Sacro macello

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Sacro macello di Valtellina
Sacro Macello.jpg
L'eccidio di Tirano, da una xilografia anonima custodita nella biblioteca cantonale di Coira
StatoItalia Italia
LuogoValtellina
ObiettivoEliminazione fisica della popolazione evangelica della valle
Dataluglio 1620
TipoStrage con motivazione confessionale
Morti400-600
ResponsabiliPartito filo-spagnolo
Giacomo Robustelli

Il sacro macello fu una strage condotta da un gruppo di cattolici ai danni della popolazione riformata, avvenuta in Valtellina nel luglio 1620, nel contesto di una rivolta filospagnola contro la Repubblica delle Tre Leghe che allora controllava il territorio valtellinese.[1]

Gli avvenimenti[modifica | modifica wikitesto]

In questa azione si stima che vennero uccise tra le quattrocento e le seicento persone, tutte di confessione protestante e quasi tutte di origine valtellinese.[2]

Il sacro macello, capeggiato dal cavaliere cattolico e filospagnolo Giacomo Robustelli, avvenne poco dopo la rivolta antiasburgica della Boemia e portò a un inasprimento della guerra dei trent'anni (1618-1648),[3] scoppiata due anni prima. Specialmente Venezia e la Francia avvertivano con preoccupazione i risvolti della liberazione del corridoio valtellinese a favore della Spagna e degli Asburgo, ma nessuna delle due potenze era in grado in quel momento di intervenire (Venezia era reduce dalla guerra contro l'Austria, la Francia alle prese con una sollevazione ugonotta).

La Valtellina costituiva infatti un importante crocevia per le comunicazioni e gli approvvigionamenti tra domini asburgici di Spagna e d'Austria, rappresentando un corridoio che consentiva il collegamento tra la Lombardia spagnola e i domini austriaci, nonché l'ingresso delle truppe spagnole direttamente sul territorio tedesco (nei progetti spagnoli avrebbe consentito di stringere in una tenaglia le Province Unite), in particolare nel contesto della guerra dei trent'anni in cui il ramo degli Asburgo di Spagna era alleato di quello collaterale tedesco, impegnato sul fronte della lotta contro i principi protestanti.

Nel 1626 si giunse a una prima mediazione fra Francia e Spagna, con il trattato di Monzón: la Valtellina veniva restituita alla Repubblica delle Tre Leghe, con le condizioni di smilitarizzarla e impedire la diffusione del protestantesimo. In realtà, tuttavia, la Spagna non rispettò affatto il trattato e non restituì la Valtellina ai Grigioni fino al 1639, dopo un'invasione da parte dei francesi e la riconquista da parte degli spagnoli, che alla fine la cedettero alle Tre Leghe.

Origine dell'espressione[modifica | modifica wikitesto]

Fu lo storico Cesare Cantù a coniare il termine "sacro macello", nel suo saggio storico del 1853 Il Sacro Macello di Valtellina.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giorgio Spini, Storia dell'Età Moderna, vol. 2, 5ª edizione, Torino, Einaudi, 1965, p. 546.
  2. ^

    « La sovranità e l'amministrazione grigione nel cuore stesso dei paesi sudditi erano completamente crollate in tre soli giorni dall'inizio della rivolta. Questo rapido successo risultò inaspettato perfino ai nobili rivoltosi: una relazione anonima degli avvenimenti esprime una certa meraviglia. La persecuzione e l'eccidio degli evangelici proseguirono anche nei giorni seguenti e terminò solo dopo 15 giorni, quando secondo le stime erano state uccise tra le 400 e le 600 persone, mentre centinaia erano fuggite. La grande maggioranza delle vittime fu valtellinese »

    (Wendland, p. 111)
  3. ^ Domenico Sella, L'Italia del Seicento, Roma-Bari, Laterza, 2003, p. 9.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vincenzo Paravicino, Vera narrazione del massacro di Valtellina (PDF), su sondrioevangelica.org, 1621. URL consultato il 6 gennaio 2017. Pubblicazione in formato elettronico dell'opera in cui Vincenzo Paravicino, un anno dopo i fatti, dà una dettagliata cronaca dell'eccidio valtellinese del 1620, da cui riuscì a scampare.
  • Cesare Cantù, Il Sacro Macello di Valtellina, Firenze, Mariani, 1853.* Cesare Cantù, Storia della città e della diocesi di Como, vol. 3, Firenze, 1856.
  • (DE) Friedrich Pieth, Bündnergeschichte, Chur, Schuler, 1945.
  • Emil Camenisch, La Controriforma nella Valtellina e nel Contado di Chiavenna, in Storia della Riforma e Controriforma nelle valli meridionali del Canton Grigioni, Samedan, Engadin Press, 1950. URL consultato il 6 gennaio 2017. Ricostruzione degli eventi dal 1561 al 1620.
  • Enrico Besta, Storia della Valtellina e della Val Chiavenna, vol. 1: Dalle Origini alla Occupazione Grigiona, 2ª ed., Milano, 1955.
  • Conradin Bonorand, Le relazioni culturali tra i protestanti di Valtellina e i protestanti della Svizzera tedesca, in Archivio Storico Lombardo : Giornale della società storica lombarda, vol. 6, 1967 (serie 9).
  • Maria Reggiani Rajna, Nel crepuscolo dei Cattani, in Bollettino della Società Storica Valtellinese, vol. 25, 1972, pp. 23–32.
  • (DE) Alexander Pfister, Jörg Jenatsch, Sein Leben und seine Zeit, mit einem Zusatzkapitel von Jon Mathieu, 4. erweiterte Auflage, Chur, 1984.
  • (DE) Andreas Wendland, Der Nutzen der Pässe und die Gefährdung der Seelen: Spanien, Mailand und der Kampf ums Veltlin (1620–1641), Zürich, 1995. Edizione italiana: Andreas Wendland, Passi alpini e salvezza delle anime: Spagna, Milano, e la lotta per la Valtellina (1620-1641), Sondrio, L'officina del libro, 1999.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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