Rozala d'Ivrea

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Rozala d'Ivrea
Susanna of Italy.jpg
Rozala d'Ivrea
Regina consorte dei Franchi
In carica 988-992
Predecessore Adelaide d'Aquitania
Successore Berta di Borgogna
Contessa consorte delle Fiandre
In carica 968 circa –
987
Predecessore Matilde di Sassonia
Successore Ogiva di Lussemburgo
Reggente della Contea delle Fiandre
In carica 987 –
996 circa
Predecessore Arnolfo II
Successore Baldovino IV
Nascita 952 circa
Morte Gand, 7 febbraio 1003
Dinastia Anscarici
Padre Berengario II d'Ivrea
Madre Willa III d'Arles
Coniugi Arnolfo II di Fiandra
Roberto II di Francia
Figli Baldovino e
Matilde, di primo letto

Rozala d'Ivrea, nota anche come Rosala o Susanna (952Gand, 7 febbraio 1003), fu Contessa consorte delle Fiandre, dal 978 circa al 987, poi, rimasta vedova, dal 987, resse la conte di Fiandra, assieme a nobili di cui non si conoscono i nomi, per una decina di anni e nel contempo fu Regina consorte dei Franchi, dal 988 al 992 circa.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la Genealogiae Comitum Flandriae, era una delle figlie del marchese d'Ivrea e poi re d'Italia[1], Berengario II[2][3] (900 circa – Bamberga, 6 luglio 966) e della moglie (il matrimonio viene citato da Liutprando da Cremona nella sua cronaca dove specifica che la decisione, di darla in sposa al marchese d'Ivrea, fu presa dallo zio di Willa, il re d'Italia, Ugo d'Arles[4]), Willa III d'Arles, che secondo il cronista, Liutprando da Cremona, Vescovo di Cremona, era la figlia del conte d'Avignone, poi anche conte d'Arles e governatore della Provenza, ed infine Margravio di Toscana, Bosone VI di Provenza[5], e di Willa II di Borgogna, figlia del re di Borgogna Rodolfo I[6] e di Willa di Provenza[7].
Berengario II era figlio del marchese d'Ivrea, Adalberto I e di Gisla figlia di Berengario I (re d'Italia dall'888 al 924).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Rozala, molto probabilmente fu con una sorella esiliata a Bamberga, assieme ai genitori come sostiene il Reginonis Chronicon[8]; infatti, dopo la resa di San Leo, nel 963, Berengario II fu arrestato ed esiliato a Bamberga assieme alla moglie Willa[9].

Attorno al 978 Rozala, come ci conferma la Genealogiae Comitum Flandriae, fu data in moglie all'Abate laico di San Bertino, conte di Fiandra e d'Artois Arnolfo II[2] (961 cirda - 987); questo matrimonio ci viene anche confermato dalle Europäische Stammtafeln[10], vol II, cap. 5 (non consultate)[11]; Arnolfo II era l'unico figlio del conte di Fiandra, conte d'Artois e abate laico di San Bertino, Baldovino III e di Matilde di Sassonia[12], che secondo l'Annalista Saxo Matilde era la figlia femmina primogenita di Ermanno Billung, duca di Sassonia[13], e di Hildegard di Westerburg[14]. Secondo David M. Nicholas, nel suo Medieval Flanders, edito da Longman, 1992 ( non consultato), il matrimonio fu celebrato nel 976, quando Arnolfo II aveva raggiunto la maggior età[11].

Il marito Arnolfo II la lasciò vedova nel 987[3]; la morte di Arnolfo II viene riportata sia dagli Annales Elnonenses Minores[15] sia dagli Annales Blandinienses[16].
Alla morte di Arnolfo II, il figlio, Baldovino aveva appena sette anni; la tutela venne assunta da Rozala[3], affiancata, nella reggenza da alcuni nobili di cui non si conosce l'identità.[17] Inoltre il nuovo re dei Franchi occidentali, Ugo Capeto riconobbe a Baldovino i titoli di conte di Fiandra e di Artois[3], riconoscendogli anche i territori che suo bisnonno, Arnolfo I, nel 962, aveva ceduto al re dei Franchi occidentali di allora, Lotario IV: l'Ostravent, il Ponthieu ed Amiens,[17] ma, nello stesso tempo, con mire sulle contee di Baldovino IV si prodigò per organizzare il matrimonio tra suo figlio e suo erede, Roberto[17], che, come ci conferma la Genealogiæ Scriptoris Fusniacensis, era l'unico figlio maschio del duca dei Franchi e conte di Parigi poi incoronato re di Francia, Ugo Capeto[18] e, come conferma la Vita Roberti Regis, di Adelaide d'Aquitania[19], di nobile stirpe aquitana[19], che, secondo la Acta Sanctorum, era figlia del conte di Poitiers, conte d'Alvernia e duca d'Aquitania (Adelaide…filia Pictavorum comitis, de progenie Caroli Magni moglie di Hugone, Francorum duce[20]), Guglielmo III e di Gerloc (917-962, ribattezzata Adele) di Normandia, figlia del duca di Normandia, Rollone (870-927) e della seconda moglie, Poppa di Bayeux.

L'anno successivo (988), sotto la pressione del padre Ugo (come sostenuto da David M. Nicholas, nel suo Medieval Flanders[11]), Roberto II, come conferma la Vita Sancti Bertulfi Abbatis Renticensis, aveva sposato Rozala[3] , di vent'anni più vecchia di lui, ma portava in dote Montreuil, il Ponthieu e la possibile tutela sulle Fiandre; Rozala, dopo essere divenuta regina di Francia, mutò il suo nome in Susanna[3].
Infatti il documento n° 64 delle Chartes et documents de l'abbaye de Saint Pierre au Mont Blandin à Gand, ci documenta una donazione fatta, il 1º aprile 988, al monastero stesso, da Baldovino IV, assieme alla madre, citata col nome di Susanna (Baldwinus marchysus cum matre mea Susanna regina) e controfirmata, tra gli altri, dallo zio, Teodorico II di Frisia e dal cugino, Arnolfo II di Boulogne.[21]; questa donazione viene confermata anche dagli Annales Abbatiae St. Petri Blandiniensis (Baldwinus marchysus cum matre sua Susanna)[22].

Tuttavia, nel 991 o nel 992 Roberto ripudiò la moglie, come ci conferma il documento n° LXXXVII del Richeri Historiarum[23]solo perché vecchia e sterile; Susanna (Rozala) ritornò nelle Fiandre con il figlio Baldovino; nel 992, assieme al figlio, si trovava nelle Fiandre, come ci confermano gli Annales Abbatiae St. Petri Blandiniensis[24], dove fece una donazione in suffragio della figlia Matilde[24].
Dopo che Susanna (Rozala) era stata ripudiata, il re di Francia (Ugo Capeto) non volle restituire la dote[23]: si riprese alcuni dei territori che aveva ceduto alle Fiandre,[17] determinando un ribellione delle Fiandre contro re Ugo Capeto che portò alla conferma del possesso dell'Artois e dell'Ostravent, mentre il Ponthieu ritornò alla Francia.[17] Inoltre Baldovino riuscì a conquistare alcuni territori alla contea di Boulogne.[17]
Al contrario dei suoi predecessori Baldovino pose la sua attenzione ai territori orientali e settentrionali, lasciando quelli meridionali nelle mani dei suoi vassalli: i conti di Guînes, di Hesdin e di St.Pol.

Il documento n° 91 delle Chartes et documents de l'abbaye de Saint Pierre au Mont Blandin à Gand, ci documenta una donazione fatta, il 1º giugno 1003, al monastero stesso, da Baldovino IV, assieme alla madre, Susanna.[25]; questa donazione ci viene confermata anche dagli Annales Abbatiae St. Petri Blandiniensis (Susanna regina tradidit Sancto Petro cum filio suo Baldwino)[26].

Rozala morì nel 1003, come ci viene confermato dagli Annales Elnonenses Minores (Obiit Susanna regina)[15], il 7 di febbraio, a Gand come ci viene confermato dal Die Ottonenzeit, Grabschriften (regina Susanna quescit)[27] e fu seppellita nell'abbazia di Saint-Pierre-au-Mont-Blandin, nella medesima città[27].

Figli[modifica | modifica wikitesto]

Rozala ad Arnolfo II diede due figli:

  • Baldovino[2] (980 - 1035), conte di Fiandra dal 988;
  • Matilde (morta prima del 992[24]), sepolta a Gand[28] e fu seppellita nell'abbazia di Saint-Pierre-au-Mont-Blandin, nella medesima città[28].

Susanna (Rozala) a Roberto II non diede figli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ P. Delogu, «BERENGARIO II, marchese d'Ivrea, re d'Italia». In: Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. IX, Roma : Istituto della Enciclopedia italiana, 1967
  2. ^ a b c (LA) Monumenta germanica Historica, tomus IX; Genealogiae Comitum Flandriae, Pag 306
  3. ^ a b c d e f (LA) Recueil des historiens des Gaules et de la France. Tome 10, Vita Sancti Bertulfi Abbatis Renticensis, Pag 365
  4. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus III, Liudprandi Antapodosis, liber IV, par. 7, Pag 317
  5. ^ H. Keller, «BOSONE di Toscana». In: Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. XIII, Roma : Istituto della Enciclopedia italiana, 1971
  6. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus III, Liudprandi Antapodosis, liber IV, par. 10, Pag 318
  7. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : Nobiltà provenzale -Boso
  8. ^ (LA) Monumenta germanica Historica, tomus I; Reginonis Chronicon, anno 965, Pag 627
  9. ^ C.W. Previtè-Orton, L'Italia nell'X secolo, p.680
  10. ^ Le Europäische Stammtafeln sono una raccolta di tavole genealogiche delle (più influenti) famiglie europee.
  11. ^ a b c (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : COUNTS of FLANDERS [863-1128 - ROZALA [Suzanne] di Ivrea (ARNOUL de Flandre)]
  12. ^ (LA) Monumenta germanica Historica, tomus IX; Genealogiae Comitum Flandriae, p. 304
  13. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus VI, Annalista Saxo, anno 1002, pag. 648, riga 21
  14. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy: Nobiltà della Sassonia-MECHTILD of Saxony
  15. ^ a b (LA) Monumenta germanica Historica, tomus V; Annales Elnonenses Minores, anno 988, p. 19
  16. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus V, Annales Blandinienses, anno 989, p. 25
  17. ^ a b c d e f (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : Nobiltà delle Fiandre-BAUDOUIN de Flandre, su fmg.ac.
  18. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XIII, Genealogiæ Scriptoris Fusniacensis, par. 2, Pag 252
  19. ^ a b (LA) Recueil des historiens des Gaules et de la France. Tome 10, Vita Roberti Regis, Pag 99
  20. ^ (LA) Acta Sanctorum, October, Tome X, Translatio S. Maglorii et aliorum, 4 and 5, p. 792
  21. ^ (LA) Chartes et documents de l'abbaye de Saint Pierre au Mont Blandin à Gand, documento 64, Pagg 56 e 57, su archive.org.
  22. ^ (LA) Annales Abbatiae St. Petri Blandiniensis, pag. 111
  23. ^ a b (LA) Richeri Historiarum. liber IV, doc. LXXXVII, Pag 270
  24. ^ a b c (LA) Annales Abbatiae St. Petri Blandiniensis, pag. 113
  25. ^ (LA) Chartes et documents de l'abbaye de Saint Pierre au Mont Blandin à Gand, documento 91, Pag 71, su archive.org.
  26. ^ (LA) Annales Abbatiae St. Petri Blandiniensis, pag. 117
  27. ^ a b (LA) Monumenta germanica Historica, Poetæ Latini medii ævi, V.1, tomus V, fas. I, Die Ottonenzeit, Grabschriften; Niederlande, Gent, V Susanna, Pag 299
  28. ^ a b (LA) Monumenta germanica Historica, Poetæ Latini medii ævi, V.1, tomus V, fas. I, Die Ottonenzeit, Grabschriften; Niederlande, Gent, III Mathilde, Pag 298

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

  • Louis Halphen, Francia: gli ultimi Carolingi e l'ascesa di Ugo Capeto (888-987), in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 636–661
  • C.W. Previtè-Orton, L'Italia nell'X secolo, in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 662–701
  • Louis Halphen, La Francia nell'XI secolo, in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 770-806
  • P. Delogu, «BERENGARIO II, marchese d'Ivrea, re d'Italia». In: Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. IX, Roma: Istituto dell'Enciclopedia italiana, 1967.
  • H. Keller, «BOSONE di Toscana». In: Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. XIII, Roma : Istituto della Enciclopedia italiana, 1971.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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