Saghacetus osiris

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Saghacetus
Saghacetus osiris eo sup fayum.JPG
Cranio e mandibola di Saghacetus osiris
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Cetacea
Sottordine Archaeoceti
Famiglia Basilosauridae
Sottofamiglia Dorudontinae
Genere Saghacetus
Specie S. osiris

Il saghaceto (Saghacetus osiris) è un cetaceo estinto, appartenente ai basilosauridi. Visse nell'Eocene superiore (Priaboniano, circa 37 - 34 milioni di anni fa) e i suoi resti fossili sono stati ritrovati in Egitto.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Questo animale era di dimensioni inferiori rispetto a quelle della maggior parte dei suoi parenti (i basilosauridi) e non doveva oltrepassare i 5 metri di lunghezza. Il corpo era moderatamente allungato; il cranio, piuttosto allungato, era armato di formidabili denti cuspidati e aguzzi. Rispetto ad altre forme simili come Dorudon e Stromerius, questo animale possedeva vertebre caudali anteriori e vertebre lombari leggermente allungate, vagamente simili a quelle di Basilosaurus.

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Il genere Saghacetus è noto esclusivamente per numerosi fossili ritrovati nella formazione Qasr el Sagha, in Egitto, risalente all'Eocene superiore (Priaboniano).

Illustrazione dell'olotipo di Saghacetus osiris

Nel 1879, il botanico tedesco Georg August Schweinfurth partì alla volta dell'Africa e trascorse molti anni ad esplorare il continente; alla fine scoprì i primi fossili di cetaceo in Egitto. Schweinfurth visitò Qasr el Sagha nel 1884 e nel 1886, ma mancò l'ormai famosa "Zeuglodon Valley" per alcuni chilometri. Il paleontologo tedesco Wilhelm Barnim Dames descrisse il materiale rinvenuto dal collega, tra cui una mandibola ben conservata, che divenne l'olotipo di Saghacetus osiris (inizialmente noto come Zeuglodon osiris).

Il nome generico Saghacetus è stato istituito da Gingerich nel 1992, per raggruppare le specie precedentemente attribuite a Dorudon: D. osiris, D. zitteli, D. sensitivius e D. elliotsmithii. Lo studioso le incluse in una singola specie, Saghacetus osiris.

Saghacetus è affine, ma non identico, a Dorudon: le minori dimensioni e le caratteristiche delle vertebre permettono di classificarlo come un genere a sé stante nell'ambito dei dorudontini (Dorudontinae), un gruppo di cetacei basilosauridi solitamente di dimensioni ridotte e dalle vertebre piuttosto corte.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dames, Wilhelm Barnim (1883a). "Ein Epistropheus von Zeuglodon sp". Sitzungsberichte der Gesellschaft Naturforschender Freunde zu Berlin: 3. Retrieved September 2013.
  • Dames, W. B. (1883b). "Über eine tertiäre Wirbelthierfauna von der westlichen Insel des Birket-el-Qurūn im Fajum (Aepgypten)". Sitzungsberichte der Königlich Preußischen Akademie der Wissenschaften: 129–153. Retrieved September 2013.
  • Dames, W. B. (1894). "Ueber Zeuglodonten aus Aegypten und die Beziehungen der Archaeoceten zu den übrigen Cetaceen". Geologische und Paläontologische Abhandlungen (Jena) 5: 189–222. Retrieved September 2013. (plates)
  • Gingerich, P. D. (1992). "Marine Mammals (Cetacean and Sirenia) from the Eocene of Gebel Mokattam and Fayum, Egypt: Stratigraphy, Age, and Paleoenvironments". University of Michigan Papers on Paleontology 30: 1–84. OCLC 26941847. Retrieved May 2013.
  • Gingerich, P. D. (2007). "Stromerius nidensis, new archaeocete (Mammalia, Cetacea) from the Upper Eocene Qasr El-Sagha Formation, Fayum, Egypt". Contributions from the Museum of Paleontology 31 (13): 363–78. OCLC 214233870.
  • Uhen, M. D. (2008). "Basilosaurids". In Perrin, William F.; Wursig, Bernd; Thewissen, J.G.M. Encyclopedia of Marine Mammals (2nd ed.). Academic Press. pp. 91–94. ISBN 978-0-12-373553-9.