Rosario Castellanos

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Rosario Castellanos Figueroa (Città del Messico, 25 maggio 1925Tel Aviv, 7 agosto 1974) è stata una poetessa e scrittrice messicana.

Scrisse principalmente di oppressione culturale e di genere. Il suo lavoro ha influenzato il pensiero femminista messicano e i relativi studi culturali. Ha aperto alle donne le porte della letteratura messicana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È cresciuta a Comitán, nel Chiapas, nel ranch famigliare. Ragazza introversa, notò fin da giovane la difficile condizione degli indigeni Maya dipendenti della sua famiglia. La riforma agraria imposta dal presidente Lázaro Cárdenas provocò un repentino cambiamento della situazione economica dei Castellanos, che dovettero trasferirsi a Città del Messico, quando Rosario era ancora quindicenne. Un anno dopo, i suoi genitori morirono e la scrittrice dovette iniziare a badare a se stessa.

Negli anni giovanili frequentò un gruppo di intellettuali originari del Messico e dell'America Centrale. Studiò nella Facoltà di Filosofia e Lettere all'Università Nazionale Autonoma di Messico, nella quale poi divenne docente. Iniziò a collaborare con l'Instituto Nacional Indigenista per conto del quale scriveva sceneggiature per spettacoli di marionette, messe in scena nelle regioni povere per promuovere l'alfabetizzazione. Curò inoltre una rubrica settimanale per il giornale Excélsior.

Nel 1958 sposò il professore di filosofia Ricardo Guerra Tejada, dal quale nel 1961 ebbe un figlio, Gabriel Guerra Castellanos. La sua nascita rappresentò un momento importante nella sua vita di donna e di madre caduta in depressione dopo diversi aborti spontanei. Il matrimonio durò tredici anni e terminò con un divorzio.

Nonostante una vita personale segnata da un matrimonio difficile e da continui episodi depressivi, Rosario Castellanos ebbe l'energia per consacrare gran parte del suo lavoro e della sua opera alla difesa dei diritti delle donne, motivo per il quale è ricordata come un simbolo del femminismo latinoamericano.[1] In riconoscimento del suo contributo alla letteratura messicana, fu nominata ambasciatrice in Israele nel 1971.

Morì il 7 agosto 1974 a Tel Aviv, a causa di un presunto incidente elettrico, per il quale si è sospettato che in realtà si trattasse di un suicidio.

Stile[modifica | modifica wikitesto]

L'opera di Castellanos tratta essenzialmente questioni di tipo politico, e la sua visione del mondo come "un luogo di lotta in cui ognuno è chiamato ad impegnarsi". Castellanos considerava la poesia "un tentativo di arrivare alla radice delle cose". Ogni argomento era legato alla vita di tutti i giorni e all'interesse per il ruolo delle donne nella società e alla critica dell'approccio sessista, esemplificato nella sua storia "Lección de cocina" (Lezione di cucina): cucinare, zittire e obbedire al marito. La sua opera teatrale El eterno femenino (L'eterno Femmineo) (1975) è basata su principi femministi.

Fu un'estimatrice di scrittrici come Gabriela Mistral, Emily Dickinson, Simone de Beauvoir, Virginia Woolf, e Simone Weil.[2] I suoi sentimenti si riflettono nei suoi scritti, come nel racconto “Primera revelación” (“Prima rivelazione”) dove descrive la sua esperienza come bambina discriminata di fronte a suo fratello. Il poema in prosa “Lamentación di Dido” (“Lamentazione da Dido”) si ispira alla fine dell'amore con il suo affetto di vecchia data, Ricardo Guerra.

Molte delle sue opere richiamano "l'attenzione sulla differenza tra due gruppi, principalmente tra uomini e donne"[3], ma anche tra bianchi e indiani[4]. Castellanos usa il matrimonio come occasione per consentire ai personaggi femminili di partecipare al dialogo, dal quale erano state escluse fino ad allora. Il linguaggio viene usato come strumento di potere e di dominio: le donne, senza voce, possono essere dominate dagli uomini. Castellanos mostra come il matrimonio fosse un modo per dimostrare la subordinazione della donna e la sua mancanza di una propria identità.

Nel suo saggio "La novela mexicana contemporánea y su valor testimonial" (Il romanzo messicano e il suo valore testimoniale), afferma che le opere indigene descrivono "l'obiettività del trattamento e l'individualità del personaggio"[5] e, sebbene sia strano per la società "bianca", è ancora importante per la storia e la narrativa messicana. Castellanos riconosce il suo privilegio di donna bianca e moderna nella metà del XX secolo, parlando dell'importanza del romanzo messicano descrivendolo come "un'aspirazione ad una conoscenza lucida".

Pubblicata postuma fu "Cartas a Ricardo", una collezione di lettere dedicate al marito, contenente anche 28 lettere scritte dalla Spagna fra il 1950 e il 1951 per l'amica e poetessa Dolores Castro. Postumo fu anche Rito de iniciación, un romanzo di formazione che parla di una giovane donna che scopre la sua vocazione di scrittrice.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1958 ricevette il Premio Chiapas per Balún Canán, due anni dopo il Premio Xavier Villaurrutia per Ciuidad Real. Altri riconoscimenti successivi includono il Premio Sor Juana Inés de la Cruz (1962), Premio Carlos Trouyet per le lettere (1967) e il Premio Elías Sourasky per le lettere (1972).

Diversi luoghi pubblici portano il suo nome:

  • Un museo in sua memoria, situato nella città di Comitán, dove trascorse la sua infanzia e la sua adolescenza.
  • Un parco e una biblioteca pubblica portano il suo nome, entrambe situati nell'area territoriale amministrata dal sindaco Cuajimalpa de Morelos, a Città del Messico.
  • La biblioteca del Centro de Investigaciones y Estudios de Género dell'UNAM
  • Uno dei giardini della Facoltà di Filosofia e Lettere dell'UNAM
  • La librería del Fondo di Cultura Economica (FCE) del Centro culturale Bella Época, a Città del Messico
  • La Biblioteca Pubblica "Rosario Castellanos" a Cuajimalpa de Morelos, delegazione di Città del Messico

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cano, Gabriela, “Rosario Castellanos: Entre Preguntas Estúpidas y Virtudes Locas.”, in Debate Feminista,, vol. 6,1992, pp. 253–259..
  2. ^ The Oxford Encyclopedia of Women in World History.
  3. ^ Geldrich-Leffman, H. (2004). Woman's Emerging Voice: Rosario Castellanos.
  4. ^ Gómez Parham, 1989.
  5. ^ Castellanos, Rosario (1964)., «La novela mexicana contemporánea y su valor testimonial».

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