Royal Aircraft Factory R.E.7

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Royal Aircraft Factory R.E.7
RAF R.E.7.jpg
Un R.E.7 equipaggiato con motore RAF 4a
Descrizione
Tipo aereo da ricognizione
bombardiere leggero
Equipaggio 2
Progettista Regno Unito Royal Aircraft Factory
Costruttore Regno Unito Austin
Regno Unito Coventry Ordnance Works
Regno Unito Napier & Son
Regno Unito Siddeley-Deasy
Data primo volo 1915
Data entrata in servizio 1915
Utilizzatore principale Regno Unito Royal Flying Corps
Esemplari 230
Sviluppato dal Royal Aircraft Factory R.E.5
Dimensioni e pesi
Lunghezza 9,72 m (31 ft 10½ in)
Apertura alare 17,37 m (57 ft 0 in)
Freccia alare 3,84 m (12 ft 7 in)
Superficie alare 50,91 (598 ft²)
Peso a vuoto 1 036 kg (2 285 lb)
Peso carico 1 565 kg (3 450 lb)
Propulsione
Motore un RAF 4a
Potenza 150 hp (112 kW)
Prestazioni
Velocità max 135 km/h (84 mph)
Autonomia 6 h
Tangenza 1 981 m (6 500 ft)
Armamento
Bombe una da 336 lb (152 kg) o bombette fino a 324 lb (147 kg)

i dati sono estratti da The Illustrated Encyclopedia of Aircraft (Part Work 1982-1985)[1] tranne dove indicato

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Il Royal Aircraft Factory R.E.7 fu un aereo da ricognizione e bombardiere leggero monomotore biplano progettato dall'istituto di ricerca britannico Royal Aircraft Factory e prodotto su licenza da Austin Motor Company, Coventry Ordnance Works, Napier & Son e Siddeley-Deasy Motor Company negli anni dieci del XX secolo.

Destinato ai reparti del Royal Flying Corps, l'allora componente aerea del British Army (l'esercito del Regno Unito), venne impiegato nelle missioni di ricognizione aerea e bombardamento durante le prime fasi della Prima guerra mondiale.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Durante il periodo iniziale della prima guerra mondiale l'arma aerea era costituita essenzialmente da velivoli disarmati impiegati nelle missioni di ricognizione sul territorio nemico e come supporto all'artiglieria comunicando i risultati e le eventuali correzioni di tiro.[2]

A tale scopo i britannici, con il Royal Flying Corps (RFC), erano equipaggiati con modelli biposto che progressivamente iniziarono a trasportare, limitatamente alle capacità tecniche dei mezzi, piccole bombe da caduta e spezzoni da rilasciare sopra le truppe avversarie. A tale scopo la Royal Aircraft Factory aveva progettato il Royal Aircraft Factory R.E.5, il primo modello di questo tipo ad entrare in produzione in serie uscito dal suo ufficio tecnico, ma la rapida evoluzione delle tecnologie applicate all'aviazione e gli sviluppi nell'applicazione dei velivoli sui campi di battaglia richiesero ben presto aerei che avessero prestazioni sempre più elevate. In quest'ottica il gruppo di progettazione della Royal Aircraft Factory iniziò i lavori di sviluppo di un nuovo modello basato sull'R.E.5 ma, pur rimanendo adatto all'impiego come ricognitore e velivolo di scorta, in grado di trasportare carichi più pesanti, l'R.E.7.

Il nuovo modello, pur riproponendo l'impostazione tipica dei pari ruolo del periodo, ovvero un velivolo realizzato con struttura lignea ricoperto di tela trattata caratterizzato dalla fusoliera biposto ad abitacoli aperti, separati e posti in tandem, carrello d'atterraggio fisso con dispositivo anticappottamento e velatura biplana, venne inizialmente identificato come R.E.5a e si discostava dal precedente per una maggiore superficie alare utilizzando una configurazione sesquiplana, dove il piano alare superiore presentava un'apertura alare maggiore di quello inferiore. La propulsione era affidata ad un motore Beardmore da 120 hp (89 kW), un Austro-Daimler costruito su licenza, montato sul naso accoppiato ad un'elica quadripala in legno.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Regno Unito Regno Unito

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Orbis 1985, p. 2820.
  2. ^ Grant 2003, pp. 72-73.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) The Illustrated Encyclopedia of Aircraft (Part Work 1982-1985), Orbis Publishing, 1985.
  • (EN) E.F. Cheesman (ed.), Reconnaissance & Bomber Aircraft of the 1914-1918 War, Letchworth, UK, Harleyford, 1962, ISBN non esistente.
  • R.G. Grant, (ed. italiana a cura di R. Niccoli), Il volo – 100 anni di aviazione, Novara, DeAgostini, 2003, pp. 72-73, ISBN 88-418-0951-5.
  • (EN) Paul R. Hare, Aircraft of the Royal Aircraft Factory, Ramsbury, The Crowood Press, 1999, ISBN 1-86126-209-4.
  • (EN) Paul R. Hare, The Royal Aircraft Factory, London, Putnam, 1990, ISBN 0-85177-843-7.
  • (EN) Francis K. Mason, The British Bomber since 1914, London, Putnam Aeronautical Books, 1994, ISBN 0-85177-861-5.
  • (EN) Kenneth Munson, Bombers, Patrol and Reconnaissance Aircraft 1914-1919, London, Blandford, 1968, ISBN 0-7137-0484-5.
  • (EN) John W.R. Taylor, Royal Aircraft Factory R.E.7., in Combat Aircraft of the World from 1909 to the present, New York, G.P. Putnam's Sons, 1969, ISBN 0-425-03633-2.
  • (EN) Michael John H. Taylor, Jane's encyclopedia of aviation, 2nd Edition, London, Studio Editions, 1989, ISBN 0-517-10316-8.

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