Salvamotore

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Il Salvamotore è un dispositivo elettrico in grado di individuare le condizioni di sovraccarico, anomalia e cortocircuito di un motore elettrico e d'interromperne automaticamente l'alimentazione.

Dove sono inseriti, quanti sono e come sono collegati[modifica | modifica wikitesto]

Meccanici (fusibili)[modifica | modifica wikitesto]

I salvamotori meccanici sono molto economici, ma sono anche i meno efficienti, soprattutto con impianti trifase e per questo sono da accoppiare ad una protezione magnetica, questi fusibili, sono inseriti a monte e in serie ad ogni singolo carico, per ogni carico ne serve 1 per fase, quindi per i carichi monofase o civili ne è sufficiente uno, mentre per i carichi trifase o industriale se ne necessitano tre.

Elettromeccanici esterni al motore (Termica o Magnetotermica)[modifica | modifica wikitesto]

Questi dispositivi sono inseriti a monte del carico o dei carichi, ne è sufficiente uno solo, da collegare in serie al carico per garantire la sicurezza alla macchina o macchine, ma anche agli allacci dell'impianto elettrico. Questi dispositivi sono regolabili nella soglia d'intervento, in modo che un solo dispositivo possa essere utilizzato per carichi diversi o per poterlo regolare ad un carico che ha modificato le sue caratteristiche con l'avanzare del tempo.

Elettromeccanici interni al motore[modifica | modifica wikitesto]

Tale dispositivo non è altro che un interruttore termico "PTO (Protection Thermal Overload)", che agisce con l'aumento della resistenza (questo dispositivo ha la forma di una pila d'orologio, ma più grande), inserito a stretto contatto dell'avvolgimento statorico (nel Motore asincrono Monofase/Trifase), nel caso l'interruttore termico venga sottoposto ad una temperature superiore a quella d'esercizio normale, toglie l'alimentazione al motore e finché questo interruttore termico non si raffredda non permette al motore d'avviarsi.

Tali dispositivi generalmente sono più di uno per motore, generalmente tre, questo perché il motore potrebbe surriscaldarsi in modo non omogeneo, soprattutto nei motori trifase nel caso manchi una fase d'alimentazione, altrimenti si rischia che il salvamotore non intervenga.

Questi salvamotore sono collegati generalmente in serie tra di loro, questo perché come interviene uno dei tanti salvamotori, si apre il circuito d'alimentazione, un altro caso è quello di collegarli tra di loro in parallelo, questa soluzione è la meno sicura, perché nel caso fosse solo una la fase sovraccaricata si brucia ugualmente il motore, questo tipo di collegamento viene utilizzato per ridurre il numero d'interventi del salvamotore.

Elettronici[modifica | modifica wikitesto]

Questi dispositivi sono esterni, ma hanno una parte che deve essere interna al motore, sono i sensori di temperatura "PTC" (termistori), la presenza dei sensori nel motore dipende dalla casa costruttrice, mentre il dispositivo esterno è uno solo, i sensori interni sono collegati tra di loro secondo il volere della casa costruttrice, se sono in serie si garantisce la massima sicurezza, se in parallelo no, mentre la parte esterna del dispositivo salvamotore è collegato in parallelo al carico.

Tipo d'allacciamento al circuito d'alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Oltre ai salvamotori in parallelo (elettrici), alimentati con un circuiti a parte e che segnalano la sovratemperatura o aprono il circuito di sgancio del teleruttore a cui sono abbinati (in genere dispongono anche di contatti per eventuale segnalazione) che scollega il motore, si hanno anche salvamotori da collegare in serie (elettromeccanici) al circuito d'alimentazione a monte del carico da proteggere.

Tipo di Salvamotori[modifica | modifica wikitesto]

Meccanici (fusibili)[modifica | modifica wikitesto]

Questo tipo di salvamotore interviene come la termica, ma una volta che intervengono, non è possibile riutilizzare lo stesso fusibile, perché questi salvamotore intervengono con la fusione del filo conduttore, che è racchiuso generalmente in un tubo di vetro.

Elettromeccanici esterni al motore[modifica | modifica wikitesto]

I salvamotori elettromeccanici (Termica e Magnetotermica), sono da inserire in serie al circuito alimentazione del motore e a monte del carico, questi dispositivi stimano la temperatura dentro il motore, "simulando" l'effetto termico dentro il motore tramite la corrente assorbita, e se superiore al livello di taratura, tolgono l'alimentazione al motore, tramite un relè o un teleruttore.

Elettromeccanici interni al motore[modifica | modifica wikitesto]

Questo tipo di sensore "'PTO (Protection Thermal Overload)'" è molto comodo e poco costoso, non richiede accorgimenti particolari ed è sufficiente inserirlo in serie al circuito d'alimentazione e nel caso se ne utilizzi più di uno, di disporli equidistanziati dentro le matasse dell'avvolgimento, questo salvamotore non è altro che un interruttore termico, il quale soggetto ad una temperatura eccessivammente elevata (superiore a quella di taratura), aprono il circuito d'alimentazione.

Elettronici[modifica | modifica wikitesto]

Questi salvamotori, utilizzano dei sensori di temperatura "PTC" (termistori), i quali hanno una resistenza bassa (poche decine di Ω), il quale valore rimane praticamente invariato, fino a quando, superata la temperarura di oltre 5-6 °C oltre la soglia, la resistenza aumenta di 100 volte e a quel punto il salvamotore elettronico, tramite un relè scollega il motore.

Quando interviene il salvamotore?[modifica | modifica wikitesto]

I casi in cui interviene il salvamotore sono qui elencati:

  • Avviamento del motore troppo lento.
  • Troppi avviamenti ravvicinati.
  • Rete non stabile: eccessive variazioni di tensione, o variazioni di frequenza.
  • Rotore bloccato.
  • Il motore sforza troppo (eccessiva coppia resistente).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]