Salvatore Margiotta

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Salvatore Margiotta
Salvatore Margiotta datisenato 2018.jpg

Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
In carica
Inizio mandato 13 settembre 2019
Cotitolare Roberto Traversi
Presidente Giuseppe Conte
Predecessore Michele Dell'Orco

Senatore della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 15 marzo 2013
Legislature XVII, XVIII
Gruppo
parlamentare
XVII:
- Partito Democratico (Da inizio legislatura al 10/12/2014)

- GRUPPO MISTO (Dall'11/12/2014 al 20/01/2016)

- Area Popolare (Dal 21/01/2016 al 29/02//2016)

- Partito Democratico (Dal 1º/03/2016 a fine legislatura)

XVIII:
- Partito Democratico

Circoscrizione Basilicata
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato 28 aprile 2006 –
14 marzo 2013
Legislature XV, XVI
Gruppo
parlamentare
Partito Democratico
Circoscrizione Basilicata
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (dal 2007)
In precedenza:
PPI (fino al 2002)
DL (2002-2007)
Titolo di studio Laurea in Ingegneria Civile
Professione Ingegnere; Docente Universitario

Salvatore Margiotta (Potenza, 23 aprile 1964) è un politico italiano, Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel Governo Conte II.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la maturità classica si laurea in ingegneria idraulica presso l'Università di Napoli e consegue poi il dottorato di ricerca. È professore associato di Costruzioni rurali e territorio agroforestale presso l'Università della Basilicata. Socio fondatore dello studio di ingegneria Margiotta Associati, ha progettato, diretto e collaudato opere pubbliche e lavori privati sul territorio nazionale e all'estero.

È membro della direzione nazionale del PD sin dalla nascita del partito nel 2007; da ultimo è stato riconfermato il 7 maggio 2017. Dal 22 luglio 2017 è, su nomina del Segretario Matteo Renzi, responsabile del Dipartimento Infrastrutture del PD. Dal 24 luglio 2017 a novembre dello stesso anno è stato Commissario provinciale del PD di Lecce.

In precedenza è stato segretario provinciale e regionale del Partito Popolare Italiano e poi coordinatore regionale della Margherita e componente della direzione nazionale.

Alle elezioni politiche del 2006 è stato eletto alla Camera dei deputati nella Circoscrizione XXII (Basilicata) nella lista dell'Ulivo. Nel 2008 viene rieletto e diventa vicepresidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici.

Nel 2013 viene eletto Senatore della Repubblica per il Partito Democratico, è componente della VIII Commissione permanente Lavori Pubblici, Comunicazioni. Dal 6 giugno 2013 all'11 dicembre 2014 è stato Vicepresidente della Commissione Bicamerale Vigilanza RAI, dal 10 marzo 2016 ne è componente.

Nel 2014, in seguito alla condanna in appello per corruzione Margiotta si dimette dalla carica di vicepresidente della Commissione Vigilanza RAI, si autosospende dal Partito Democratico e aderisce al Gruppo Misto.

Il 21 gennaio 2016 abbandona il Gruppo Misto e aderisce al gruppo Area Popolare (formato da esponenti NCD e UdC). Il senatore specifica però che continuerà a far parte del Partito Democratico e che il cambio di gruppo è dovuto solo ad alcuni contrasti con la presidenza del Gruppo Misto, che lo hanno spinto a chiedere di essere "ospitato" temporaneamente da Area Popolare.

Il 1º marzo 2016, dopo che la Corte di Cassazione lo ha assolto dalle accuse di cui era imputato, ritorna nel gruppo parlamentare del Partito Democratico.

Ricandidato al Senato come capolista per il PD nel Collegio Basilicata, il 4 marzo 2018 viene rieletto senatore.

Riveste pertanto il ruolo di Senatore anche nella XVIII legislatura nella quale è Capogruppo PD nella Commissione VIII Lavori Pubblici e Comunicazioni, nonché componente della Commissione di Vigilanza RAI.

Dal 13 settembre 2019 è Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel Governo Conte II.

Procedimenti giudiziari[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2008 è stato indagato dalla Procura della Repubblica di Potenza per corruzione per alcune presunte tangenti legate agli appalti per l'estrazione di petrolio in Val d'Agri.[1] Nell'ambito di tale inchiesta il 12 maggio 2008 la Procura chiede alla Camera dei Deputati l'autorizzazione all'utilizzo degli arresti domiciliari.

Il 16 dicembre 2008 si sospende da tutti gli incarichi di partito.

Il 18 dicembre 2008 la Giunta per le Autorizzazioni della Camera dei Deputati approva la relazione Castagnetti (Partito Democratico), che nega l'autorizzazione agli arresti domiciliari. Hanno votato a favore tutti i gruppi tranne l'Italia dei Valori, che vota contro.

Poche ore dopo la Camera dei Deputati approva (con 430 sì, 21 no e 3 astenuti) la relazione Castagnetti, negando quindi l'autorizzazione agli arresti domiciliari. Hanno votato a favore tutti i gruppi tranne l'Italia dei Valori, che vota contro, e tre deputati (Furio Colombo, Anita di Giuseppe e Roberto Rolando Nicco) che si astengono.[2]

Il 30 dicembre 2009 il Tribunale del Riesame annulla gli arresti domiciliari ritenendo che non ne sussistessero i motivi.

Il 4 maggio 2011 il tribunale di Potenza assolve Margiotta dalle accuse a lui rivolte perché il fatto non sussiste.[3] La Procura ricorre in Appello.

L'11 dicembre 2014 la Corte d'Appello di Potenza condanna Margiotta a un anno e sei mesi di reclusione e all'interdizione dai pubblici uffici.[4] In seguito alla sentenza Margiotta si autosospende nuovamente dal Partito Democratico e passa al Gruppo Misto. Margiotta ha in seguito impugnato la sentenza davanti alla Corte di Cassazione.

Il 26 febbraio 2016 la sesta sezione penale della Corte di Cassazione annulla senza rinvio la sentenza della Corte d'Appello assolvendo Margiotta dalle accuse a lui contestate. La sentenza di secondo grado è stata annullata dalla Suprema Corte per "insussistenza del fatto" per l'accusa di corruzione e per "non aver commesso il fatto" per l'accusa di turbativa d'asta.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tangenti sul petrolio in Basilicata, finisce in carcere l'ad di Total Italia, in Corriere della Sera, 16 dicembre 2008.
  2. ^ No all'arresto di Margiotta, in Corriere della Sera, 18 dicembre 2008.
  3. ^ Totalgate: assolto il deputato Salvatore Margiotta [collegamento interrotto], in Il Quotidiano della Basilicata, 4 maggio 2011.
  4. ^ Petrolio: condannato sen. Margiotta (Pd) - Basilicata, su ANSA.it. URL consultato l'8 gennaio 2016.
  5. ^ Salvatore Margiotta, Cassazione assolve senatore Pd dalle accuse di corruzione e turbativa d'asta, su Il Fatto Quotidiano, 27 febbraio 2016. URL consultato il 4 gennaio 2017.

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