Saffo, venere di Lesbo

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Saffo, venere di Lesbo
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia, Francia
Anno1960
Durata100 min
Genereepico
RegiaPietro Francisci
SoggettoPietro Francisci
SceneggiaturaEnnio De Concini, Pietro Francisci, Luciano Martino
Produttore esecutivoGianni Hecht Lucari, Marcello D'Amico
Casa di produzioneDocumento Film (Roma), Orsay Film (Parigi)
Distribuzione in italianoC.E.I.A.D.
FotografiaCarlo Carlini
MontaggioGiovanni Baragli
MusicheAngelo Francesco Lavagnino, dirette da Carlo Savina
ScenografiaGiulio Bongini
CostumiGaia Romanini
TruccoEuclide Santoli
Interpreti e personaggi

Saffo, venere di Lesbo è un film mitologico del 1960, diretto da Pietro Francisci.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nell'isola di Lesbo Saffo si innamora di Faone, ufficiale delle guardie del re e a capo della rivolta contro Melancro. Attide, rosa dalla gelosia, denuncia a Iperbio la presenza nel tempio di Faone. Questi viene mandato in esilio sulla Tracia, mentre Saffo, per evitare di sposare Iperbio, si rifugia con le sue allieve sacerdotesse nel tiaso, cioè il Tempio di Afrodite.

Durante il viaggio, Faone viene sorpreso da una tempesta e trascinato nel regno sottomarino di Poseidone. L'intervento di Afrodite lo libera da ogni pericolo: riuniti nuovamente i suoi guerrieri, Faone riesce a detronizzare Melancro e uccide Iperbio a duello. Tornato a Mitilene, sposa l'amata Saffo.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film, girato negli studi di Cinecittà, in Cinemascope venne iscritto al Pubblico registro cinematografico con il n. 2.305. Presentato alla Commissione di Revisione Cinematografica il 23 luglio 1960, ottenne il visto di censura n. 32.508 del 5 agosto 1960 con una lunghezza della pellicola di 2.990 metri[1]. Ebbe la prima proiezione pubblica il 24 agosto 1960[2]. Il film venne proiettato in Francia, con il titolo Sapho, il 18 novembre 1960; in Germania, con il titolo Sappho, venus von Lesbos, il 10 febbraio 1961; e negli USA, con il titolo The Warrior Empress, il 17 maggio 1961.

Altri tecnici[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Come si evince dal visto di censura originale tratto dal sito Italia Taglia.
  2. ^ Come si evince dalla pagina delle proiezioni tratta dal sito IMDB.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberto Poppi e Mario Pecorari, Dizionario del Cinema Italiano. I film dal 1960 al 1969 (M-Z), Roma, Gremese, 2007, p. 200.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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