Salvatore Rizzo

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Salvatore Rizzo (Lequile, 1900Napoli, 1977) è stato un pittore e mosaicista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Primo di sette figli, frequentò in paese le prime classi elementari, per poi aiutare il padre Giuseppe nella quotidiana cura dei campi.

Non aveva ancora compiuto diciotto anni quando arrivò la chiamata alle armi e prese parte alla fase conclusiva della prima guerra mondiale nelle truppe di fanteria attestate sull'Isonzo.

Le anguste e miserevoli condizioni del dopoguerra lo spinsero a rimettersi a studiare per arruolarsi nella Guardia di Finanza, dove resterà in servizio fino al pensionamento, raggiungendo presto il grado di maresciallo maggiore.

Fu assegnato a varie località di confine, in Trentino e poi in Lombardia, prima di ottenere il trasferimento ad Agnano, dove incontrò Maria Jannone, che divenne sua moglie.

Durante brevi periodi di vacanza a Bacoli, apprese da amici artisti i rudimenti della pittura ad olio e scoprì la propria vocazione di paesaggista e di colorista, fissando scorci marini e agresti nei Campi Flegrei.

La passione per la tavolozza e il cavalletto non venne meno nei decenni successivi, quando con la famiglia si trasferì per servizio ad Isernia, dove fissò su tela e su tavola effetti di neve, strade cittadine e paesaggi.

I bombardamenti e le requisizioni alleate distrussero quasi tutte quelle opere.

Dopo la seconda guerra mondiale, ottenne il trasferimento a Benevento, dove continuò saltuariamente a dipingere paesaggi, ma soprattutto sentì attrazione e felicità espressiva nel ritrarre composizioni floreali.

A seguito di dolorose vicende familiari, alle soglie dei settant'anni scoprì il fascino e le potenzialità del mosaico, alla cui tecnica fu iniziato dal nipote Giuseppe, durante un soggiorno a Sacile presso alcuni parenti.

L'ultimo decennio della sua vita fu speso in una febbrile attività creativa, che lo portò a realizzare un centinaio di mosaici di vario formato, nei quali fissò con vivo senso del colore nature morte, paesaggi autunnali del Sannio, oltre a monumenti e scorci di Benevento, la città cui si sentiva ormai indissolubilmente legato.

Intensa fu la partecipazione a esposizioni collettive, cui si aggiunsero alcune mostre personali, che ebbero eco nella stampa cittadina e trovarono l'apprezzamento da parte di critici e galleristi.

A quelle mostre si registrò generalmente la simpatia e l'interesse del pubblico, incuriosito e affascinato dai mosaici di un autodidatta, dalla originalità e “inattualità” della sua tecnica espressiva, oltre che dall'efficacia estetica di quelle opere di “arte popolare”, meritevoli di recupero in sede storiografica.

Esposizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Mostra personale alla Galleria Goccioloni, Telese (BN) (16 – 31 agosto 1970).
  • “Autunno Sannita”, mostra nazionale di pittura presso il Centro Artistico L'Arco, Benevento (novembre 1970). Medaglia d'argento.
  • “Il paesaggio d'Italia”, Centro Artistico L'Arco (aprile 1971).
  • “Incontro artistico nel Sannio”, Centro Artistico L'Arco, Benevento (maggio 1971)
  • Mostra personale a San Giorgio a Cremano (10 – 21 luglio 1971).
  • Mostra personale alla galleria d'arte “La scogliera”, Vico Equense (11 – 20 gennaio 1972)
  • San Felice al Circeo (aprile 1972). Medaglia d'argento.
  • Centro Artistico L'Arco, Benevento (aprile 1972). Medaglia d'oro.
  • Concorso nazionale, S. Felice al Circeo (giugno 1972). Menzione d'onore.
  • Centro Artistico L'Arco, Benevento (giugno 1972).
  • Concorso ENAL di Benevento (giugno 1972). Medaglia d'oro.
  • S. Giorgio a Cremano (giugno 1972). Diploma d'onore.
  • Mostra personale presso la Sezione Finanzieri in Congedo, Benevento (21 – 30 giugno 1972).
  • Estemporanea di Pannarano (agosto 1972). Medaglia d'argento.
  • Pietrelcina (settembre 1972). Medaglia d'argento.
  • Centro Artistico L'Arco, Benevento (novembre 1972).
  • “Collettiva del piccolo formato”, Centro Artistico L'Arco, Benevento (gennaio 1973).