027
Prefisso 0421
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 027033
Cod. catastale H823
Targa VE
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 348 GG[5]
Nome abitanti sandonatesi
Patrono Madonna del Rosario[1], Santa Maria delle Grazie, San Donato d'Arezzo[2]
Giorno festivo il lunedì successivo alla prima domenica di ottobre[1]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Donà di Piave
San Donà di Piave
Il territorio di San Donà di Piave nella città metropolitana di Venezia.
Il territorio di San Donà di Piave nella città metropolitana di Venezia.
Sito istituzionale

San Donà di Piave (San Donà in veneto, pronuncia [saŋ doˈna]) è un comune italiano di 41 806 abitanti[4] della città metropolitana di Venezia in Veneto.

Situata nella Pianura Veneto-Friulana, lungo la riva sinistra del fiume Piave, San Donà fu teatro di aspri scontri nel corso della Prima guerra mondiale. È il capoluogo storico del Basso Piave, territorio che insieme all'area del Portogruarese costituisce la Venezia Orientale.

La città è il nono centro della regione per numero di abitanti[6], il terzo comune più popolato del territorio metropolitano[7], e il fulcro di un'area urbana di circa 65 000 abitanti che comprende i centri di Musile di Piave, Noventa di Piave e Fossalta di Piave.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia del Veneto.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di San Donà in un'immagine satellitare.

Il territorio di San Donà di Piave, esteso per 78,88 km²[3], sorge nella bassa pianura veneta, a nord della Laguna Veneta. In origine tale area si estendeva interamente lungo la sponda sinistra del Piave. Gli interventi idraulici attuati dalla Serenissima a partire dal Cinquecento, da ultima la diversione del corso del fiume operata nel 1664, hanno diviso l'area in due settori separati dal Piave Nuovo.[8]

L'altitudine ufficiale del comune, corrispondente al punto sul quale sorge la sede comunale, è di 3 m s.l.m.[3] La differenza tra l'altitudine minima (-1 m s.l.m.) e il punto di massima (12 m s.l.m.) posiziona il territorio sandonatese al terzo posto tra i comuni con la maggiore escursione altimetrica nella Provincia di Venezia.[9]

Il comune confina a nord con Noventa di Piave, Salgareda, Cessalto e Ceggia, a est con Torre di Mosto ed Eraclea, a sud con Jesolo, a ovest con Musile di Piave e Fossalta di Piave.

In linea d'aria, il centro urbano dista 33,6 km da Venezia, 26,1 km da Treviso, 13,5 km da Jesolo, e 36,8 km da Pordenone in Friuli Venezia Giulia.[10]

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio sandonatese è percorso da corsi d'acqua di origine e natura differente, tra i quali il più rilevante è il Piave, caratterizzato da tratti d'alveo naturali e da tratti realizzati artificialmente. Di notevole interesse ambientale sono gli alvei del Sile-Piave Vecchia, del Canale Bova Rosa (alimentato dalle acque del fiume Sile), e del Grassaga (originariamente fiume di risorgiva, ad oggi canalizzato). All'idrografia principale, inoltre, si aggiunge una diffusa rete capillare irrigua e di scolo (capifosso, fossi, scoline di bonifica) estesa all'intero territorio.[11]

Geologia e morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Per la disomogeneità dei caratteri geopedologici e morfologici, è possibile suddividere il territorio comunale in tre zone:

  • La porzione più settentrionale è dotata di suoli alluvionali di natura argillosa;
  • L'area meridionale si caratterizza per i suoli di tipo argilloso-limoso che formavano il fondale delle antiche lagune salmastre e delle paludi dolci preesistenti alla bonifica;
  • La terza zona corrisponde all'alveo attuale e ai paleoalvei del Piave. Si contraddistingue per i dossi naturali formati da suoli sabbiosi di origine fluviale.[11]

Sismicità[modifica | modifica wikitesto]

Il comune rientra nella zona 3 della classificazione sismica, ossia sismicità bassa.[12] Nel raggio di 30 km dal centro cittadino di San Donà di Piave, storicamente sono stati registrati 5 eventi sismici rilevanti:[13]

Data Magnitudo Epicentro Distanza dall'epicentro (km)
778 5,84 Treviso 24,93
17/01/1284 5,18 Venezia 28,48
09/03/1516 4,83 Venezia 25,62
16/12/1719 4,63 Mogliano Veneto 29,19
13/04/1756 5,03 Treviso 25,37

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima sandonatese è caldo temperato[14], tipico della Pianura veneto-friulana. L'umidità esterna è responsabile in inverno dei fenomeni nebbiosi che possono formarsi sin dalle prime ore della notte fino alla tarda mattinata (dovuti anche alla vicinanza del Mare Adriatico), mentre in estate talvolta possono verificarsi episodi di afa. Le temperature medie di luglio superano i 22 °C, mentre quelle di gennaio si attestano a poco più di 3 °C.[14]

Durante l'anno si riscontra una piovosità significativa sia nei mesi freddi che in quelli caldi, con precipitazioni che si concentrano tra aprile e giugno e tra agosto e novembre, quest'ultimo con un picco di 115 mm. Il mese con meno precipitazioni si conferma gennaio con 61 mm di pioggia.[14]

Dal punto di vista legislativo, il comune di San Donà ricade nella classificazione climatica "E" con 2 348 gradi giorno[15], dunque il limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è di 14 ore giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile.

San Donà di Piave[14] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 6,8 8,8 12,7 16,9 21,6 25,3 27,7 27,2 23,8 18,7 12,4 7,9 7,8 17,1 26,7 18,3 17,5
T. mediaC) 3,3 4,9 8,3 12,4 16,9 20,6 22,7 22,3 19,1 14,1 8,7 4,4 4,2 12,5 21,9 14,0 13,1
T. min. mediaC) −0,1 1,1 4,0 8,0 12,2 15,9 17,8 17,4 14,4 9,6 5,1 0,9 0,6 8,1 17,0 9,7 8,9
Precipitazioni (mm) 61 66 76 93 86 104 74 91 87 94 115 81 208 255 269 296 1 028

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di San Donà di Piave.
Le origini del nome

Il toponimo San Donà ha origine agionimica e deriva dal troncamento di San Donato.[16] Il nome riflette, infatti, il culto di Donato d'Arezzo, santo venerato nelle terre poste lungo il basso corso del Piave già verso la metà dell’VIII secolo.[2] San Donato fu anche il primo patrono di San Donà e contitolare della chiesa arcipretale fino alla Prima Guerra Mondiale.[2]

Un primo popolamento dell'area avvenne già in epoca preistorica: le ricerche archeologiche condotte durante il Novecento hanno rivelato vestigia di un insediamento neolitico nei dintorni di Chiesanuova, sulla sponda sinistra dell'alveo storico del fiume Piave.[11] Inoltre, tracce significative di centuriazione nella parte settentrionale del territorio e la presenza di una rete viaria articolata (imperniata sulla Via Annia) lasciano presumere che nell'età romana la zona fosse abitata.[11]

Durante l'alto medioevo le sorti dell'area furono legate alla città di Heraclia, sede vescovile e prima capitale del Ducato di Venezia. La città, sorta nel VII secolo nell'area della frazione di Cittanova, scomparve nel IX secolo.[17]

Stemma del Patriarcato di Aquileia

In seguito all'anno 1000, nella zona oggi compresa nel territorio comunale si formarono due borghi: San Donato e Mussetta, prima soggetti alla giurisdizione temporale del Patriarcato di Aquileia[18] e, successivamente, interessati dalle vicende che, tra XI secolo e XIII secolo, videro come protagonista la potente famiglia degli Ezzelini. A nord, si trovava il borgo di Mussetta, nei pressi di un castello edificato dai Patriarchi di Aquileia[19], a sud sorgeva il villaggio di San Donato, raccolto attorno a una cappella la cui presenza è attestata a partire dal 1154.[18]

Nel 1250 il territorio subì una catastrofica alluvione del Piave[19], che deviò il corso del fiume, spostando la cappella di San Donato dalla sponda sinistra a quella destra. Questa deviazione dell'alveo comportò la separazione della chiesa dal suo territorio di riferimento, che cominciò ad essere detto San Donato de qua de la Piave per distinguerlo da quello attiguo alla cappella: San Donato oltre la Piave (l'attuale Musile di Piave).[18]

Nel corso del XIII e XIV secolo il territorio sandonatese venne a trovarsi in posizione strategica tra la Marca Trevigiana e la Repubblica di Venezia e per questo fu sottoposto a saccheggi e devastazioni, terminati con l'occupazione dell'area da parte delle truppe di Sigismondo di Lussemburgo (1412-1413) e la distruzione di Mussetta.[19][20]

Terminata la guerra tra la Serenissima e il Regno d'Ungheria, la Repubblica incentivò lo sviluppo del territorio offrendo esenzioni fiscali agli agricoltori disposti a trasferirsi. Venezia, infatti, era direttamente interessata alla ripresa economica dell'area di San Donà, in quanto gran parte della superficie comunale era di proprietà demaniale.[18]

Durante l'età moderna la Repubblica di Venezia avviò una serie di interventi di bonifica nel Basso Piave, e destinò un funzionario (il gastaldo) alla gestione del territorio sandonatese.[21] Nel 1468 urgenti necessità finanziarie indussero la Repubblica a cedere la Gastaldia di San Donà in enfiteusi.[22] Assegnata nel 1475 a Francesco Marcello e Angelo Trevisan, la Gastaldia divenne successivamente possesso privato della sola famiglia Trevisan.[23] I pubblici poteri furono affidati ad un funzionario nominato dal Doge, il Vicario Ducale, che aveva l'obbligo di prestare giuramento di fedeltà alla Repubblica e di risiedere a San Donà. Il primo Vicario, Antonio Lupo, fu insediato nel 1476 dal doge Pietro Mocenigo.[24] Nello stesso anno fu avviata la costruzione di una nuova chiesa, dedicata a santa Maria delle Grazie e consacrata nel luglio 1480.[2]

Il tratto iniziale di Via Maggiore (Corso Silvio Trentin) nei primi anni del Novecento.
Corso S. Trentin il 7 gennaio 1918.

La crescita e lo sviluppo del centro urbano fu inizialmente difficile, soprattutto a causa degli instabili equilibri idraulici del territorio. Allo scopo di preservare la laguna dalle periodiche inondazioni del Piave, nei secoli XVI e XVII la Repubblica di Venezia promosse una serie di opere idrauliche nell'area, deviando il corso dei fiumi.[25]

Nel 1797 fu istituita la Municipalità di San Donà, capoluogo di uno dei quindici cantoni del distretto di Treviso. Con l'annessione di Venezia e delle sue dipendenze al Regno d'Italia napoleonico, il 1º maggio 1806 fu creato il Dipartimento dell'Adriatico, di cui San Donà entrò a far parte come capoluogo del distretto omonimo.[26] All'inizio del XIX secolo nacquero i primi consorzi per la bonifica delle aree paludose a est e a sud del centro urbano,[27] mentre San Donà aumentava significativamente le proprie funzioni amministrative.[26]

Parte del Regno Lombardo-Veneto dal 1815, durante la dominazione austriaca San Donà mantenne la sua posizione di capoluogo di distretto.[26] Durante la prima metà del XIX secolo il centro urbano si arricchì di palazzi, costruzioni commerciali e di un nuovo Duomo, realizzato tra il 1838 e il 1841.[28]

Con l'annessione del Veneto al Regno d'Italia, nuovi lavori di bonifica interessarono il sandonatese, segnando la metamorfosi ambientale del territorio e incrementando la produttività della zona[29], furono stabiliti i servizi di collegamento ferroviari e via vaporetto, venne ampliata la rete stradale e furono aperte industrie e servizi per la popolazione.[27]

L'impatto della prima guerra mondiale su San Donà fu devastante. In seguito allo sfondamento delle linee italiane a Caporetto, l'esercito Italiano ripiegò e si riorganizzò sul nuovo fronte lungo il corso del Piave. A partire dal 13 novembre 1917 iniziarono i lunghi mesi della guerra di trincea, culminati nella Battaglia del Solstizio.[30] Nell'autunno del 1918 l'esercito italiano lanciò l'offensiva risolutiva contro le postazioni austro-ungariche e il 31 ottobre del 1918 San Donà tornò in mani italiane.[31] Il bilancio dei lunghi mesi di combattimenti fu pesante: le infrastrutture cittadine risultavano completamente distrutte e la maggior parte del patrimonio architettonico e artistico era andato irrimediabilmente perduto.

Veduta del tratto iniziale di Corso S. Trentin al termine della Prima Guerra Mondiale.

Il primo dopoguerra fu caratterizzato dalla completa ricostruzione della città e dal ripristino delle attività socio-economiche, della viabilità intercomunale e del servizio ferroviario.[32] Nel 1940 l'Italia entrò in guerra a fianco della Germania nazista. Dopo l'8 settembre 1943 furono centinaia i sandonatesi impegnati nella lotta partigiana.[33] Nel 1944 la città fu sottoposta a diversi bombardamenti: durante le incursioni aeree vennero distrutti il Teatro Verdi e l'Ospedale Umberto I.[34] Il 25 aprile 1945, in presenza di seimila soldati tedeschi, venne proclamata l'insurrezione della città e nella stessa giornata San Donà fu liberata.[33]

San Donà si presenta oggi quale punto nevralgico delle infrastrutture di trasporto tra Veneto e Friuli, crocevia tra le aree di sviluppo industriale del trevigiano, e quelle turistiche di Cavallino-Treporti, Jesolo, Eraclea e Caorle.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

La descrizione ufficiale dello stemma è la seguente:

San Donà di Piave-Stemma.png
« Campo di cielo, all'angelo di carnagione, con le ali di bianco, al naturale, con chioma castana, dello stesso, indossante la dalmatica di cuoio, al naturale, e la corazza d'argento, cimata dalla gorgiera di azzurro, le gambe protette da schinieri d'argento, bordati d'oro all'insù, impugnante con la mano destra l'asta d'oro, cimata dall'elmo, dello stesso, piumato a sinistra di rosso, essa asta munita a mezza altezza di bilancia a due coppe, d'oro; e reggente con la mano sinistra lo scudo ovale, poggiante sulla campagna, troncato in scaglione, d'azzurro e di rosso, con lo scaglione diminuito, d'argento, sulla partizione; l'angelo ritto e attraversante sulla campagna di terra, al naturale, con ciuffi d'erba, di verde, sostenente a destra la casetta, e a sinistra la piccola chiesa, munita di campanile, entrambe di argento, coperte di rosso. Ornamenti esteriori da città »
(Decreto del Presidente della Repubblica 12 ottobre 1987, n. 762)

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al valor militare.svg Croce di guerra al merito (recto).svg

San Donà di Piave è inclusa tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione in quanto insignita della Medaglia d'argento al Valor Militare[35] per i grandi meriti che essa ha avuto durante la Guerra di liberazione, con la seguente motivazione:

Medaglia d'argento al Valor Militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al Valor Militare
«Fiera Città di prima linea già duramente provata dalla guerra, subito dopo l'armistizio sosteneva con decisione la lotta di liberazione, dando centinaia di valorosi combattenti alle formazioni partigiane e pagando sanguinoso tributo di vittime alla repressione tedesca. Duramente colpita anche da bombardamenti aerei non piegava la decisa volontà di resistenza. Insorgeva in presenza di ben seimila soldati tedeschi, liberava il suo territorio tre giorni prima dell'arrivo delle truppe alleate, dopo aver catturati tremilacinquecento prigionieri»
— San Donà di Piave, 1943 - 1945

La città è inoltre decorata con la Croce al Merito di Guerra.[36]

Croce al Merito di Guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croce al Merito di Guerra
«La Croce al Merito di guerra è stata conferita a seguito del conflitto 1915 - 1918, durante il quale la città di San Donà è stata completamente distrutta»

Il Comune di San Donà di Piave si fregia anche del titolo di Città.[37]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«conferito con Regio Decreto 22 maggio 1942 da Vittorio Emanuele III, confermato dal Decreto del Presidente della Repubblica del 12 novembre 1968»

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Interno del Duomo.
Duomo di Santa Maria delle Grazie 
In stile neoclassico[38], è il luogo di culto cattolico principale di San Donà. Collocato tra Piazza Duomo, Piazza Rizzo e Piazzetta Trevisan, il Duomo fu edificato nella seconda metà del Quattrocento e ricostruito tra il 1838 e il 1841 da Giovanni Battista Meduna su progetto di Antonio Diedo.[28] L'edificio, gravemente danneggiato durante la prima guerra mondiale, fu sottoposto a un'opera di ricostruzione effettuata da Giuseppe Torres tra il 1919 e il 1923.[39] La facciata è caratterizzata da un imponente pronao sormontato dalle statue delle tre virtù teologali e sostenuto da otto colonne scanalate di ordine corinzio.[38]
Chiesa di San Carlo Borromeo 
In stile neoromanico, si trova nella frazione di Chiesanuova. L'edificio venne edificato su progetto dell'architetto Giuseppe Torres[39] in sostituzione della chiesa preesistente costruita nel 1696 e distrutta durante la prima guerra mondiale. L'apparato decorativo interno comprende pregevoli opere del pittore Juti Ravenna.[40]
Chiesa di Santa Maria Assunta 
La chiesa, edificata tra il 1966 e il 1967 su progetto dell'architetto Angelo Polesello[41], si trova nel quartiere di Mussetta di Sotto e conserva al suo interno reperti lapidei scolpiti di epoca medievale e rinascimentale. Fu una delle prime chiese in Italia realizzate seguendo le indicazioni della Costituzione sulla Liturgia del Concilio Ecumenico Vaticano II.[42]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

La facciata del Municipio.
Palazzo del Municipio 
Il Municipio fu costruito in seguito alla Grande Guerra sulle macerie dell'edificio precedente e inaugurato il 3 giugno 1923.[43] Il Palazzo, progettato da Camillo Puglisi Allegra, chiude con un fronte di 50 metri il lato ovest di Piazza Indipendenza. La facciata è decorata da paraste, festoni, semicolonne e trabeazioni movimentate; il corpo centrale, sovrastato dall'orologio, è caratterizzato dalla presenza dello stemma comunale.[43]
Palazzo del Consorzio di Bonifica 
Progettato da Camillo Puglisi Allegra[44], definisce con i suoi portici il lato nord di Piazza Indipendenza.[45] Il palazzo, edificato tra il 1927 e il 1929[45], presenta un corpo centrale elevato e aggettante rispetto alle ali laterali. La facciata è contrassegnata da paraste ioniche di ordine gigante, teste femminili e patere con motivi ornamentali floreali.[44]
Palazzo della Cassa di Risparmio di Venezia 
L'edificio fu realizzato nella seconda metà degli anni venti su disegno di Camillo Puglisi Allegra[32] allo scopo di ospitare la sede centrale della Banca Mutua Popolare di San Donà.[46] L'edificio porticato segna l'incrocio tra Corso Trentin e Via Battisti di fronte a Piazza Indipendenza. I prospetti del palazzo presentano un'ornamentazione scultorea molto ricca composta da festoni, canestri, cornucopie e scudi.
Il Ponte della Vittoria visto dal parcheggio sottostante.
Ponte della Vittoria 
Ricostruito tra il 1921 e il 1922, fu inaugurato il 12 novembre 1922 da Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta.[47] Danneggiato dai bombardamenti del 1944, è stato sottoposto negli anni duemila a un restauro cromatico curato da Ettore Sottsass.[48] Il ponte funge da collegamento principale tra i comuni di San Donà e quello di Musile.
Ponte a bilanciere 
Situato in località Caposile[49], è un ponte apribile che collega le sponde della Piave Vecchia (confine tra i comuni di San Donà e Musile di Piave) a pochi metri a monte dalla confluenza con il Taglio del Sile.[50] Realizzato nel 1927, il ponte rimase in servizio fino agli anni cinquanta, quando fu inaugurato l'attuale Ponte della Vittoria.[49]
Stabilimento idrovoro di Cittanova 
Inaugurato nel 1903 e ricostruito dopo la Grande Guerra), è il più antico impianto di sollevamento delle acque per la bonifica ancora attivo nel Basso Piave. Lo stabilimento idrovoro si trova in un territorio posto al di sotto del livello del mare nei pressi della frazione di Cittanova.[51]

Altri luoghi e monumenti di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Parco della Scultura in Architettura 
Situato nella zona periferica di San Donà[52], è parco cittadino noto a livello internazionale a studiosi ed appassionati di arte e architettura. Si tratta di uno spazio verde aperto al pubblico ed accoglie installazioni e sculture di artisti, architetti e designer di fama mondiale.[53]
Monumento a Giannino Ancillotto 
Inaugurato nel 1931[54], è un monumento realizzato dall'architetto Pietro Lombardi in memoria dell'aviatore Giannino Ancillotto.[55] La costruzione, sita in Piazza Indipendenza, evoca la sagoma di un aereo contornato da robuste fiamme ed aquile ad altorilievo. Al centro della struttura sono posti due rilievi in bronzo che raffigurano rispettivamente il ritratto di Giannino Ancillotto e l'impresa dell'abbattimento del drachen di Rustignè. Nella parte superiore è presente una colonna in granito.[56]
Conca di navigazione di Intestadura 
Realizzata nel 1873[57], è una conca di navigazione a doppio sistema di paratoie che si chiudono ad angolo acuto verso il Piave. La conca, situata al confine tra il territorio di Musile e il centro abitato di Chiesanuova, fu costruita al duplice fine di garantire la sicurezza idraulica della zona e di agevolare il trasporto fluviale tra il Piave e il Sile.[25]

Aree Naturali[modifica | modifica wikitesto]

Il Piave a San Donà.

In tutto il territorio sandonatese sono presenti numerosi parchi ed aree verdi tra cui:[58]

Parco Europa 
Ubicato tra le vie Giuseppe Verdi, Giovanni XXIII e Nazario Sauro, occupa un'area di circa 25 350 m2. La superficie è caratterizzata da un piccolo corso d'acqua artificiale. All'interno del parco si trovano: la sede alla locale sezione dell'Associazione Nazionale Alpini, il monumento alle Penne Nere, il Monumento ai Caduti Interalleati, una locomotiva a vapore.[59]
Parco Fellini 
Parco-bosco situato a Est del centro urbano. L'ingresso si ha dalle vie Revine, Calnova e Giulietta Masina. L'area è caratterizzata da uno stagno al centro e da corsi d'acqua, canali e fossati, che per la maggior parte del perimetro la circondano. Il parco comprende un'area attrezzata per il gioco infantile, una zona pic-nic per le famiglie e per i diversamente abili, aree a verde didattico, a bosco e a prato. All'interno del parco sono presenti anche numerosi percorsi ciclopedonali.[59][60]
Vista del Parco Fluviale dall'interno.
Parco Fluviale 
Situato nell'ampia area golenale posta a valle del Ponte della Vittoria, la sua superficie è di circa 88 000 m2. All'interno del parco si trovano il monumento al giovane sandonatese Mario Rorato e, lungo la sponda del fiume, strutture per diporto nautico. Sono presenti varie specie di alberi e arbusti ed è popolato da numerosi animali.[59][61][62]
Parco Un Abbraccio Verde 
Occupa un'area irregolare tra via Carrer e via Grassi. Progettato dall'architetto milanese Cino Zucchi, è caratterizzato da vasti viali ghiaiati e da una elevazione artificiale che costituisce una sorta di anfiteatro. La sua superficie è di circa 23 300 m2.[63]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[64]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2015 gli stranieri residenti nel comune sono 4 649, ovvero l'11,1% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:[65]

  1. Romania, 1 139
  2. Albania, 815
  3. Bangladesh, 415
  4. Ucraina, 309
  5. Moldavia, 299
  1. Nigeria, 235
  2. Marocco, 234
  3. Cina, 228
  4. Colombia, 81
  5. Serbia, 79

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

A San Donà, oltre all'italiano, è parlata la variante Sandonatese della lingua veneta, usata anche in altre città vicine.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La suddivisione della diocesi di Treviso in vicariati. In grigio il vicariato di San Donà.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Parrocchie della diocesi di Treviso, Parrocchie della diocesi di Vittorio Veneto e Parrocchie del patriarcato di Venezia.

La maggior parte del territorio ricade sotto la diocesi di Treviso, che amministra nove parrocchie su dodici, con la parrocchia del duomo al vertice di un vicariato.[66] Le parrocchie di Fossà e Grassaga, al di là del canale che prende il nome da quest'ultima, fanno parte della diocesi di Vittorio Veneto.[67][68] A testimonianza dell'antico legame del Sandonatese con Venezia, la frazione di Cittanova fa parte del patriarcato di Venezia.[69] Sono presenti anche altre comunità religiose quali la Chiesa ortodossa rumena[70], la Chiesa greco-cattolica rumena[71] e la Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova.[72]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Una delle tradizioni di San Donà di Piave è il "Patto Solenne d'Amistà" (Patto dell'amicizia), che viene ricordato il 7 agosto di ogni anno nel giorno di San Donato.[73] Questa consuetudine, che consiste nel dono di due capponi da parte del Sindaco di San Donà di Piave a quello di Musile di Piave[74], nasce da un fatto storico: nel Medioevo, tra i centri di San Donà e Musile di Piave esisteva una cappella consacrata a San Donato.[73] Intorno al 1250, a causa di una grande alluvione che deviò il corso del Piave, la cappella passò dalla sponda sinistra alla sponda destra del fiume, nel territorio di San Donato oltre la Piave, conosciuto oggi come il comune di Musile.[75] Secondo la leggenda le due comunità sancirono un patto: gli abitanti dell'antica Musile conservarono San Donato come proprio patrono[76], in cambio San Donà poté fregiarsi di tale nome versando un tributo annuo di gallos eviratos duos, vivi et ruspanti pingues et optimi che, tradotto dal latino, significa "due capponi, belli, grassi e gustosi".[77] La prima edizione in epoca moderna della manifestazione risale al 1957.[73]

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

San Donà è sede dell'Azienda Unità Locale Socio Sanitaria n. 10 "Veneto Orientale".[78] In città sono presenti, inoltre, vari enti assistenziali tra cui l'Opera Pia Casa Paterna[79], la Casa di Riposo "Monumento ai caduti in guerra"[80] e la Fondazione Piccolo Rifugio, fondata da Lucia Eleonora Schiavinato nel 1935.[81] Sono presenti anche numerose associazioni e cooperative iscritte all'albo del comune, attive nel panorama culturale, ambientale, sociale e del volontariato.[82]

Nel territorio comunale ha sede un distaccamento operativo del Raggruppamento Unità Difesa[83], apparato interforze dell'Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna (servizio segreto militare italiano), e la sezione diagnostica per la Provincia di Venezia dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.[84]

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Anno Borghi Felici

(Sole 24 Ore)

Comuni ricicloni sopra i 10 000 abitanti - Area nord

(Legambiente)

2009 - (-) 86º (- 21)[85]
2010 - (-) 65º (+ 21)[86]
2011 - (-) 62º (+ 3)[87]
2012 - (-) 107º (- 45)[88]
2013 - (-) 103º (+ 4)[89]
2014 50º (-)[90] 68º (+ 35)[91]
2015 92° (- 42)[92] 42º (+ 26)[93]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

I punti di riferimento fondamentali per la gran parte dell'offerta culturale della città sono costituiti dal Museo della Bonifica e dal Centro Culturale Leonardo da Vinci. Ubicato in Piazza Indipendenza, in uno degli edifici più antichi della città, il Centro Culturale è sede della Biblioteca Civica, della Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea, e del Caffè Letterario.

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

La Biblioteca Civica è stata istituita nel 1964 e aperta al pubblico il 24 aprile 1965 nel palazzo di Piazza Indipendenza, già sede della Pretura. Dopo essere stata trasferita in via Risorgimento nel 1976, nel 1992 la Biblioteca ha trovato una nuova e definitiva sede nell'edificio che per oltre un secolo aveva ospitato la Scuola Elementare "Leonardo da Vinci".[94] Dal 2004 la Biblioteca Civica è presente con tre punti decentrati di lettura e prestito librario presso la Biblioteca "Giovanni XXIII", il Centro di Lettura "Anna Trevisiol" (Tessere), e il Reparto di Pediatria dell'Ospedale Civile.[95] Nel 2009 la "sezione ragazzi" è stata trasferita al piano terra della "Casa dei Bambini", inaugurata nello stesso anno nello stabile dell'ex casa del Mutilato in via Gorizia.[96] La Biblioteca possiede attualmente un patrimonio complessivo di più di 50 000 volumi (dei quali circa 7 500 per ragazzi) e 2 500 documenti multimediali (di cui circa 580 per bambini e ragazzi).[97]

Vi è poi la biblioteca del Museo della Bonifica che possiede un patrimonio complessivo di circa 11 000 volumi inerenti soprattutto all'agricoltura, alla bonifica, alla storia del Veneto e alla storia della Grande Guerra. Il nucleo antico è costituito da oltre 200 volumi, e comprende, oltre a vari importanti testi editi tra il Cinquecento e il Settecento, un esemplare del primo atlante italiano, la famosa "Italia" di Giovanni Antonio Magini.[98]

È presente anche la biblioteca Giovanni XXIII, istituita nel 2004 e avente sede presso l'Oratorio San Domenico di Mussetta di Sotto.[99] La sua dotazione bibliografica comprende un'ampia sezione dedicata alla letteratura per ragazzi e testi relativi a tre tematiche specializzate (fede cristiano-cattolica, pedagogia, storia locale). Il patrimonio complessivo della biblioteca consta di circa 7 000 volumi.[95][100]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale sono presenti diverse scuole primarie e dell'infanzia e tre scuole medie.[101] I nove istituti superiori costituiscono il principale polo scolastico per migliaia di studenti provenienti dalle città limitrofe.[102]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Il più importante museo sandonatese è il Museo della Bonifica, istituito nel 1975 al posto di un ex convento per monache clarisse.[103] All'interno del museo sono presenti numerosi modellini, plastici e fotografie riguardanti la storia della cittadina e le attività di bonifica del territorio iniziate verso la fine dell'Ottocento. Nel museo si trovano, oltre alla biblioteca specializzata, anche l'archivio storico comunale e numerosi archivi inerenti i conflitti del primo Novecento.[104]

La Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea, sita nel Centro Culturale Leonardo da Vinci, possiede numerose esposizioni plastico-figurative create da artisti di interesse nazionale ed internazionale.[105] Sempre all'interno del centro culturale, è presente anche lo Spazio Espositivo Italvanto Battistella, dedicato al fotografo Italvanto Battistella a cui si deve l'importante documentazione fotografica della città distrutta dalla Grande Guerra e della sua prima ricostruzione.[106]

Media[modifica | modifica wikitesto]

L'unica emittente radiofonica è stata Radio San Donà, operante in tutto il Veneto Orientale fino a maggio 2016.[107]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Nel Centro Culturale è presente l'Auditorium Leonardo Da Vinci intitolato nel 2014 alla poetessa Lisa Davanzo.[106] Il secondo teatro della città, il Teatro Metropolitano Astra, ospita occasionalmente eventi, rassegne e spettacoli di artisti e cori di fama nazionale.[108]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Il caimano del Piave, un film del 1951 diretto dal regista Giorgio Bianchi, è ambientato a San Donà negli anni della prima guerra mondiale.[109] Nel film del 1972 Il prode Anselmo e il suo scudiero del regista Sergio Corbucci, Erminio Macario interpreta il ruolo di Fra' Prosdocimo Zatterin da San Donà di Piave, religioso che fa il mestiere del castratore.[110]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Mazzetto di cime di luppolo selvatico, dette bruscandoli.
Polenta di mais bianco alla piastra.

La cucina sandonatese, profondamente legata alla civiltà contadina, condivide con il comprensorio del Basso Piave una tradizione gastronomica comune. Nei primi piatti è evidente il forte legame con le zone vicine: la Marca Trevigiana, l'area lagunare e il litorale adriatico.[111] I piatti tipici comprendono il cotechino (musétto), brodo di rane, lumache, radicchio e fagioli (radìci e fasiòi), pasta e fagioli (pasta e fasiòi), frittata (fortaja, preparata con salame, asparagi, bruscandoli o altre erbe spontanee), uova e cipolla, polenta bianca con gamberetti grigi di laguna (poénta e schìe), trippa di maiale e dadini di lardo in tegame (tzotùi). I piatti a base di pesce, infulenzati dalla cucina veneziana, comprendono granchi di laguna (masanéte), polpi (folpetti), lumache di mare, stoccafisso (bacałà) e sarde in saor (sardèe in saór). Sono presenti numerosi insaccati e salumi tra cui ossocollo, pancetta, lingua, soppressa, salame, salsiccia e la sua variante con ritagli di fegato macinato, detti figadéi.[111]

Tra i dolci, spiccano la focaccia (fugàza, preparata in occasione della Pasqua), frittelle (frìtołe, consumate durante il Carnevale), chiacchiere (gałàni o cròstołi), pane con l'uva e la pinza, dolce tipico del periodo natalizio, spesso accompagnato dal Vin brulé e consumato, in particolare, in occasione del panevìn.[111]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

La manifestazione più importante dell'anno è la tradizionale Fiera del Rosario, popolarmente chiamata Le Fiere. Si svolge il primo lunedì del mese di ottobre, e durante la settimana immediatamente precedente. L'evento richiama decine di migliaia di persone da tutto il Triveneto nelle strade della città tra padiglioni e bancarelle di vario genere, in particolare nella giornata di domenica.[112] Le origini della Fiera del Rosario non sono note con certezza, pare comunque abbia avuto inizio prima del XVII secolo. Alcuni elementi la fanno risalire alla Battaglia di Lepanto.[113] In quell'occasione la vittoria fu consacrata alla Vergine del Rosario e la sua celebrazione si sovrappose a fiere e feste popolari preesistenti. Nel 1856, l'Imperial Regia Luogotenenza di Venezia, nell'elencare i mercati e le fiere della provincia, la dichiarava "di antica tradizione", dunque, molto probabilmente anteriore al 1814, anno a cui risale il più antico manifesto pervenutoci.[112]

Il Gaudium Sancti Donati è la rievocazione storica del "Patto Solenne d'Amistà" che si svolge il 7 agosto di ogni anno.[114] Nel centro cittadino viene organizzata una grande festa con spettacoli, musiche e costumi tradizionali del Medioevo.[77]

Infine vi è Ziogando inte a Strada, che tradotto dal dialetto veneto significa "Giocando sulla strada". Posto tra l'ultima settimana di settembre e le prime due di ottobre, l'evento si svolge in una sola giornata ed è una manifestazione di rievocazione delle antiche tradizioni popolari della zona. Si svolge in costume e propone al pubblico giochi, canti e vecchi mestieri praticati fino alla prima metà del Novecento.[115]

Persone legate a San Donà di Piave[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il fiume Sile nella zona di Caposile.

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il centro urbano di San Donà di Piave è suddiviso nei quartieri di Brusade, Calnova, Carbonera, Centro, Ereditari, Forte 48, Mussetta di Sotto, Sabbioni, San Luca.[37]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il comune comprende le frazioni di Calvecchia, Chiesanuova, Cittanova, Fiorentina, Fossà, Grassaga, Isiata, Mussetta di Sopra, Palazzetto, Passarella, Santa Maria di Piave.[37]

Altre località del territorio[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti anche le località di Borgovecchio, Botteghino di Chiesanuova, Caposile, Jutificio, Molino di Calvecchia, Tessere.[37]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

San Donà rientra nella zona di produzione dei vini Piave DOC.[116] Le tipologie di vino prodotte sono: Piave Rosso, Piave Cabernet, Piave Merlot, Piave Raboso, Piave Tai, e Piave Verduzzo.[117]

Tra i frutti, gli ortaggi e i cereali tipici della campagna sandonatese, hanno ottenuto il riconoscimento di "prodotti agroalimentari tradizionali”[118] la noce dei grandi fiumi, l'asparago bianco di Palazzetto, le pere del veneziano e il mais Biancoperla, quest'ultimo dichiarato Presidio di Slow Food.[119][120] Nel comune, inoltre, è diffusa la coltivazione del fagiolo Verdon, prodotto che non dispone ancora di un riconoscimento formale, ma che fa parte delle tradizioni alimentari del territorio.[120]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

La realtà artigiana svolge un ruolo molto importante nell'economia locale, incidendo per il 28% circa sul totale delle imprese del comune. Secondo il rapporto "Fotografia del sistema economico regionale 2010" curato dalla Fondazione Leone Moressa, San Donà risulta essere il primo comune veneto non capoluogo per numero di imprese artigiane (più di mille).[121]

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Tra le industrie con un bacino commerciale internazionale spicca Lafert Group nel settore metalmeccanico.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade e ferrovie nel territorio del comune di San Donà di Piave.
La stazione ferroviaria di San Donà.

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La città è connessa all'Autostrada A4 Venezia-Trieste tramite la strada provinciale 83 ed è collegata con il casello autostradale di San Donà-Noventa.

San Donà è comodamente raggiungibile percorrendo diverse strade provinciali che la collegano alle città della costa, come Jesolo, Eraclea e Caorle e con la città di Treviso attraverso la strada regionale 89 Treviso-Mare. San Donà, inoltre, è attraversata dalla Strada statale 14 della Venezia Giulia.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di San Donà si trova sulla ferrovia Venezia-Trieste.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

La città è sede e snodo centrale dell'azienda di trasporto su gomma ATVO, che opera collegamenti in concessione per la Provincia di Venezia nel Veneto Orientale, espletando anche il servizio urbano nella città di San Donà di Piave.[122]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di San Donà di Piave.

Sul sito del Ministero dell'Interno sono disponibili i dati di tutte le elezioni amministrative di San Donà dal 1988.[123]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
13 luglio 1988 23 luglio 1990 Mario Cei Democrazia Cristiana Sindaco
23 luglio 1990 23 ottobre 1990 Alfeo Rizzetto Democrazia Cristiana Sindaco [124]
23 ottobre 1990 28 gennaio 1992 Gabriella Zago Democrazia Cristiana Sindaco
28 luglio 1992 17 dicembre 1992 Carlo Mazzanti Democrazia Cristiana Sindaco
8 febbraio 1993 13 luglio 1994 Giansilvio Contarin Democrazia Cristiana Sindaco
13 luglio 1994 5 dicembre 1994 Giuseppe Garzoni Comm. straord. [125]
5 dicembre 1994 14 dicembre 1998 Gianfranco Marcon Lega Nord Sindaco
14 dicembre 1998 10 giugno 2003 Vasco Magnolato Democratici di Sinistra Sindaco
10 giugno 2003 15 aprile 2008 Francesca Zaccariotto Centrodestra - Liste civiche Sindaco
15 aprile 2008 11 giugno 2013 Francesca Zaccariotto Centrodestra - Lista civiche Sindaco
11 giugno 2013 in carica Andrea Cereser Partito Democratico - Liste civiche Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Contatti in questo senso (in particolare, nello scambio di esperienze all'interno del "programma di azione" Agenda 21[127]) sono stati effettuati anche con la città svedese di Alingsås, anche se ciò non ha portato a un gemellaggio ufficiale delle due città.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

ll Rugby San Donà, fondato nel 1959[128], partecipò al suo primo torneo federale nel campionato 1960-1961.[129] Dal 1979 la squadra ha militato lungamente nella serie A nazionale, nelle varie strutturazioni che il campionato maggiore ha avuto, arrivando a disputare quattro semifinali scudetto nel 1990, 1992, 1993 e 1996.[130]

La prima squadra della società di pallavolo maschile sandonatese, il Volley Team San Donà Jesolo ASD, gioca attualmente nel campionato nazionale di serie B1.[131] Sono presenti anche formazioni giovanili che militano nei campionati provinciali e regionali.[132] Nel campo della pallavolo femminile è presente l'associazione AGS Volley San Donà che attualmente gioca in serie B1. La società ha conseguito dieci titoli nazionali con le varie squadre giovanili e una vittoria in Coppa Italia di Serie A2 1999-2000.[133] Molte giocatrici hanno vestito la maglia della Nazionale; la prima è stata Rachele Sangiuliano, Campionessa del Mondo nel 2002 con la Nazionale maggiore.[134]

La squadra cittadina di pallacanestro è l'A.S.D. JesoloSandonà Basket, nata nel 2004 dalla fusione del Basket San Donà con la società Basket Club Jesolo.[135] Nella stagione 2007-2008 ha vinto la Coppa Italia di Serie B2[136], militando negli anni successivi nella Serie A Dilettanti.[137]

Nel calcio è presente la Società Sportiva Dilettantistica Calcio San Donà, fondata nel 1922, che ha cambiato diversi nominativi nel corso della sua storia.[138] La società milita nel girone O di Seconda Categoria.[139] La seconda squadra della città è l'A.C. Sandonà 1922, che milita nel Girone B dell'Eccellenza Veneto[140], nata nel 2015 dal cambio di denominazione dell'A.C.D. Passarella '93, squadra della frazione di Passarella.[141]

Tra gli sport individuali spicca Moreno Argentin nel ciclismo, campione del mondo su strada nel 1986[142], Ileana Salvador nell'atletica leggera, Cristina Chiuso nel nuoto e Maria Elena Camerin nel tennis. La città di San Donà è stata, inoltre, sede di arrivo dell'undicesima tappa del Giro d'Italia 2003[143] e della tredicesima tappa del Giro d'Italia 2015.[144]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Nella periferia nord di San Donà è presente lo Stadio Romolo Pacifici, campo degli incontri in casa del Rugby San Donà.[145] Nella stessa area è presente il palazzetto dello sport Guido Barbazza che ospita un campo da basket.[146] Poco distante dal centro cittadino si trova lo Stadio Verino Zanutto, impianto storico di San Donà inaugurato nel 1929 e sede degli incontri in casa del Calcio San Donà e del Sandonà 1922.[147]

Personalità sportive legate a San Donà di Piave[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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