Salboro

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Salboro
frazione
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Veneto.png Veneto
ProvinciaProvincia di Padova-Stemma.png Padova
ComunePadova-Stemma.png Padova
Territorio
Coordinate45°21′33.21″N 11°53′27.52″E / 45.359226°N 11.890979°E45.359226; 11.890979 (Salboro)Coordinate: 45°21′33.21″N 11°53′27.52″E / 45.359226°N 11.890979°E45.359226; 11.890979 (Salboro)
Altitudinem s.l.m.
Abitanti2 200[1]
Altre informazioni
Cod. postale35124
Prefisso049
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantisalboresi
PatronoSanta Maria Assunta
CircoscrizioneQuartiere 4 Sud-Est
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Salboro
Salboro

Salboro è una frazione del comune italiano di Padova.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Sorge a sud del centro storico e della tangenziale est, lungo la strada provinciale 3 diretta ad Anguillara Veneta. Nei pressi si snodano i confini comunali con Ponte San Nicolò (frazione Rio) e Albignasego (frazione San Giacomo).

Dei corsi d'acqua si cita lo scolo Baracchio, che si muove in direzione ovest-est lambendo Pozzoveggiani, località minore che si estende a sud del paese.

Per la sua posizione periferica, la zona mantiene ancora i suoi caratteri rurali e vi sussistono tutt'oggi alcune aziende agricole e zootecniche[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Di Salboro si hanno notizie dal X secolo, ma ha probabilmente origini più antiche data la posizione lungo la romana via Annia. Del medesimo periodo sono i resti di una centuriazione, ancora riconoscibile nelle attuali vie Palla Strozzi e San Giacomo[2].

In un diploma dell'imperatore Berengario del 918 è attestata Publiciano o Pobliciano, divenuta nel 1027 Puteus Vitaliani: è l'attuale località Pozzoveggiani, in cui sorge la chiesa di San Michele che è la più antica della zona. Il toponimo potrebbe legarsi alla presenza di un puteus "pozzo" e a un possidente di epoca romana, Vitellius[3]; esiste una tradizione che lo rimanda a Vitalianus, padre della martire Giustina di Padova che sarebbe stato proprietario dei terreni circostanti[2].

Nel 1045 compare il locus ubi dicitur Selburia, mentre nel 1055 si cita la villa que dicitur Spasano. Probabilmente Spasano, sede della chiesa di Santa Maria Assunta, era il centro principale, mentre Salboro rappresentava una località minore. In seguito i ruoli si ribaltarono, tanto che nel 1595, per la prima volta, la chiesa di Santa Maria è detta "di Salboro". Salboro sembra avvicinarsi al latino silvarium, ad indicare una località boscosa; Spasano è forse derivato da spatium e da patēre "essere aperto", nel senso di "ampia distesa pianeggiante"[3].

Le chiese di Spasano-Salboro e di Pozzoveggiani erano unite sin dai tempi più antichi, anche se la seconda ebbe per diverso tempo un proprio cimitero e una propria fabbriceria. Inoltre, il rettore di Spasano-Salboro doveva celebrare messa alternativamente nei due luoghi di culto[2].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Vecchia parrocchiale[modifica | modifica wikitesto]

Citata per la prima volta, accanto alla chiesa di San Michele, in un diploma del vescovo Bellino di Padova del 1130, fu cappella dipendente dall'arcipretato di Padova. Nel 1686 fu visitata dal vescovo Gregorio Barbarigo che la reputò di dimensioni insufficienti, tuttavia venne ampliata solo a partire dal 1859; nell'occasione, coro e presbiterio furono spostati da est a ovest.

Nuova parrocchiale[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante i rifacimenti, la vecchia chiesa di Salboro non era ancora sufficiente ad accogliere l'accresciuta popolazione: il 19 ottobre 1954 il vescovo Girolamo Bartolomeo Bortignon notò che la chiesa era povera e di dimensioni anguste, ma anche che gli abitanti fossero restii a sostenere le ingenti spese per una nuova costruzione. Ciononostante, il 21 novembre 1970 iniziò l'erezione del nuovo luogo sacro accanto all'altro, su progetto degli architetti Pietro Bettella e Filippo Navarra. Fu inaugurato nel 1974 e consacrato nel 1977[4][5].

A pianta curvilinea e alzato a stella, culmina con una volta sostenuta dalla trabeazione perimetrale, conferendole l'aspetto di una tenda. Il presbiterio è sovrastato da un Cristo in rame sbalzato di Giampaolo Menegazzo. Vi sono conservate anche alcune opere d'arte provenienti dalla vecchia chiesa: spicca una tela di Giovan Battista Bissoni del 1609, raffigurante l'Assunzione della Madonna con i dodici apostoli e il committente; più recente il fonte battesimale scolpito nel 1953 Luigi Strazzabosco, con quattro scene tratte dalle Sacre Scritture[5].

Chiesa di San Michele di Pozzoveggiani[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Michele a Pozzoveggiani.

Come già detto, è citata accanto all'attuale parrocchiale a partire dal 1130, ma è probabilmente la più antica chiesa della zona.

Conserva un ciclo di affreschi del XII secolo, raffigurante Cristo in maestà, gli evangelisti e gli apostoli Taddeo, Matteo, Giacomo, Giovanni e Pietro[4].

Villa Penada, Rocchetti, Dolfin, Rasi[modifica | modifica wikitesto]

Si trova nel centro abitato, all'incrocio tra via Lago Dolfin e via Pietro Bembo.

Costruita nell'Ottocento, si caratterizza per il grande parco che si sviluppa a nord della casa padronale, progettato da Giuseppe Jappelli. Lo spazio a sud, che un tempo doveva costituire un giardino più raccolto, aperto verso la campagna, è ora occupato da un maneggio. Lo stesso palazzo ha subito delle modifiche interne poiché è stato adibito a ristorante.

Questo edificio è un volume di forma allungata orientato in direzione est-ovest. È costituito da un corpo porticato alle cui estremità si innalzano due corpi a torre, anch'essi con arcate al piano terra. Questo schema "torre-loggia-torre" non è unico, ma si ripete anche in alcune ville venete della provincia di Vicenza: si citano il castello di Thiene, villa Pisani a Bagnolo di Lonigo, villa Rezzonico a Bassano del Grappa.

Delle facciate del palazzo, quella nord, rivolta al parco, e quella ovest, lungo la strada principale, si distinguono per una maggiore attenzione decorativa: al piano terra è stato utilizzato il bugnato rustico, le finestre sono incorniciate e sopra gli architravi si trova una modanatura lavorata a listelli[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In assenza di dati ufficiali precisi si è fatto riferimento alla popolazione della parrocchia locale, reperibile nel sito della CEI.
  2. ^ a b c d La Storia, su salboro.net, Parrocchia di S. Maria Assunta in Salboro. URL consultato il 1º aprile 2018.
  3. ^ a b Guido Beltrame, Toponomastica della Diocesi di Padova, Padova, Libraria Padovana, 1992, pp. 159-160.
  4. ^ a b S. Maria Assunta a Salboro - Padova - Salboro in Padova, su parrocchiemap.it, Diocesi di Padova - Atlante delle parrocchie. URL consultato il 1º aprile 2018.
  5. ^ a b La Chiesa, su salboro.net, Parrocchia di S. Maria Assunta in Salboro. URL consultato il 1º aprile 2018.
  6. ^ Villa Penada, Rocchetti, Dolfin, Rasi (PDF), su irvv.regione.veneto.it, IRVV. URL consultato il 3 aprile 2018.