Salvo Fleres

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Salvo Fleres

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XVI Legislatura
Coalizione Casa delle Libertà
Circoscrizione Sicilia
Incarichi parlamentari
  • Membro della 5ª Commissione permanente (Bilancio)
  • Membro della 14ª Commissione permanente (Politiche dell'Unione europea)

Dati generali
Partito politico Popolo della Libertà
Professione Giornalista

Salvo Fleres (Catania, 30 giugno 1956) è un politico italiano.

Ha ricoperto vari ruoli politici in ambito nazionale e regionale per il centrodestra.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Di estrazione laica e repubblicana, è stato senatore, eletto in Sicilia nel PdL, poi passato con Forza del Sud di Gianfranco Miccichè, formazione che ha lasciato a febbraio 2013[1].. È stato Parlamentare regionale per quattro legislature, e due volte consigliere al comune di Catania, in entrambi i casi eletto per le prime volte nel Partito Repubblicano Italiano. Giornalista professionista, è autore di alcune raccolte di poesie e monologhi per il teatro.

È stato Assessore Regionale alla Cooperazione della Regione Siciliana nella Giunta Provenzale di centrodestra (1996-1998), per due volte Presidente della Commissione Attività Produttive, Vice Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana nella XIII legislatura e Vice Presidente della Commissione Regionale Antimafia.

Dal 2006 al 2013 è stato inoltre garante dei diritti dei detenuti in Sicilia[2][3], dopo l'abrogazione della normativa regionale che precludeva il conferimento di incarichi all'interno della pubblica amministrazione a chi avesse ricoperto la carica di parlamentare, europeo o nazionale, o di consigliere regionale in Sicilia.

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 settembre 2009 provoca clamore il suo emendamento sullo Scudo fiscale che estende tale misura anche ai reati tributari e alle violazioni contabili, compreso il falso in bilancio. L'emendamento stabilisce interventi realistici ed efficaci nei procedimenti amministrativi, civili e di natura tributaria successivi al 5 agosto 2009, data di entrata in vigore della legge anticrisi. Elimina l'obbligo di segnalazione da parte dei professionisti ai fini delle norme antiriciclaggio ed estende la copertura anche alle società collegate o controllate estere. Il testo è stato approvato dal Senato con 134 favorevoli 24 contrari e un astenuto. Il testo è stato successivamente approvato dalla Camera con 270 favorevoli 250 contrari e 2 astenuti. Fondamentali all'approvazione del testo 23 assenti nel PD. La norma ha consentito di risolvere realisticamente un problema finanziario, che in passato era stato spesso ignorato, permettendo allo Stato di recuperare circa 4 miliardi di euro, facendo rientrare nel circuito dell'economia somme che altrimenti sarebbero rimaste all'estero.

È salito agli onori delle cronache anche per uno degli emendamenti[4][5] che hanno previsto l'allineamento degli emolumenti dei parlamentari italiani a quelli medi dei parlamentari dei Paesi europei di dimensione territoriale ed economica assimilabile a quella italiana, proposto nella finanziaria 2011. La proposta rispondeva ad una logica di pari trattamento in pari condizioni, facendo venir meno quei privilegi che la normativa italiana prevedeva per i parlamentari.Ciò non gli impedisce di percepire due stipendi.

Note[modifica | modifica wikitesto]