Salto di Tiberio

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Il salto di Tiberio e la torre del Faro in una cartolina del Novecento.
Lo strapiombo del salto di Tiberio.

Il cosiddetto salto di Tiberio, conosciuto anche come salto[1], oppure, in forma più antica, come salto di Timberio[2], è un precipizio a picco sul mare, alto circa 297 metri sul livello del mare,[1][2][3] situato sul versante nord-orientale dell'isola di Capri, nei pressi di villa Jovis.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo una leggenda, l'imperatore romano Tiberio, che venne a soggiornare nell'isola dal 27 al 37[4], avrebbe fatto gettare nello strapiombo i condannati:[2][3][5] dopo essere precipitati nel mar Tirreno, sarebbero stati percossi con remi e bastoni da una squadra di marinai, fino alla morte.[3]

La vicenda è citata in un'opera dello scrittore romano Svetonio, che riporta:

«Si fa vedere in Capri il punto in cui si rivelava tutta la sua crudeltà, facendo precipitare in mare alla sua presenza, le sue vittime, dopo averle a lungo martoriate con ogni maniera di tormenti. Cadevano in mezzo ad una squadra di marinai, i quali li percuotevano barbaramente con bastoni, e con i remi, in fino a tanto fosse spento in esso ogni soffio di vita.»

(Svetonio, Vite dei Cesari. Tiberio[3])

La leggenda è stata confutata più volte, dimostrando che un corpo lanciato da un'altezza pari a circa 300 m non cadrebbe direttamente nello specchio di mare sottostante, ma finirebbe per schiantarsi sulle rocce incontrate lungo la caduta.[5] Anche Maxime Du Camp, scrittore francese dell'Ottocento, sfatò la leggenda, provando a lanciare nello strapiombo dei sassi di varie forme e dimensioni, che si infransero sempre sulla roccia e non raggiunsero mai il mare.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Touring Club Italiano, p. 147.
  2. ^ a b c Vannucci, pp. 295-296.
  3. ^ a b c d Gregorovius, p. 234.
  4. ^ De Angelis Bertolotti, p. 20.
  5. ^ a b De Angelis Bertolotti, p. 176.
  6. ^ Borà, p. 63.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV, Napoli e la Campania: Capri, la Reggia di Caserta, Pompei, Amalfi, Paestum, 2ª ed., Touring Club Italiano, 2002, ISBN 88-365-2579-2.
  • Atto Vannucci, Storia dell'Italia antica, vol. 4, 3ª ed., Lombarda, 1876, ISBN non esistente.
  • Ferdinand Adolf Gregorovius, Ricordi storici e pittorici d'Italia, traduzione di Augusto di Cossilla, 1865, ISBN non esistente.
  • Romana De Angelis Bertolotti, Capri. La natura e la storia, Zanichelli, luglio 1990, ISBN 88-08-09123-6.
  • Salvatore Borà, Piccola guida storica di Capri, Napoli, La Conchiglia, 1995, ISBN non esistente.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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