Sacra Cintola

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Coordinate: 43°52′55.33″N 11°05′52.19″E / 43.882036°N 11.097831°E43.882036; 11.097831

Il vescovo di Prato (Gastone Simoni) ostende la Sacra Cintola dal pulpito del Duomo di Prato

La Sacra Cintola, chiamata anche Sacro Cingolo, è considerata la cintura della Madonna ed è la reliquia più preziosa di Prato, fulcro della religiosità cittadina. È custodita nell'omonima cappella del Duomo.

La Sacra Cintola è una sottile striscia (lunga 87 centimetri) di lana finissima di capra, di color verdolino, broccata in filo d'oro, gli estremi sono nascosti da una nappa su un lato e da una piegatura sul lato opposto (tenute da un nastrino in taffetà verde smeraldo).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di una cintura di lana di color verde, ricamata con alcuni fili d'oro, che la tradizione vuole che appartenesse alla Vergine Maria, che la diede a San Tommaso come prova della sua Assunzione in cielo.

La storia[modifica | modifica wikitesto]

Bernardo Daddi, Michele Dagomari riceve in dote la sacra Cintola

Secondo la tradizione, San Tommaso incredulo dell'assunzione in cielo della Madonna, volle aprirne il sepolcro ma vi trovò solo la cintura del suo abito, lasciata dalla Madonna per confortare la sua fede. L'evento viene rappresentato simbolicamente in moltissime pale d'altare di cappelle dedicate a S. Tommaso mostrando la Madonna che sale al cielo e la cintura che pende verso San Tommaso sembra simboleggiare il legame fra l'uomo e la Vergine. Tommaso, prima di partire per le indie, affidò la reliquia ad un sacerdote di rito orientale, da qui iniziò la trafila dei vari passaggi di mano, fino a quando non giunse in possesso di Michele Dagomari da Prato, mercante in soggiorno a Gerusalemme nel 1141, in dote per il matrimonio con la figlia Maria discendente del sacerdote che l'aveva in custodia.

Michele nello stesso anno tornò in patria portando con sé la reliquia, e la ripose in una cassapanca e per custodirla meglio, decise di dormirci sopra ogni notte con grande sdegno dei religiosi quando vennero a saperlo. Nel 1173, in punto di morte Michele, rivelò l'importanza del suo tesoro e lasciò la reliquia nelle mani del magistrato civile e del preposto. L'anno dopo venne portata in duomo con una solenne processione e riposta all'interno dell'altare maggiore, in seguito a tale evento, si avviarono una serie di trasformazioni e ampliamenti della chiesa fino a raggiungere l'aspetto odierno.

A seguito di un tentativo di furto da parte da un pistoiese nel 1312, quand'era conservata ancora nell'altare maggiore, venne espropriata dal Comune e dalla Cittadinanza al controllo ecclesiastico diretto (attualmente solo una delle tre chiavi che la custodiscono è del vescovo) e posta all'ingresso del Duomo di Prato. Successivamente venne costruita una Cappella apposita sul fianco sinistro della chiesa, all'altezza della facciata. Più in generale, l'intero Duomo subì per questo parecchie modifiche fino al XV secolo.

La reliquia è ancora oggi conservata in questa Cappella, affrescata interamente da Agnolo Gaddi con le Storia di Maria Vergine e della Cintola stessa. Sopra l'altare settecentesco dove viene conservata la reliquia è collocata la piccola ed elegante statua della Madonna col Bambino, opera di Giovanni Pisano (1301).

Il furto della reliquia[modifica | modifica wikitesto]

Bernardo Daddi, Michele Dagomari, vegliato dagli angeli, dorme sulla cassa che contiene la reliquia per proteggerla da furti
Niccolò di Cecco del Mercia, Assunta che dà la Cintola a San Tommaso

La leggenda narra che il canonico, chierico secolare, Giovanni di ser Landetto da Pistoia, detto Musciattino abbia tentato di impadronirsi della reliquia della Sacra Cintola, per portarla nella propria città, il 27 luglio 1312. Quando però uscì da Prato, si perse nella nebbia che avvolgeva la campagna circostante e, senza rendersene conto, tornò al punto di partenza. Credendo di essere giunto a Pistoia, gridò alle porte della città: "Aprite, aprite Pistoiesi: ho la Cintola de' Pratesi!".

Secondo le cronache riportate sui documenti conservati nell'archivio comunale, il ladro venne così catturato dai canonici del Capitolo, processato sommariamente fu condannato al taglio della mano destra, e dopo essere stato legato alla coda di un asino e condotto sul greto del fiume Bisenzio, per poi venire arso al rogo. Secondo la tradizione popolare, si narra inoltre, che, dopo che gli fu mozzata la mano, la folla inferocita abbia scagliato l'arto tagliato verso la chiesa ("tirata, dopo l'esecuzione, or qua, or là dal popolo per dispregio"), cosicché esso abbia lasciato su una pietra del Duomo, una macchia di sangue a forma di mano. Tale segno è visibile ancora oggi (con tutta probabilità si tratta di una venatura rossa del marmo) sulla pietra dell'angolo in alto a sinistra dello stipite della seconda porta (quella più vicina al campanile) del fianco destro del Duomo.

Presumibilmente ad aver commissionato il furto, fu invece Firenze (eterna rivale insieme a Pistoia), che oltre ad ambire ad un tesoro così importante, mirava a controllare Prato, che proprio grazie alla Sacra Cintola e ai pellegrinaggi, stava diventando sempre più importante, crescendo sia a livello economico che politico.

Sta di fatto, che tra storia e leggenda, la vicenda di Musciattino è rimasta viva nei secoli a ricordare il significato emblematico che la reliquia del Sacro Cingolo ha avuto e ha per la comunità pratese.

La rivolta del 1787[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il Sinodo di Pistoia di impronta giansenista del 1786, ci fu un tentativo da parte del vescovo di Prato e Pistoia Scipione de' Ricci di contrastare il culto delle reliquie. In particolare a Prato la curia episcopale progettava di rimuovere dalla Cattedrale l'altare dedicato al Sacro Cingolo della Vergine: la notizia, diffusasi nella primavera del 1787, provocò un forte tumulto popolare. La notte del 20 maggio 1787 la popolazione di Prato insorse, la Cattedra episcopale fu smantellata e gli insorti non risparmiarono nemmeno il palazzo vescovile che, assaltato, subì notevoli danni. Solamente l'intervento delle truppe granducali riportò la calma, evitando che l'opposizione al vescovo Ricci potesse degenerare in una più ampia insurrezione politica.

L'ostensione[modifica | modifica wikitesto]

Bernardo Daddi, Michele Dagomari, in punto di morte, affida la Cintola al rettore della pieve di Prato

Oggigiorno, essa viene mostrata pubblicamente (Ostensione) cinque volte all'anno, cioè:

L'Ostensione viene fatta alla folla radunata nella piazza del Duomo dal pulpito esterno, costruito su progetto di Michelozzo e decorato da Donatello.

Il Sacro Cingolo nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Molti luoghi si fregiano di possedere la reliquia del Sacro Cingolo della Vergine Maria. Tra questi ci sono:

La Madonna della Cintola[modifica | modifica wikitesto]

Benozzo Gozzoli, Madonna della Cintola, Pinacoteca vaticana

La Madonna della Cintola è un soggetto pittorico che mostra la consegna della cintura, da parte di Maria, a san Tommaso durante l'assunzione in cielo. Di solito mostra la Vergine entro una mandorla o entro un gloria di angeli che, sporgendo un braccio, lascia cadere la preziosa reliquia nelle mani dell'apostolo. Le versioni più antiche di questa iconografia sono legate al territorio pratese (come il vecchio pulpito del Duomo, 1358-1360), poi fiorentino e da lì generale. Tra gli artisti che vi si sono cimentati Bernardo Daddi, Nanni di Banco, Filippo Lippi, Benozzo Gozzoli, Andrea della Robbia, ecc.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La Sacra Cintola custodita presso la non più esistente Basilica di Santa Maria di Chalcoprateia a Costantinopoli
  2. ^ La Sacra Cintola custodita presso la Chiesa di Santa Maria Soonoro della Chiesa Ortodossa Siriaca in Homs (Siria)
  3. ^ La Sacra Cintola custodita presso il Monastero di Troodissa in Platrès in Limassol sui Monti Troodos (Cipro)
  4. ^ La Sacra Cintola custodita presso il Santo e Grande Monastero di Vatopedi nella Repubblica del Monte Athos (Grecia)
  5. ^ La Sacra Cintola custodita presso la Collegiata di Nostra Signora in Le Puy-Notre-Dame nel Maine e Loira/Loira (Francia)
  6. ^ La Sacra Cintola custodita presso la Collegiata in Quintin in Côtes-d'Armor/Bretagna (Francia)
  7. ^ La Sacra Cintola custodita presso la Cattedrale di Santa Maria di Tortosa in Terragona/Catalogna (Spagna)
  8. ^ La Sacra Cintola custodita presso l'Abbazia di Bruton nel Somerset/Sud Ovest in Inghilterra (Gran Bretagna)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Filippo Buonarruoti, Storia della Cintola di Prato, Giuseppe Manni, Firenze, 1722
  • Giuseppe Maria Bianchini, Notizie istoriche intorno alla Sacratissima Cintola di Maria Vergine, che si conserva nella Città di Prato, Giuseppe Manni, Firenze 1722, 1ª Edizione
  • Giuseppe Maria Bianchini, Notizie istoriche intorno alla Sacratissima Cintola di Maria Vergine, che si conserva nella Città di Prato, Vincenzo Vestri & Pellegrino Guasti, Prato 1795, 2ª Edizione
  • Giuseppe Maria Bianchini, Notizie istoriche intorno alla Sacratissima Cintola di Maria Vergine, che si conserva nella Città di Prato, Vincenzo Vestri, Prato 1822, 3ª Edizione
  • Pietro Papini, Notizie storiche intorno all'origine di Prato, alla sua chiesa cattedrale ed alla Sacratissima cintola di Maria Vergine che si venera nella città di Prato, Galli, Prato 1861
  • Giovanni Paolo II, Lettera di Giovanni Paolo II al Vescovo di Prato, in occasione del VI Centenario della traslazione del Sacro Cingolo Mariano nella Cattedrale di Santo Stefano, Libreria Editrice Vaticana, Stato Città del Vaticano, 1996
  • A proposito dell'insurrezione di Prato del 1787: M. VIGLIONE, Libera Chiesa in libero Stato? Il Risorgimento e i cattolici:uno scontro epocale, Roma, 2005, p. 89; M. VIGLIONE Rivolte dimenticate: le insorgenze degli italiani dalle origini al 1815, Roma, 1999, pp. 137–138; C. FANTAPPIÈ, Riforme ecclesiastiche e resistenze sociali, pp. 349–355; C. FANTAPPIE', Alle radici del fallimento ricciano. Il tumulto di Prato del 20-21 maggio 1787, Prato, 1980, p. 150
  • Il tumulto di Prato del 20 maggio 1787, Mauro Faldi, http://terreincognite.blogspot.it/2015/10/prato-20-maggio-1787-ovvero-dell-al.html

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Andrea della Robbia, Madonna della Cintola

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