Ry Cooder

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Ry Cooder
Fotografia di Ry Cooder
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Blues
Folk
Country
Rock
Jazz
Musica Tex-Mex
Periodo di attività 1965 – in attività
Album pubblicati 29

Ryland Peter Cooder, più noto come Ry Cooder, (Santa Monica, 15 marzo 1947), è un chitarrista, cantante e compositore statunitense.

Cooder è noto per una serie di album in cui ha esplorato vari generi della musica americana (e non solo) "delle radici" (roots music), soprattutto attraverso la sua strabiliante tecnica con la chitarra slide. È al trentunesimo posto della lista dei migliori cento chitarristi, stilata dalla rivista Rolling Stone.[1] Utilizza molteplici strumenti a corda, tra i quali anche mandolini, bouzouki, chitarre Weissenborn ed altri: inconfondibile l'uso che fa del Bottleneck con la chitarra acustica, di cui possiede diversi modelli Gibson, Martin, Bourgeois, Favino ed altre, mentre per quanto riguarda la chitarra elettrica predilige due vecchie Fender Stratocaster del '60 e del '67 ampiamente modificate, una Telecaster anch'essa modificata, delle Guyatone, diverse semiacustiche, nonché delle Lap steel ed ancora altre particolari chitarre di marche meno conosciute. Spesso si è dilettato a ricavare suoni originali da modelli di chitarre economici e semisconosciuti.

La sua tecnica chitarristica è improntata all'uso di varie accordature aperte e di un tocco sempre raffinato, discreto, ricco di gusto e mai invadente o autoindulgente.

È autore, tra le altre, della colonna sonora del film Paris, Texas di Wim Wenders. È stato, inoltre, il principale iniziatore di quella celebre esperienza musicale che è stata, a partire dal 1996, il Buena Vista Social Club.

Nel 2011 Cooder ha pubblicato per la storica casa editrice americana City Lights la raccolta di racconti Los Angeles Stories, la sua prima opera di narrativa pubblicata in Italia a settembre 2012 da Elliot Edizioni.

Gli esordi[modifica | modifica sorgente]

Inizia a studiare chitarra in tenera età (a soli tre anni), rimanendo comunque autodidatta, anche se a lungo a stretto contatto con lo spagnolo Vincent Gómez: sarà quest'ultimo a trasportarlo definitivamente nel mondo della musica. Incomincia però a studiare e ad addentrarsi anche in altri generi musicali come il folk, il country ma soprattutto il blues, frequentando l'Ash grove di Los Angeles, dove incontra Gary Davies, il quale gli insegna i rudimenti della chitarra bottleneck e a lo avvicina al banjo.

Con gli Stones[modifica | modifica sorgente]

Nel 1965, Cooder conosce Taj Mahal: nascono i Rising sons ma l'esperienza dura ben poco. Partecipa nel 1967 alle session dell'album Safe as Milk di Captain Beefheart. Da questa esperienza si dipanano numerosissime collaborazioni: Cooder suona il mandolino in Let It Bleed, nella versione che i Rolling Stones fanno di Love in Vain di Robert Johnson (collaborerà ancora con gli Stones - stavolta con la chitarra slide - per il pezzo Sister morphine, da Sticky Fingers). Nel 1972, viene pubblicato un disco (Jamming with Edward) che raccoglie materiale inciso durante alcune jam session tra Cooder, Mick Jagger, Charlie Watts, Bill Wyman, e il pianista Nicky Hopkins (l'Edward del titolo, a lungo ritenuto una sorta di sesta "pietra" degli Stones). La session lascia però qualche strascico di polemica: Cooder accusa Richards di plagio, ma la questione non viene mai chiarita a fondo, anche per la reticenza di Cooder. Già nel 1970, Cooder suona la slide in Memo from Turner, primo singolo di Jagger preparato per il film Performance (diretto da Donald Cammell e Nicholas Roeg nel 1968 ma uscito nelle sale solo due anni dopo).

L'album raccolta Metamorphosis degli Stones, pubblicato nel 1975, vede la partecipazione (non accreditata) di Cooder alla canzone Downtown Suzie di Wyman, che è anche la prima canzone del gruppo suonata in accordatura aperta di sol. Altra collaborazione (stavolta accreditata) di Cooder è quella per l'album Into the music di Van Morrison (1979): suona la slide nella canzone Full force gale.

La carriera solista[modifica | modifica sorgente]

Nell'arco degli anni settanta, Cooder pubblica una serie di album solisti per la Warner. Se si eccettua l'album Jazz, nessuno di questi album ricade interamente in un singolo genere ma è forse possibile attribuire a ciascun album una certa propensione che fa da cornice alla ricerca musicologica di Cooder. Così, l'omonimo album di debutto è incentrato sul blues; Into the purple valley, Boomer's story e Paradise and lunch sul folk e sul blues; Chicken skin music e il live Showtime su un unico melange di Tex-Mex e musica hawaiana; Jazz sul jazz degli anni venti; Bop till you drop sul rhythm and blues degli anni cinquanta, mentre Borderline e Get rhythm rappresentano una eclettica esplorazione del rock con la chitarra slide che la fa comunque da padrona. Alla luce di ciò, Cooder può essere paragonato ad un musicologo che esplori generi musicali del passato ormai dimenticati, rielaborandoli con una forte sensibilità personale che lo iscrive in una linea di continuità e insieme di rinnovamento. Bop Till You Drop (1979) è, inoltre, il primo album di musica popolare ad essere registrato in formato digitale e procurò all'autore il suo maggiore hit, una versione R&B di Little Sister di Elvis Presley.

Le colonne sonore[modifica | modifica sorgente]

Cooder ha lavorato come session man e composto numerose colonne sonore, di cui forse la più conosciuta è quella del film Paris, Texas di Wim Wenders (1984). Cooder ha basato questo suo lavoro e l'accattivante title track sul pezzo Dark Was the Night (Cold Was the Ground) di Blind Willie Johnson, pezzo che egli descrive come il più pieno d'anima, il più trascendente della musica americana. Altre sue composizioni per colonna sonora sono i film di Walter Hill I cavalieri dalle lunghe ombre (The Long Riders) del 1980, I guerrieri della palude silenziosa (Southern Comfort) del 1981, Chi più spende... più guadagna (Brewster's Millions) del 1985 e Ancora vivo (Last Man Standing) (1996), e il film di Mike Nichols I colori della vittoria (Primary Colors) del 1998. Ma uno dei momenti più importanti del rapporto tra Cooder e la musica per film è stato l'utilizzo della sua slide guitar per il film di Walter Hill Mississippi Adventure (1986), dedicato alla leggenda del blues Robert Johnson.

Musica del mondo[modifica | modifica sorgente]

A Cooder, benché il suo genere principale sia il folk americano, è stata sempre riconosciuta l'incredibile capacità di passare con estrema facilità da un genere all'altro della musica cui si dedica: tra questi la musica hawaiana, la musica dei nativi americani, il jazz (soprattutto quello della prima metà del XX secolo), il blues, il canto gutturale Xöömej di Tuva[2], il calypso.

Recentemente, Cooder ha giocato un ruolo importante nella crescente attenzione del mondo della musica nei confronti della tradizione cubana. In particolare, egli ha collaborato come musicista e produttore di Buena Vista Social Club (1997), disco che è risultato un successo internazionale. Wim Wenders ha, più in là, diretto un documentario sulle figure dei musicisti coinvolti e sulla musica a Cuba (Buena Vista Social Club del 1999), nominato ad un Academy Award nel 2000.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Solista[modifica | modifica sorgente]

Album in studio[modifica | modifica sorgente]

Album dal vivo[modifica | modifica sorgente]

Raccolte[modifica | modifica sorgente]

Album in collaborazione[modifica | modifica sorgente]

Colonne sonore[modifica | modifica sorgente]

Collaborazioni[modifica | modifica sorgente]

Cover in italiano[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ I 100 migliori chitarristi della storia secondo Rolling Stone (pubblicata nel 2003.
  2. ^ Cooder ha lavorato con i throat singers di Tuva per il film Geronimo (1993).

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 66631338 LCCN: n82012126