Roy Cohn

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Roy Cohn nel 1964

Roy Marcus Cohn (New York, 20 febbraio 1927Bethesda, 2 agosto 1986) è stato un avvocato statunitense.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essersi laureato in leggi a vent'anni alla Columbia University, Cohn viene ammesso all'albo nel 1948 e nel 1949 comincia a lavorare come assistente del procuratore per Irving Saypol. In questo ruolo svolse un ruolo chiave nei processi e condanne di diverse spie sovietiche, tra cui William Remington e, soprattutto, i coniugi Rosenberg. Il suo interrogatorio di David Greenglass nel processo Rosenberg portò alla luce prove che si rivelarono di grande importanza per l'esito del processo, che terminò con la condanna a morte di Julius ed Ethel Rosenberg.[1][2]

Il ruolo svolto da Cohn ventiquattrenne nel processo Rosenberg lo portò all'attenzione del direttore dell'FBI J. Edgar Hoover, che lo raccomandò a Joseph McCarthy. Cohn, fervente anticomunista, si contraddistinse ancora una volta per il ruolo svolto in processi contro presunti comunisti e spie sovietiche, fomentando con McCarthy la cosiddetta paura rossa.[3]

Il suo tentativo di ottenere un rapporto privilegiato per l'amico G. David Schine all'interno dell'esercito, un tentativo caratterizzato da forti pressioni e minacce, ebbe conseguenze impreviste: la caccia alle streghe a comunisti e omosessuali nell'esercito e le minacce di Cohn portarono agli Army–McCarthy hearings, che segnarono l'inizio del declino di McCarthy. Dopo queste udienze Cohn rassegnò le proprie dimissioni e si trasferì a New York, dove aprì un proprio studio legale.

Per oltre trent'anni difese e curò gli interessi legali di un gran numero di clienti di alto profilo, tra cui Donald Trump, Rupert Murdoch, i New York Yankees, l'arcidiocesi di New York e i mafiosi Carmine Galante e John Gotti.[4]

Negli anni 70 e 80 fu accusato tre volte di illeciti professionali per spergiuro e subornazione di testimoni e nel 1986 la corte suprema dello stato di New York lo radiò dall'albo.[1] Malato di AIDS dal 1984, Cohn tenne nascosta la diagnosi per paura che la sua omosessualità venisse rivelata, fu uno dei primi pazienti ad essere curato con l'AZT e dichiarò fino all'ultimo di soffrire di tumore al fegato[5].

Morì di AIDS nell'agosto 1986[6] .

Note[modifica | modifica wikitesto]

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