Samuel Matete

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Samuel Matete
Nazionalità Zambia Zambia
Altezza 183 cm
Peso 81 kg
Atletica leggera Athletics pictogram.svg
Specialità 400 metri ostacoli
Record
100 m 10"77 (1989)
200 m 21"04 (1989)
400 m 44"88 Record nazionale (1991)
400 hs 47"10 Record africano (1991)
Società Auburn Tigers
Carriera
Nazionale
1988-2000 Zambia Zambia
Palmarès
Giochi olimpici 0 1 0
Mondiali 1 2 0
Campionati africani 1 0 0
Giochi del Commonwealth 1 0 0
Per maggiori dettagli vedi qui
Statistiche aggiornate al 4 giugno 2011

Samuel Matete (Chingola, 27 luglio 1968) è un ex ostacolista zambiano, specializzato nei 400 metri ostacoli.

È stato il primo campione del mondo di atletica leggera dello Zambia. Tra i protagonisti della specialità dei 400 metri ostacoli degli anni 1990, detiene con 47"10 il primato africano della specialità.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Samuel Matete fece il suo debutto nelle competizioni internazionali di atletica leggera nel 1988. Ai campionati mondiali juniores fu quinto con il tempo di 51"70, mentre ai Giochi olimpici di Seul con 51"06 fu eliminato al primo turno nella batteria vinta da Harald Schmid. Nelle due stagioni successive si migliorò progressivamente, abbassando il primato nazionale zambiano nove volte, e scendendo per la prima volta sotto il limite dei 48 secondi il 7 settembre 1990, quando vinse la finale del IAAF Grand Prix ad Atene con il tempo di 47"91.

Il 1991 fu l'anno migliore della carriera agonistica di Matete. Rimase imbattuto per l'intera stagione, inanellando una striscia di 20 vittorie consecutive, compreso il titolo mondiale ai campionati del mondo di Tokyo. Abbassò ulteriormente il suo personale due volte nel giro di quattro giorni: il 3 agosto al meeting del Principato di Monaco vinse in 47"48, poi il 7 agosto a Zurigo fermò il cronometro a 47"10. Si trattava del nuovo record africano sui 400 m ostacoli, tuttora imbattuto, e dell'allora seconda prestazione mondiale di tutti i tempi, dopo il record del mondo di 47"02 stabilito da Edwin Moses nel 1983. Il 27 agosto Matete vinse la finale dei campionati del mondo in 47"64, davanti al giamaicano Winthrop Graham (47"74) e al britannico Kriss Akabusi (47"86), diventando così il primo atleta zambiano a laurearsi campione del mondo.

L'anno seguente Matete non riuscì a mantenere il predominio sulla specialità. Una tendinite ne limitò le prestazioni nella prima parte della stagione. Si trovò inoltre a dover fronteggiare la concorrenza dell'emergente statunitense Kevin Young. Ai Giochi olimpici di Barcellona, l'evento principale della stagione, Matete fu squalificato in semifinale per invasione di corsia. Fu Young a vincere l'oro olimpico, correndo la finale nel tempo record di 46"78, che rimane tuttora primato mondiale e unica prestazione di tutti i tempi sotto i 47 secondi.

Young continuò a dominare la specialità anche nel 1993. Matete riuscì a batterlo in un paio di meeting, ma nella finale dei mondiali a Stoccarda arrivò secondo, cedendo il titolo di campione del mondo allo statunitense.

Nel 1994, con Young fuori dalle competizioni per un infortunio, Matete vinse la classifica del IAAF Grand Prix dei 400 m ostacoli. Non fu però un dominio incontrastato come due anni prima, perché il campione zambiano trovò un nuovo avversario nello statunitense Derrick Adkins. Per tre stagioni, dal 1994 al 1996, i due ostacolisti rivaleggiarono al vertice della specialità spartendosi quasi equamente le vittorie: su 35 scontri diretti, 18 videro prevalere Adkins e 17 Matete. Nelle competizioni più prestigiose, tuttavia, fu sempre Adkins a vincere. Matete ottenne l'argento, prima ai mondiali del 1995, poi ai Giochi olimpici di Atlanta 1996. Ottenne così per lo Zambia la prima medaglia olimpica in atletica leggera, e la seconda assoluta, dopo il bronzo nel pugilato conquistato da Keith Mwila ai Giochi di Los Angeles 1984.

Nelle stagioni successive Matete continuò a gareggiare, ma le sue prestazioni seguirono una parabola discendente. Ai mondiali del 1997 fu quinto in 48"10. Nel 1998 vinse i campionati continentali africani. L'anno dopo ai mondiali di Siviglia fu eliminato in semifinale. Anche a Sydney 2000, sua quarta olimpiade, non andò oltre le semifinali.

Concluse la carriera agonistica nel 2001, dopo aver mancato il tempo di qualificazione per i mondiali.

Record nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Seniores[modifica | modifica wikitesto]

Progressione[modifica | modifica wikitesto]

400 metri ostacoli[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Risultato Luogo Data Rank. Mond.
2001 49"82 Spagna Madrid 26-5-2001 72º
2000 48"01 Giappone Yokohama 9-9-2000 -
1999 47"91 Giappone Osaka 8-5-1999
1998 48"08 Sudafrica Johannesburg 11-9-1998 -
1997 47"84 Monaco Monaco 16-8-1997 -
1996 47"78 Stati Uniti Atlanta 1-8-1996 -
1995 47"52 Belgio Bruxelles 25-8-1995 -
1994 47"90 Monaco Monaco 2-8-1994 -
1993 47"60 Germania Stoccarda 19-8-1993 -
1992 47"91 Italia Rieti 6-9-1992 -
1991 47"10 Svizzera Zurigo 7-8-1991 -
1990 47"91 Grecia Atene 7-9-1990 -
1989 48"67 Spagna Siviglia 20-6-1989 -
1988 50"74 Algeria Annaba 1-9-1988 -
1987 51"48 - - -

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Anno Manifestazione Sede Evento Risultato Prestazione Note
1988 Mondiali juniores Canada Sudbury 400 hs 51"70
Giochi olimpici Corea del Sud Seul 400 hs Batteria 51"06
4×400 metri Batteria 3'11"35
1991 Mondiali Giappone Tokyo 400 hs Oro Oro 47"64
1992 Giochi olimpici Spagna Barcellona 400 hs Semifinale DSQ
1993 Mondiali Germania Stoccarda 400 hs Argento Argento 47"60
1994 Giochi del
Commonwealth
Canada Victoria 400 hs Oro Oro 48"67
1995 Mondiali Svezia Göteborg 400 hs Argento Argento 48"03
1996 Giochi olimpici Stati Uniti Atlanta 400 hs Argento Argento 47"78
1997 Mondiali Grecia Atene 400 hs 48"11
1998 Campionati africani Senegal Dakar 400 hs Oro Oro 48"58
1999 Mondiali Spagna Siviglia 400 hs Semifinale 49"28
2000 Giochi olimpici Australia Sydney 400 hs Semifinale 48"98

Coppe e meeting internazionali[modifica | modifica wikitesto]

1992

1994

1996

1997

1998

2000

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]