Rover 75

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Rover 75
Rover 75.jpg
Descrizione generale
Costruttore Regno Unito  Gruppo Rover
Tipo principale Berlina
Altre versioni Station wagon
Produzione dal 1999 al 2005
Sostituisce la Rover 800
Esemplari prodotti 211 175
(più 27 149 MG ZT)[1]
Euro NCAP (2001[2]) 4 stelle
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4747 (berlina) mm
4791 (station wagon) mm
Larghezza 1778 mm
Altezza 1424 mm
Passo 2746 mm
Massa da 1.370 a 1.600 kg
Altro
Assemblaggio Stabilimento di Longbridge e di Cowley
Stile Richard Woolley
Altre antenate Rover 600
Rover 75 rear 20080102.jpg

La Rover 75 è un'autovettura prodotta dal 1999 al 2005, prima dal Gruppo Rover e poi dal Gruppo MG Rover.

Il contesto[modifica | modifica wikitesto]

La 75 venne concepita quando il Gruppo Rover era di proprietà della BMW.

La vettura si collocava tra le BMW Serie 3 e Serie 5, in modo da evitare sovrapposizioni di modelli nel gruppo.

Al momento dell'esordio era disponibile la sola versione berlina a 3 volumi con uno stile esterno ed interno molto British (cromature, legni, pelle).

Profilo[modifica | modifica wikitesto]

Meccanica[modifica | modifica wikitesto]

La configurazione meccanica era classica: motore trasversale, trazione anteriore e sospensioni indipendenti. La gamma di motori prevedeva un 4 cilindri 16 valvole (serie K) di 1796 cm³ da 115 CV, due V6 24 valvole di 2,0 litri da 150 CV o 2,5 litri 177 CV e un turbodiesel 2 litri a iniezione diretta da 116 CV di produzione BMW.

Tre gli allestimenti disponibili: Classic, Club e Connaisseur.

75 Tourer[modifica | modifica wikitesto]

Rover 75 Tourer, la versione station wagon

Nel 2000 ne venne presentata la versione Station wagon denominata Tourer, leggermente più lunga della berlina (+45 mm), caratterizzata dalla particolarità di poter accedere al vano bagagli anche attraverso il lunotto, apribile separatamente dal portellone. La capacità di carico raggiungeva i 1.222 dm³ con i sedili posteriori ribassati.

MG ZT[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2002 vennero presentate le versioni marchiate MG, con estetica molto elaborata (cerchi, spoiler, prese d'aria, sedili sportivi) e motore V6 2,5 litri potenziato a 193 CV o 2,o litri turbodiesel portato a 136 CV. Le Rover 75 rimarchiate MG, disponibili sia in versione berlina che station wagon, prendevano il nome di MG ZT.

Restyling 2004[modifica | modifica wikitesto]

Una Rover 75 post-facelift

Nel 2004 subì un leggero restyling (fari, paraurti, dettagli di finitura interna) e la gamma dei motori a benzina cambiò: il 1800 Serie K venne dotato di turbocompressore con una potenza di 150 CV, mentre il V6 2 litri venne tolto dal listino.

Nel 2005 venne presentata la 75 V8, mossa da un V8 di 4,6 litri di origine Ford, con ben 260 cavalli di potenza. La V8, disponibile con passo standard (marchiata MG) o allungato (marchiata Rover), a differenza delle altre 75 aveva la trazione posteriore. La commercializzazione durò poco a causa del fallimento della società. Nel 2005 venne progettata una versione coupé, mai prodotta.

Fine produzione[modifica | modifica wikitesto]

La produzione finì nel 2005 col fallimento della MG Rover. La licenza di costruzione dei modelli 25 e 75 è stata oggetto di una disputa tra due delle più importanti aziende automobilistiche cinesi: la Nanjing Automobile (NAC), che acquisì il gruppo MG Rover, e la Shanghai Automotive Industry Corporation (SAIC), che per prima aveva annunciato l'intenzione di acquistare il gruppo britannico, ma che poi aveva desistito. Quest'ultima, non potendo utilizzare il marchio Rover che era stato acquistato dalla Ford, ideò in sostituzione il nuovo marchio Roewe.

La SAIC nel 2006 ha presentato la Lu-sheng 75, rinominata in seguito Roewe 750, che è rimasta in produzione fino al 2016. Nel 2007 anche la NAC avviò in Cina la produzione della Rover 75 con il nome di MG 7, la quale rimase in produzione fino al 2013.

La Roewe 550 (lanciata dalla SAIC nel 2008) e la MG 6 (lanciata nel 2010 e venduta anche in Gran Bretagna) sono basate in larga parte sulla piattaforma della Rover 75.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) History: Production figures, in AROnline. URL consultato l'8 settembre 2012.
  2. ^ (EN) Crash test EuroNCAP, euroncap.com. URL consultato il 20 aprile 2015.

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