SCART

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SCART

SCART 20050724 002.jpg
Un connettore SCART maschio

Tipo Connettore audio-video analogico
Informazioni storiche
Ideatore CENELEC
Data presentazione 1977
In produzione Dal 1978 fino ad oggi
Predecessore Connettore RCA e Connettore DIN in Europa
Sostituito dal DVI, HDMI e DisplayPort (dal 2015 non più obbligatorio sui televisori)
Dimensione
Larghezza 42,5 mm
Altezza 11,9 mm
Specifiche fisiche
Esterno
Nº pin 20 + schermatura esterna
Trasferimento dati
Segnale audio Stereo bidirezionale
Segnale video Video composito, RGBS, S-Video (bidirezionali). YPbPr (non standard)
Segnale dati AV.link (standard), Domestic Data Bus (non standard)
Piedinatura
SCART Connector Pinout.svg
PIN 1 Uscita audio B, ovvero[1]:

monofonia
stereofonia, canale destro
canale indipendente B

PIN 2 Ingresso audio B, ovvero[1]:

monofonia
stereofonia, canale destro
canale indipendente B

PIN 3 Uscita audio A, ovvero[1]:

monofonia[2]
stereofonia, canale sinistro
canale indipendente A

PIN 4 Massa comune audio
PIN 5 Massa componente blu RGB (pied. 7)
PIN 6 Ingresso audio A, ovvero[1]:

monofonia[2]
stereofonia, canale sinistro
canale indipendente A

PIN 7 ingresso o uscita componente blu RGB o
crominanza S-Video[3][4]o
Pb Componente[5]
PIN 8 Ingresso o uscita selezione di funzione e Rapporto d'aspetto[6] [0-2V → spento, 4,5-7V → 16:9, 9,5-12V → acceso o 4:3]
PIN 9 Massa componente verde RGB (pied. 11)
PIN 10 Control bus (norma AV.link) bidirezionale opzionale
(già linea interconnessione dati 2)[7]
PIN 11 ingresso o uscita componente verde RGB o
luminanza Componente[5]
PIN 12 Riservato (linea interconnessione dati 1)[7]
PIN 13 Massa componente rosso RGB (pied. 15)
PIN 14 Massa segnale di cancellazione
PIN 15 ingresso o uscita componente rosso RGB o
crominanza S-Video[4]o
Pr Componente[5]
PIN 16 Segnale di cancellazione
Commutazione tensione RGB [0-0,4V → composito, 1-3V → RGB]
PIN 17 Massa uscita video (pied. 19)
PIN 18 Massa ingresso video (pied. 20)
PIN 19 Uscita video
(composito o luminanza S-Video)
PIN 20 Ingresso video
(composito o luminanza S-Video)
PIN 21 Massa comune e piedini 8, 10 e 12

La SCART (dall'acronimo per Syndicat des Constructeurs d'Appareils Radiorécepteurs et Téléviseurs, ovvero "Organizzazione dei Costruttori di Apparecchi Radioriceventi e Televisori")[8], nota anche come "presa di peritelevisione", è uno standard europeo (norma EN 50049-1, ultima revisione nel 2001[9]) di origine francese per il collegamento di apparecchiature audio/video che utilizza un connettore elettrico a 21 contatti. In Francia è nota anche con il nome di Péritélévision (brevemente Péritel), in Asia come EuroSCART o Euroconnector e negli Stati Uniti con il nome di EIA Multiport.

Progettata per trasportare contenuti in video analogico a definizione standard, potendo al massimo gestire segnale RGB in componenti separate, con l'introduzione degli standard digitali di connessione come DVI (1999) HDMI (2002) e DisplayPort (2008), la SCART è diventata obsoleta[10].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prima dell'introduzione di questo standard, introdotto dal Comitato europeo di normazione elettrotecnica nel 1977 ma entrato in uso negli anni successivi, gli apparecchi televisivi e i videoregistratori adottavano numerosi sistemi per permettere il collegamento. Oltre alla classica connessione al modulatore RF d'antenna si usavano connettori secondo le norme DIN negli apparecchi di costruzione europea o connettori RCA negli apparecchi d'oltreoceano e per il segnale video si impiegavano anche i connettori BNC. Per portare il video da televisore a videoregistratore e viceversa si poteva dover utilizzare fino a sei cavi distinti. Inoltre, c'erano differenze fra i livelli dei segnali video tali per cui talvolta non era possibile ottenere un collegamento di qualità accettabile. La norma SCART portò ad un solo connettore per tutti i segnali necessari ed una standardizzazione dei livelli degli stessi.

Alla fine degli anni ottanta lo standard venne esteso per permettere di veicolare anche i segnali S-Video, ovvero segnali con luminanza e crominanza separati, ottenendo maggiore versatilità, pur non essendo la qualità al livello del video a componenti primarie, per cui la SCART era stata concepita. Non essendo previsto nessun segnale che indichi l'utilizzo di tale modalità occorre in genere configurare gli apparecchi per utilizzarla.

In Europa la connessione SCART, anche nota come EURO-AV, era il metodo più comune per collegare apparecchiature audio/video come decoder, videoregistratori e lettori DVD, mentre era poco diffuso altrove. Il connettore SCART è diventato obsoleto negli anni 2000 a seguito della diffusione di contenuti televisivi o multimediali digitali (per esempio DVD, Blu-ray Disc, ecc.) e con 5.1 o 7.1 canali audio (a fronte dei 2 disponibili tramite SCART). In Italia la presa SCART fu resa obbligatoria su tutti i televisori predisposti o atti a ricevere il Televideo dal 1º settembre 1984 e dal 1º settembre 1985 su tutti i televisori a colori sopra i 20 pollici. Tuttavia, rimaneva la possibilità di commercializzare apparecchi TV senza SCART, purché fosse chiaramente dichiarato[11] [12]. L'obbligo italiano di installare il connettore SCART fu abrogato il 18 agosto 2015[13].

Piedinatura[modifica | modifica wikitesto]

La presa è dotata di 20 piedini (detti anche poli o "pin"), ognuno dei quali veicola un segnale elettrico analogico, che può uscire o entrare nella presa SCART realizzando così globalmente un collegamento parallelo di tipo analogico. Il bordo metallico della presa e del cavo che ad essa si connette funge da ventunesimo contatto, e veicola la massa della schermatura; può essere sostituito da un piedino[14].

Nel riquadro qui a fianco possibile vedere lo schema numerato dei piedini della presa SCART, la disposizione dei piedini sulla spina è ovviamente speculare.

La cornice metallica esterna non è simmetrica e garantisce il corretto orientamento della spina quando la si inserisce.

Il segnale di selezione di funzione (piedino 8), destinato inizialmente alla sola commutazione da segnale interno a segnale esterno ha assunto i seguenti significati[15]:

  • Livello 0. Tensione tra 0 e +2 V (nominale 0 V)[senza fonte]: nessun segnale, viene usato il segnale di diffusione circolare TV ricevuto dal televisore.
  • Livello 1A. Tensione tra +4,5 e +7 V (nominale 6 V)[senza fonte]: viene usato il segnale dall'ingresso SCART, formato widescreen (16:9)
  • Livello 1B. Tensione tra +9,5 e +12 V (nominale 12 V)[senza fonte]: viene usato il segnale dall'ingresso SCART, formato normale (4:3)

Il segnale di cancellazione o blanking (piedino 16) viene utilizzato per commutare dal modo a componenti RGB a quello composito[15]:

  • 0 logico. Tensione tra 0 e +0,4 V: segnale video composito
  • 1 logico. Tensione tra +1 e +3 V (nominale 1 V)[senza fonte], cancellazione attiva: RGB

I segnali a componenti RGB venivano usati molto raramente dai videoregistratori "consumer", mentre gli apparecchi professionali sono sempre stati in grado di accettare i tre segnali separati. Negli apparecchi domestici veniva usato principalmente il segnale video composito (connettore RCA giallo) e, più recentemente, anche l'S-Video (connettore mini-DIN). Ormai è normale trovare sullo stesso apparecchio sia il video composito sia l'S-Video.

Il segnale RGB è perlopiù usato per collegare sorgenti audio/video di alta qualità, come DVD e ricevitori satellitari e garantire la massima definizione di trasferimento possibile, gestendo i segnali separatamente e conseguentemente minimizzando, in pratica, i seppur piccoli problemi di decodifica propri degli altri tipi di trasferimento.

Aspetti positivi[modifica | modifica wikitesto]

Differenze col collegamento al demodulatore radio d'antenna[modifica | modifica wikitesto]

Prima della diffusione del collegamento SCART, il modo comune di collegare apparecchi al televisore era di trasformare i segnali video e audio in un segnale in radiofrequenza nel videoregistratore. Il segnale veniva sommato a quello proveniente dall'antenna su un canale libero da altre trasmissioni e portato al televisore tramite uno spezzone di cavo coassiale sulla normale presa di antenna. Il televisore quindi effettuava la trasformazione inversa, vedendo il nuovo canale in aggiunta agli altri provenienti dall'antenna.

Il collegamento SCART apportò numerosi vantaggi; il primo fu di evitare la doppia conversione del segnale video, che ne degradava inevitabilmente la qualità. Inoltre, visto il numero non illimitato di canali radio disponibili e l'affollamento delle bande televisive analogiche, il collegamento diretto tramite il cavo SCART permetteva di poter collegare facilmente un maggior numero di sorgenti di segnale senza problemi di interferenze.

Il collegamento di un apparecchio con il televisore tramite il cavo SCART risultò anche più semplice, in quanto non necessita di alcuna operazione di sintonizzazione del televisore. I moderni televisori dispongono sempre di almeno una coppia di tali ingressi, ma apparecchi con 4 o 5 ingressi audio-video non sono rari. Inoltre, sfruttando il segnale di selezione di funzione (piedino 8), il televisore passa automaticamente sull'appropriato ingresso AV quando l'apparecchio ad esso collegato viene acceso.

Gli standard video[modifica | modifica wikitesto]

Adattatore SCART Input/Output per connettori RCA (audio-stereo e video composito) ed S-Video (mini-DIN a 4 pin)

Un considerevole vantaggio della connessione SCART è che essa gestisce tre standard: Video composito, S-Video ed RGB (con segnale di sincronia sul video composito), per cui è possibile costruire adattatori SCART–RGB, SCART–Composito e SCART–S-Video semplicemente collegando spinotti RCA agli opportuni piedini. Oltre a questo, la SCART veicola anche i segnali audio. Va però notato che non tutti gli apparecchi dotati di presa SCART hanno tutti i piedini "attivi" (ad esempio, un apparecchio può anche non essere in grado di emettere segnali RGB). Inoltre, al fine di realizzare un prodotto più economico, il cavo stesso può non avere i conduttori sufficienti per i tre standard supportati, quindi potrebbe essere adatto solo per uno di essi. Lo standard video composito è quello più diffuso, sia negli apparecchi che nei cavi di collegamento, gli standard RGB e S-Video in genere sono inclusi negli apparecchi e cavi di fascia economica medio-alta.

Limitazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Il connettore SCART non è in grado di trasmettere i segnali audio e video in forma digitale.
  • L'audio è limitato alla stereofonia, non sono supportati i sistemi surround a più canali.
  • Non essendo previsto nessun sistema di bloccaggio del connettore è piuttosto frequente il suo parziale sfilamento che può causare malfunzionamenti.
  • Nei cavi economici i vari segnali vengono convogliati in un unico cavo multipolare schermato anziché in una serie di cavi singoli. Questo porta a interferenza fra i vari segnali e quindi ad una minore qualità del segnale.

Immagini disturbate[modifica | modifica wikitesto]

Confronto tra un cavo SCART a schermatura globale (sotto) e uno a schermatura per filo singolo (sopra)

La mancanza nei cavi economici delle schermature sui singoli fili, ma solo una schermatura globale, fa sì che si producano interferenze nei segnali sotto forma di diafonia, il che si può tradurre, ad esempio, nella comparsa di "immagini ombra" su un televisore connesso tramite SCART a un dispositivo; questo perché i due cavi dell'ingresso e dell'uscita video corrono vicini, e quindi il segnale video emesso dalla TV (che può essere diverso da quanto mostrato sullo schermo) si mescola, per induzione elettromagnetica, con quello ricevuto dal dispositivo, apparendo come un'immagine appena percettibile che si muove sullo sfondo dell'immagine principale. Infatti, l'immagine visibile sullo schermo sarà quella ricevuta dal dispositivo, ma il segnale in uscita dalla SCART sarà relativo all'immagine ricevuta dal sintonizzatore TV; anche se le due immagini sono uguali, quella "interferente" appare comunque come un'ombra sullo sfondo, specie nelle scene buie. Esistono 3 soluzioni per questo problema:

  • utilizzare un cavo a schermature singole (molto più grosso di uno a schermatura globale)
  • scollegare temporaneamente il cavo di antenna (l'"immagine ombra" sarà così formata dal classico "rumore bianco": meno fastidioso, ma con l'effetto di rendere più "granulosa" l'immagine)
  • scollegare il piedino 19 della spina SCART lato televisore (cosicché il segnale video in uscita non possa percorrere il cavo)

Il ronzio audio è causato da un loop di massa e da un accoppiamento del rumore dell'alimentatore del decoder TV e non è possibile eliminarlo in quanto il sistema SCART non prevede, né tantomeno obbliga, trasformatori di isolamento ed il segnale audio non è bilanciato.

Costruzione dei cavi[modifica | modifica wikitesto]

I cavi che portano segnali video, ovvero quelli collegati alle coppie di piedini (19, 17), (20, 18), (15, 13), (11, 9), (7, 5), (16, 14), secondo la norma devono essere realizzati in coassiale da 75 Ω, mentre i cavi dei segnali audio (piedini 3, 1, 6, 2, 4) e dati digitali (piedini 10, 12, 21) devono essere del tipo schermato per audiofrequenze. La connessione del piedino 8 è assicurata con un filo in semplice isolamento[16]. Da ciò consegue che i cavi a schermatura globale non rispondono alla norma.

Schema di collegamento per cavi SCART con le estremità dello stesso genere, secondo lo standard obsoleto che prevede una massa comune per i segnali video in entrata e uscita. Lo standard presente prevede che siano invertiti anche i contatti 17 e 18.

Per collegare l'uscita di un apparecchio all'ingresso di un altro (per esempio un decoder a un televisore) ed evitare di collegare insieme due uscite o due ingressi, poiché alcuni piedini sono esclusivamente d'uscita o d'ingresso, la norma prevede che le connessioni direzionali nei cavi siano incrociate tra loro. Nella fattispecie, si scambiano gli ingressi audio sinistro e destro con le rispettive uscite e gli ingressi video con le rispettive uscite, coinvolgendo stavolta anche le loro masse. È «essenziale» che questi incroci avvengano un numero dispari di volte e perciò è stato previsto che i cordoni ai cui estremi sono connettori maschio-maschio o femmina-femmina abbiano le suddette connessioni incrociate, mentre i cavi dagli estremi di generi diversi (ovvero le prolunghe) non le abbiano[17].

Sono stati individuati cinque tipi di cavo, che possono essere marchiati sui connettori o vicino ad essi coi colori proposti[18]:

  • Tipo U (universale), con tutte le connessioni previste dallo standard. Marcatura nera;
  • Tipo V (solo video): sono connessi solo i contatti 8, 19, 17, 20, 18, 15, 13, 11, 9, 7, 5, 16, 14, 10, 12, 21. Marcatura bianca;
  • Tipo C (audio e video composito, ma non i segnali primari RGB): sono connessi solo i contatti 3, 1, 6, 2, 4, 8, 10, 21, 12, 17, 19, 18, 20. Marcatura grigia;
  • Tipo A (solo audio): sono connessi solo i contatti che non hanno a che fare coi segnali video, ovvero i piedini 3, 1, 6, 2, 4, 8, 10, 12, 21. Marcatura gialla;
  • Tipo B (solo dati): Sono connessi solo ed esclusivamente i contatti 10, 12, 21. Marcatura verde.

Collegamenti secondo la prima norma[modifica | modifica wikitesto]

Prima che intervenissero gli aggiornamenti allo standard, il connettore SCART reso obbligatorio nel 1984 era così fatto[19]:

№ del contatto Designazione del segnale
1 Uscita audio stereofonico, canale destro
2 Entrata audio stereofonico, canale destro
3 Uscita audio stereofonico, canale sinistro, o unico monofonico
4 Massa comune audio
5 Massa segnale primario blu
6 Entrata audio stereofonico, canale sinistro, o unico monofonico
7 Segnale primario blu
8 Selezione di funzione
9 Massa segnale primario verde
10 Linea interconnessione dati 2
11 Segnale primario verde
12 Linea interconnessione dati 1
13 Massa segnale primario rosso
14 Massa comune linee interconnessione dati
15 Segnale primario rosso
16 Cancellazione
17 Massa video composito
18 Massa segnale di cancellazione
19 Uscita video composito
20 Entrata video composito
21 Massa comune

Erano previsti tutti i cavi sopra riportati, meno il tipo B per i dati.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d L'esistenza di diversi modi di funzionamento dei circuiti audio (mono, stereo, canali indipendenti) richiederà communtazioni appropriate nell'apparecchio che produce i segnali
  2. ^ a b Contatto più comune per segnale monoaurale[senza fonte].
  3. ^ Opzionale, usato solo in caso di calate provenienti dalla TV in un collegamento a catena. Raramente supportato.
  4. ^ a b Solo per il sistema PAL.
  5. ^ a b c Estensione non standard.
  6. ^ da decoder a videoregistratore quando si utilizza per la registrazione diretta.
  7. ^ a b Protocolli non accolti nella norma come il Domestic Data Bus.
  8. ^ scart, su treccani.it. URL consultato il 18 maggio 2018.
  9. ^ (EN) Domestic and similar electronic equipment interconnection requirements: Peritelevision connector., su EN European Standards, 17 luglio 2001. URL consultato il 28 gennaio 2022.
  10. ^ Paolo Centofanti, Diciamo addio alla SCART, su dday.it, 12 settembre 2009. URL consultato il 18 maggio 2018.
  11. ^ Decreto ministeriale 3 agosto 1984 Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni, Decreto 26 marzo 1992: Revisione del decreto ministeriale 6 febbraio 1978 concernente le norme per l'immissione al consumo nel territorio nazionale di ricevitori per televisione, su gazzettaufficiale.it.
  12. ^ PERITELEVISIONE OVVERO LA PRESA PER VEDERE DI PIU' - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 2 settembre 2021.
  13. ^ Legge 29 luglio 2015, n. 115, articolo 1, in materia di "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2014"
  14. ^ Norma EN 50049-1, § 4.2.2.1.
  15. ^ a b Norma EN 50049-1, table 1.
  16. ^ Norma EN 50049-1, § 5.7.
  17. ^ Norma EN 50049-1, §§ 5.1-5.6.
  18. ^ Norma EN 50049-1, § 5.8.
  19. ^ Decreto ministeriale 3 agosto 1984, Allegato B.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]