Rudolf Schindler

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Rudolf Michael Schindler (Vienna, 10 settembre 18871953) è stato un architetto austriaco.

Il padre nato a Praga, era giunto a Vienna da bambino e qui era diventato artigiano nella lavorazione del ferro e del legno.

Lovell Beach House, Los Angeles California

Aveva trascorso un anno lavorando a New York prima di sposare Maria Hertl nel 1880. Tornato a Vienna, il padre divenne imprenditore nell’import-export e la madre, dopo pochi anni di lavoro come stilista nel campo della moda, fu premiata con il Golden Cross of Merit.

Il giovane Schindler mostrava subito grande interesse per il disegno e le tecniche costruttive e a diciannove anni si iscrive presso l’Istituto Tecnico Imperiale per studiare ingegneria, ma prima di completare i cinque anni di corso, decide di iscriversi anche all’Accademia delle Arti di Vienna e frequentare le due scuole contemporaneamente per due anni.

Era ancora studente quando lo spirito che avrebbe profondamente rivoluzionato le arti girava per tutta Europa: in Inghilterra l’Arts and Craft, in Belgio L’Art Nouveau, in Austria la Secessione.

Otto Wagner, maestro di Schindler all’Accademia, stava abbandonando la maniera barocca per iniziare a frequentare un linguaggio di chiara ascendenza strutturalista alla maniera della nascente Scuola di Chicago da cui il giovane Schindler certamente rimase affascinato oltre al fatto che, come concordano alcuni storici fu direttamente influenzato dal concetto di spazio elaborato da Cézanne a dal lavoro dei Cubisti e dei Futuristi.

Nel 1911 Schindler consegue il diploma in ingegneria e durante l’anno successivo all’Accademia, progetta un Crematorio ed una Cappella per una città di quattro milioni di abitanti, scrivendo per l’occasione un manifesto per annunciare che un “problema nuovo” era nato per l’architettura: “quello dello Spazio”. (Foto1) La prima esperienza professionale, dal 1911 al 1914, la svolge presso lo studio di Hans Mayr e Theodor Mayer a Vienna.

Nel 1913, assiste alla conferenza di Adolf Loos di ritorno da New York, insieme a Richard Neutra ed altri giovani architetti austriaci; sia Loos che la pubblicazione dei lavori di F. L. Wright in Europa sulla rivista Wasmuth nel 1911, convincono Schindler sulla necessità di partire per l’America.4 Durante il 1914, prima si diploma all’Accademia e subito dopo, risponde ad un’inserzione sul Giornale dell’Architettura di Vienna per una offerta di lavoro come disegnatore presso lo Studo Ottenheimer, Stern e Reichert di Chicago. A Chicago tra gli altri progetti, realizza con lo studio O.S.R. il Club Buena Shore (terminato nel ’18).

È del 1915 il viaggio verso oriente, da cui trarrà maggiore ispirazione. In Nuovo Messico, Arizona e California per la prima volta Schindler viene a conoscenza della cultura costruttiva dei Pueblo e delle straordinarie caratteristiche paesaggistiche del profondo West. (Foto 2)

Nel frattempo più volte aveva tentato di entrare a lavorare presso lo studio di Frank Lloyd Wright ma senza alcun successo fino a che, alla fine della guerra, nel 1918, si offrì per lavori anche senza compenso e fu accettato. Nel 1918 l’autore inizia dunque a lavorare per Wright, che lo impegna immediatamente nella redazione dei disegni esecutivi e nella direzione lavori per l’Imperial Hotel di Tokio. Durante lo stesso anno Schindler contatta Sullivan per la possibile pubblicazione del suo ‘Kindergarten Chats’ in Europa, un progetto che non verrà realizzato.

Dopo Chicago si trasferisce a Los Angeles nel 1919 per dirigere i lavori della Hollyhock House.5 Nello stesso anno conosce e sposa Pauline Gibling, che aveva studiato allo Smith College ed insegnava musica alla Jane Addams’ Hull House di Chicago, un’istituzione progressista che accoglieva studenti a prezzi ridotti. Indipendentemente dal suo lavoro con Wright, Schindler progetta nel 1918 una ‘Log Cabin’ e nel 1920 partecipa al concorso della Bergen Free Library (New Jersey), entrambi non realizzati.

Poiché Wright era sempre in Giappone all'epoca, Schindler aveva piena autonomia nell'elaborazione dei progetti del maestro. A Los Angeles fu responsabile dell'edificazione di due case sulla medesima proprietà, la Director's House costruita nel 1920 e la Residence 'B', disegnata per Aline Barnsdall conosciute con il nome di Oleander. Solo 1921 Schindler decise di dedicarsi al suo primo incarico autonomo, la casa di Kings Road a West Hollywood. Questa residenza, destinata a contenere gli spazi per le due coppie di artisti, gli Schindler e i Chase e l'appartamento dell'ospite con il garage, grazie alla radicale modernità del progetto, del metodo costruttivo e dell'insolita pianta, venne in seguito considerato una delle prime case moderne della California e costituì la base della sua fiorente attività professionale protrattasi per oltre 30 anni.

Il figlio di Rudolf e Pauline, Mark, nasce nel 1922. Schindler continua a lavorare per Wright fino al 1923 curando lo studio del maestro a Los Angeles durante la sua prolungata assenza per la costruzione dell’Imperial Hotel. Tra gli incarichi professionali più importanti che gradualmente impegnano Schindler da questo momento in poi, troviamo quello per la realizzazione del Pueblo Ribera Court a La Jolla del 1923, l’altro progetto che insieme alla Kings Road House sarà oggetto dell’analisi documentaria e architettonica del saggio.

Nel 1924 si trasferisce a New York dove realizza alcuni interni per Elena Rubistein.

Nel 1925 progetta e realizza la How House anch’essa di legno rosso di sequoia e cemento a faccia vista (Foto 4) e nel ’26 termina la costruzione della celebre Lovell House sulla spiaggia di New Port. Nello stesso anno Richard Neutra aveva raggiunto Schindler presso la Kings Road House dove per un breve periodo i due avevano collaborato alla stesura di progetti per concorsi internazionali senza peraltro ottenere alcun riconoscimento ufficiale. I due architetti si separarono in concomitanza dell’incarico ricevuto da Neutra per la costruzione della seconda casa per Philip Lovell: la Casa della Salute.

Nel 1927 Schindler progetta la “Casa Traslucida” per Aline Barnsdall, mai realizzata e la sua seconda opera più nota, la Wolfe House sull’Isola di Catalina, prospiciente Los Angeles.

Schindler house in West Hollywood, California


È del 1930 la costruzione della casa Elliot, la sua prima casa realizzata con la tecnologia tradizionale in legno e stucco.

Nonostante la sua opera venne esposta in alcuni importanti musei di Los Angeles (Berkeley Art Museum, California Art Club, etc.), grazie anche all’opera di divulgazione condotta dalla moglie Pauline, l’autore, come detto, nel 1932 venne escluso dalla famosa mostra organizzata al MoMA di New York. Anche la corrispondenza tra Schindler e Johnson rivela l’insanabile distanza tra l’autore ed il nuovo Stile Internazionale.

Nel 1934 Schindler pubblica l’articolo “Space Architecture” sulla rivista Dune Forum dove esprime le sue idee sull’architettura moderna. In questo periodo realizza una serie di case dalla tecnologia tradizionale ma con una complessa articolazione interna e sezioni che saranno caratteristiche della sua Architettura spaziale.

Casa Schindler in California

Tra queste la Oliver House (1933-34), la Buck House del 1934, la Van Patten House (1934-35) la Duplex Residence per J. De Geyser (1935), la R. G. Walzer House (1935-36), la Victoria McAlmon House (1935-36), la G. C. Wilson House (1935-39) oltre alla Fitzpatrick House (1936), la Rodakiewicz House (1937) ed i Bubeshko appartmets (1938-41). L’intera opera dell’autore venne esposta anche a Parigi nella mostra “Art and Technique in Modern Life” nel 1937 per l’American Institute of Architects. È nel 1938 che Pauline e Mark Schindler si trasferiscono nell’appartamento dei Chase nella stessa Kings Road House; da quel momento la relazione tra i due coniugi sarà inesistente.

Nel 1944 l’autore termina la realizzazione dell’unico edificio pubblico da lui progettato e costruito: la Chiesa Battista di Betlemme a Los Angeles.

Tra il 1945 ed il 1952 si dedica principalmente alla redazione di importanti saggi sulla “costruzione spaziale” pubblicando “Reference Frames in Space” nel 1946 su Architect and Engineer, e “Schindler Frame” su Architectural Record del 1947. È del 1952 il saggio “Visual Techniques” che non riuscì a pubblicare in vita e nel quale analizza le caratteristiche dell’architettura spaziale come il colore, la plasticità, la luminosità e la trasparenza.

I progetti che porta a compimento in questo periodo sono la Kallis House (1946), la Armon House (1946-49), la Lechner House (1946-48), oltre alla Jason House (1948-49), la Tischler House (1949-50) e la Skolnik House (1950-52). Schindler muore di cancro il 22 agosto 1953 a Los Angeles.

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  • Photos of "Schindler House" - West Hollywood, CA [1]

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