Rosso (famiglia)

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I Rosso, Rossi[1][2] o Russo[3] sono una famiglia nobile siciliana discendente dal casato reale degli Altavilla[1][2][4][5][6][7][8][9][10].

Hanno come capostipite Ugo o Ugone, soprannominato Rosso o Rubeo, soprannome che prevalse su Altavilla nella cognomizzazione dei discendenti[10]. Fu figlio di un Guglielmo d'Altavilla[1][2][4][5][6][7][8][9][10], uno dei figli di Goffredo d'Altavilla. Fu chiamato consanguinei Nostri da Ruggero II di Sicilia in occasione di una conferma di una baronia ad un suo discendente, Riccardo, fatta con un diploma del 1132[4][5][6]. Moglie di Guglielmo fu Galgana, che possedeva il feudo di Sperlinga e il Castello di Sperlinga e che gli diede almeno altri due figli, un Riccardo ed un Robertus Brito[11]. Nei Vespri siciliani la famiglia si schierò con gli aragonesi[6].

Un Cataldo gran camerlengo di Sicilia fu ambasciatore di Giacomo II di Aragona detto il Giusto; un Rosso barone di svariati feudi, grande ammiraglio e gran giustiziere di Sicilia fu strategoto di Messina; un Nicolò, barone anch'egli di svariati feudi, fu governatore a vita di Naro nel 1350 e capostipite del ramo dei Rossi di quella città, poi, con Ignazio, conti di San Secondo[12]. Un Enrico, conte e possessore di vari feudi tra i quali Aidone, governatore di Messina e Taormina, gran cancelliere e grande ammiraglio di Sicilia, si ribellò a Federico IV di Sicilia ed in un attacco navale causò la morte della moglie, la regina Antonia del Balzo. Vari esponenti ebbero diverse cariche tra le quali quelle di ambasciatore, gran camerlengo, gran cancelliere, generale, vicario, consigliere di Stato; un Liviano (o Luciano) fu vescovo di Mazara del Vallo[2] e un Domenico fu arcivescovo di Palermo.

A Modica si distinse la famiglia Tommasi Rosso (tuttora fiorente), un ramo della quale si stabili a Terranova (Caltanissetta), Baroni di Difisia, Corte e Ciarciolo (per privilegio vicereale di luglio 1638), discendente da Tommaso Rosso, sposo di Viva Vassallo e figlio di Girolamo Rosso (Gran Cancelliere del Regno di Sicilia nella prima metà del 1400 e fratello di Enrico II d'Altavilla Rosso, I Conte di Aidone).

Complessivamente la famiglia possedette un principato, dodici contee e cinquantacinque feudi[4]; contrasse parentele, tra le altre, con gli Asmundo, i Beccadelli di Bologna, i Branciforte, i Del Carretto, i Chiaramonte, i Filangeri, i Gaetani, i Geremia, i Gravina, i Grimaldi, i Landolina, i De Luna, i Moncada, i Paternò, i Pignatelli, i Santacolomba, gli Spatafora, i Valguarnera, i Ventimiglia[4], i Trigona della Floresta e i Camerata-Scovazzo.

Arma: Di rosso, alla cometa d'oro[3]. Motto: Serenat[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Vincenzo Palizzolo Gravina, Il blasone in Sicilia: ossia, Raccolta araldica (TXT), Visconti & Huber, 1875.
    «Rossi o Rosso: Da Ugone Rosso, uno dei figli di Guglielmo d'Altavilla signore normanno, e consanguineo di re Ruggiero, secondoché scrive Mugnos, trae origine questa nobilissima antica e storica famiglia».
  2. ^ a b c d Giovanni Battista di Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti volume II pagina 449, Arnaldo Forni, ristampa anastasica, 2011.
    «Rosso o Rossi: Questa famiglia discende dal conte Ugone Rosso figlio di Guglielmo d'Altavilla che ha comune origine con la real casa normanna di Sicilia. Potente sotto i Normanni e gli Svevi, dai quali veniva onorata con il titolo di consanguinea».
  3. ^ a b c Mango di Casalgerardo, Nobiliario di Sicilia, A. Reber, 1912.
  4. ^ a b c d e Berardo Candida-Gonzaga, Memorie delle famiglie nobili delle province meridionali d'Italia volume III pagina 187, Arnaldo Forni, ristampa anastasica, 1995.
    «Rosso o Rossi: Questa famiglia fu originata dal conte Ugone Rosso, nipote di Goffredo di Altavilla [...] Riccardo ebbe confermato da re Ruggero I Normanno la baronia di Martini posseduta da suo padre Enrico, nella quale concessione fu egli chiamato Miles Fidelis Noster et filius Comitis Ugonis consanguinei Nostri».
  5. ^ a b c Filadefo Mugnos, Teatro genologico delle famiglie del regno di Sicilia volume III pagina 234, Arnaldo Forni.
    «[...] che essa sia originata dai primi baroni normanni [...] Ugone Rosso uno dei figli di Guglielmo d'Altavilla, che fu figlio del conte Goffredo d'Altavilla nella Normandia, da cui discendono i re di Sicilia».
  6. ^ a b c d Centro di studi filologici e linguistici siciliani, Bollettino volume 19 pagina 57, Centro di studi filologici e linguistici siciliani, 2001.
    «[...] nipote di Tancredi e padre di Ugone Rosso, capostipite del lignaggio (in un diploma del 1132 Ruggero I menziona in effetti Ugone come "consanguinei nostri": cfr Galluppi 1887 p. 152; Russo 1967, p. 25). Il ramo siciliano dei Rosso, germogliato da Enrico, uno dei due figli del citato Ugone, mantenne costantemente un ruolo di primo piano nelle vicende politiche della città di Messina e dell'isola distinguendosi per la fedeltà alla dinastia sveva ed aragonese quanto per l'ostilità verso quella angioina».
  7. ^ a b Ferruccio Pasini-Frassoni, Il sacro militare ordine gerosolimitano del Santo Sepolcro cenni storici pagina 69, Giornale araldico, 1888.
    «La casa Rosso discende dal conte Ugone Rosso figlio di Guglielmo d'Altavilla, ed ha quindi comune origine con la real casa normanna di Sicilia».
  8. ^ a b Annuario della nobiltà italiana 1879 pagina 349.
    «Questa famiglia, una delle più illustri fra le case storiche siciliane tuttora fiorenti, discende dal conte Ugone Rosso figlio di Guglielmo d'Altavilla».
  9. ^ a b Angelo Boemi, Davide Valenti, Il libro di Catania, Edizioni Boemi-Prampolini, 1997.
    «Questa famiglia prende origine da Ugone Rosso, uno dei figli di Guglielmo d'Altavilla signore normanno, e consanguineo di re Ruggero».
  10. ^ a b c Chiesa di S. Francesco Borgia, Istituto statale d'arte di Catania, Memoria e progetto: i segni del sistema urbano, G. Maimone, 2002.
    «Dal nipote del Conte Ruggero, Guglielmo d'Altavilla, e da Galgana di Sperlinga nacque il capostipite della dinastia, Ugone il Rosso. L'appellativo prese il sopravvento sul cognome Altavilla».
  11. ^ Università di Bari, centro di studi normanno-svevi, Roberto il Guiscardo e il suo tempo: atti delle prime giornate normanno-sveve pagina 339, Edizioni Dedalo, 1991.
  12. ^ Ramo tuttora fiorente. Archivio di Stato di Palermo, Conservatoria di Registro, Mercedes, vol. n. 441, anno 1695.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Battista di Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane estinte e fiorenti volume II pagine 449-450, Arnaldo Forni Editore, ristampa anastasica, 2011.
  • Berardo Candida-Gonzaga, Memorie delle famiglie nobili delle province meridionali d'Italia volume III pagine 187-191, Arnaldo Forni Editore, ristampa anastasica, 1995.