Rudolf Wittkower

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Rudolf Wittkower (Berlino, 22 giugno 1901New York, 11 ottobre 1971) è stato uno storico dell'architettura, storico dell'arte e saggista tedesco.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il padre di Wittkower, Henry Wittkower, era un britannico che viveva in Germania. Rudolf Wittkower studiò un anno architettura a Berlino, poi decise di studiare storia dell'arte a Monaco da Heinrich Wölfflin. Ma il rapporto con Wölfflin non andò bene e Wittkower tornò a Berlino e studiò presso Adolph Goldschmidt. La sua tesi fu su Domenico Morone e sulla pittura veronese del Quattrocento.

A Londra fu impiegato presso il Warburg Institute. Nel 1949 pubblicò Architectural Principles in the Age of Humanism, il suo capolavoro.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Principi architettonici nell'Età dell'Umanesimo (Architectural Principles in the Age of Humanism, 1949), traduzione di Renato Pedio, Collana Biblioteca di storia dell'arte n.2, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1964.
  • Arte e Architettura in Italia, 1600-1750 (Art and Architecture in Italy, 1600-1750, 1958), traduzione di L. Monarca Nardini e Maria Vittoria Malvano, Collana Biblioteca di storia dell'arte n.14, Torino, Einaudi, 1972.
  • (EN) Bernini: The Sculptor of the Roman Baroque, London, Phaidon Press, 1955.
  • Rudolf e Margot Wittkower, Nati sotto Saturno (Born Under Saturn: The Character and Conduct of Artists, 1963), Collana Saggi, Torino, Einaudi, 1967.
  • Allegoria e migrazione dei simboli (Alegory and the Migration of Symbols, 1977), ed. italiana, trad. Marcello Ciccuto, Introduzione di Giovanni Romano, Collana Biblioteca di storia dell'arte.Nuova serie n.8, Torino, Einaudi, 1987.
  • La Scultura raccontata da Rudolf Wittkower dall'antichità al Novecento (Sculpture: Processes and Principles, 1977), traduzione di Renato Pedio, Torino, Einaudi, 1985.
  • Palladio e il Palladianesimo, traduzione di M. Azzi Visentini, Collana Saggi n.669, Torino, Einaudi, 1984.
  • Idea e Immagine. Studi sul Rinascimento italiano, Collana Saggi n.757, Torino, Einaudi, 1992.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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