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Sa'ud dell'Arabia Saudita

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Saʿūd
King Saud.jpg
Re dell'Arabia Saudita
Stemma
In carica 9 novembre 1953 –
28 marzo 1964
Predecessore ʿAbd al-ʿAziz
Successore Fayṣal
Nascita Madīnat al-Kuwait, 15 gennaio 1902
Morte Atene, 23 febbraio 1969
Luogo di sepoltura Cimitero al-'Ud di Riyād
Casa reale Saudita
Padre ʿAbd al-ʿAziz
Madre Wadhah bint Muhammad bin 'Aqab
Religione Musulmano sunnita

Saʿūd bin ʿAbd al-ʿAziz Āl Saʿūd (in arabo: سعود بن عبد العزيز آل سعود‎; Madinat al-Kuwait, 15 gennaio 1902Atene, 23 febbraio 1969) è stato il secondo sovrano dell'Arabia Saudita, dal 1953 al 1964.

Principe ereditario dal 1933, alla morte del padre ʿAbd al-ʿAziz nel 1953 ha ereditato la corona, che ha mantenuto fino al 1964, quando un colpo di Stato appoggiato dal consiglio degli ʿulamāʾ lo ha costretto ad abdicare in favore del fratello Fayṣal.

Deposizione[modifica | modifica wikitesto]

I membri della famiglia reale saudita erano assai preoccupati per la inutile prodigalità del re (sul suo yacht la rubinetteria era in oro) e per la sua incapacità di fronteggiare adeguatamente la sfida del nazionalismo panarabo e repubblicano propugnata dal presidente egiziano Gamāl ʿAbd al-Nāṣer. La corruzione e le mene politiche erano fatte oggetto di regolari attacchi da parte della propaganda di Radio Cairo.

I fratelli Saʿūd e Fayṣal continuarono il loro duro ma non appariscente confronto politico fino al 1962, allorché Fayṣal formò un governo in assenza del re, che si trovava all'estero per cure mediche. Fayṣal inserì nel governo i suoi fratellastri Fahd e Sulṭān, entrambi suoi stretti alleati. Il nuovo governo di Fayṣal escludeva del tutto i figli di re Saʿūd. Fayṣal s'impegnò ad adottare 10 punti programmatici, che includevano tra gli altri, una bozza di una Legge Costituzionale, l'abolizione della schiavitù e l'istituzione di una Corte Giudiziaria. Al suo rientro in patria, Saʿūd respinse quanto fatto da Fayṣal e minacciò di mobilitare la Guardia Reale contro suo fratello. Fayṣal ordinò a sua volta la mobilitazione della Guardia Nazionale contro il re. Con l'arbitrato degli ulema, e con la pressione effettuata dai membri anziani della famiglia reale, Saʿūd cedette e si rassegnò all'abdicazione impostagli il 28 marzo 1964.

Esilio[modifica | modifica wikitesto]

Saʿūd fu costretto all'esilio e si trasferì a Ginevra (Svizzera), e poi in altre città europee. Nel 1966 Saʿūd fu invitato in Egitto dal presidente Gamāl ʿAbd al-Nāṣer. Dopo la sua abdicazione le numerose istituzioni dedicategli hanno visto il loro nome modificato e il suo regno non viene preso in considerazione nei locali libri di storia. Del pari, i suoi figli sono stati messi al margine della vita politica, malgrado due di essi siano stati nominati governatori di province di minore importanza, durante il periodo di regno di re Fahd.

Ritiratosi infine ad Atene (Grecia), qui egli morì il 23 febbraio 1969.

Onorificenze[1][modifica | modifica wikitesto]

Gran Cordone dell'Ordine Supremo del Rinascimento (Giordania) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine Supremo del Rinascimento (Giordania)
Gran Cordone dell'Ordine Nazionale del Cedro (Libano) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine Nazionale del Cedro (Libano)
Membro di I classe dell'Ordine del Sole supremo (Regno dell'Afghanistan) - nastrino per uniforme ordinaria Membro di I classe dell'Ordine del Sole supremo (Regno dell'Afghanistan)
Gran Cordone dell'Ordine di Sayyid Muhammad ibn Ali al-Senussi (Regno di Libia) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine di Sayyid Muhammad ibn Ali al-Senussi (Regno di Libia)
Membro di I classe dell'Ordine degli Omayyadi (Siria) - nastrino per uniforme ordinaria Membro di I classe dell'Ordine degli Omayyadi (Siria)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Imperiale del Giogo e delle Frecce (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Imperiale del Giogo e delle Frecce (Spagna)
— 1º aprile 1952[2]
Collare dell'Ordine al Merito Civile (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine al Merito Civile (Spagna)
— 15 febbraio 1962[3]
Comandante della Legion of Merit (Stati Uniti) - nastrino per uniforme ordinaria Comandante della Legion of Merit (Stati Uniti)

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Faysal dell'Arabia Saudita Padre:
ʿAbd al-ʿAzīz dell'Arabia Saudita
Nonno paterno:
ʿAbd al-Raḥmān Āl Saʿūd
Bisnonno paterno:
Fayṣal Āl Saʿūd
Trisavolo paterno:
Turkī bin ʿAbd Allāh Āl Saʿūd
Trisavola paterna:
Hia bint Ḥamad Tamīmī
Bisnonna paterna:
Sāra bint Misharī Āl Saʿūd
Trisavolo paterno:
Misharī b. ʿAbd al-Raḥmān b. Saʿūd
Trisavola paterna:
?
Nonna paterna:
Sāra bint Aḥmad al-Sudayrī
Bisnonno paterno:
Aḥmad al-Kabīr al-Sudayrī
Trisavolo paterno:
Muḥammad b. Turkī al-Sudayrī
Trisavola paterna:
?
Bisnonna paterna:
?
Trisavolo paterno:
?
Trisavola paterna:
?
Madre:
Wadhah bint Muhammad bin 'Aqab
Nonno materno:
Muhammad bin 'Aqab
Bisnonno materno:
'Aqab
Trisavolo materno:
?
Trisavola materna:
?
Bisnonna materna:
?
Trisavolo materno:
?
Trisavola materna:
?
Nonna materna:
?
Bisnonno materno:
?
Trisavolo materno:
?
Trisavola materna:
?
Bisnonna materna:
?
Trisavolo materno:
?
Trisavola materna:
?

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Owain Raw Rees, The Awards of King Saud, Jeddah, King Saud website, maggio 1999. URL consultato il 18 luglio 2013.
  2. ^ Bollettino Ufficiale di Stato
  3. ^ Bollettino Ufficiale di Stato

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Re dell'Arabia Saudita Successore
ʿAbd al-ʿAziz 1953 - 1964 Fayṣal
Controllo di autorità VIAF: (EN48071366 · LCCN: (ENn80139623 · ISNI: (EN0000 0001 2101 1428 · GND: (DE101342736X
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