Roncole Verdi

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Roncole Verdi
frazione
La casa natale di Giuseppe Verdi
La casa natale di Giuseppe Verdi
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Parma-Stemma.png Parma
Comune Busseto-Stemma.png Busseto
Territorio
Coordinate 44°57′08″N 10°04′19″E / 44.952222°N 10.071944°E44.952222; 10.071944 (Roncole Verdi)Coordinate: 44°57′08″N 10°04′19″E / 44.952222°N 10.071944°E44.952222; 10.071944 (Roncole Verdi)
Altitudine 40 m s.l.m.
Abitanti 382 (2010 (fonte Istat))
Altre informazioni
Cod. postale 43010
Prefisso 0524
Fuso orario UTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Roncole Verdi
Roncole Verdi
« Sono stato, sono e sarò sempre un paesano delle Roncole »
(Giuseppe Verdi)

[1]

Roncole Verdi (Roncal in dialetto parmigiano), già Le Roncole, è una piccola frazione situata a pochi chilometri di distanza dalla città di Busseto, in provincia di Parma.

La località deve la sua notorietà all'essere il luogo natale del compositore Giuseppe Verdi; per questo motivo nel 1963 con decreto del presidente della Repubblica il suo nome fu modificato da "Le Roncole" a "Roncole Verdi".[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Roncole Verdi risultava probabilmente abitato già nell'età del bronzo dai Terramaricoli, che lasciarono varie tracce nelle zone di Casaroldo di Samboseto, Castione Marchesi e Montà di Roncole.[2]

Si ha tuttavia certezza che la località fosse abitata soltanto a partire dall'epoca romana, per una serie di motivazioni: innanzi tutto il nome Roncole deriverebbe dal latino "runcare", che significava "sarchiare", "dissodare"; in secondo luogo sono numerosi i reperti archeologici risalenti a tal periodo rinvenuti nella zona, soprattutto nei pressi della Corte delle Piacentine; infine la suddivisione agricola del territorio ricalca il tipico schema quadrangolare della centuriazione romana.[2]

La zona continuò ad essere sede di insediamenti umani anche nelle epoche successive, sia nel periodo bizantino che in quello longobardo. La prima chiesa di San Michele Arcangelo fu innalzata nel 1004, a testimonianza della stabilità insediativa raggiunta nel medioevo.[2]

Con la nascita dello Stato Pallavicino, la storia di Roncole dipese dalla vicina Busseto, di cui condivise le sorti in qualità di sua frazione.[2]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Michele Arcangelo[modifica | modifica wikitesto]

La canonica della chiesa di San Michele Arcangelo
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Michele Arcangelo (Roncole Verdi).

Innalzata in origine nel 1004, la chiesa fu completamente ricostruita in forme barocche tra il XVI e il XVII secolo; al suo interno sono presenti numerose tracce degli affreschi risalenti agli inizi del XVI secolo, riaffiorate durante i restauri novecenteschi; l'edificio ospita inoltre alcuni dipinti ad olio, tra cui la grande tela raffigurante il Calvario dello scenografo Girolamo Magnani, che viene esposta ogni anno il venerdì santo; nella chiesa, ove Giuseppe Verdi ricevette il battesimo, è infine conservato l'organo settecentesco su cui studiò il Maestro da bambino.[3]

La lapide commemorativa[modifica | modifica wikitesto]

Alla base dell'antica torre campanaria una targa ricorda un tumultuoso episodio accaduto quando Giuseppe Verdi aveva pochi mesi di vita. Nella primavera del 1814, in seguito alla disfatta napoleonica, le orde sanguinarie di Russia e d'Austria, in alleanza con Gioacchino Murat, compierono razzie nelle campagne intorno alle Roncole. Luigia Uttini, accortasi del pericolo, trovò scampo rifugiandosi col figlio in braccio nel campanile, poco distante dalla loro casa-osteria; come riporta la targa, la donna scampava il suo piccolo Beppino conservando all'arte un arcangelo sublime, all'auspicata redenzione d'Italia un bardo potente e a Roncole una fulgida gloria sicura.[4]

Casa natale di Giuseppe Verdi[modifica | modifica wikitesto]

Giuseppe Verdi
Il busto di Giuseppe Verdi davanti alla casa natale
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Casa natale di Giuseppe Verdi.

Nel 1781 la famiglia di Giuseppe Verdi prese in affitto la casa-osteria in cui il 10 ottobre 1813 sarebbe nato il Maestro, che vi avrebbe trascorso i suoi primi anni di vita. Il modesto edificio, mai modificato da allora, fu trasformato in casa museo e restaurato nel 2001 e soprattutto fra il 2013 e il 2014, con l'aggiunta di strumenti multimediali che consentono, attraverso suoni ed ombre, di ricreare l'atmosfera di quando Giuseppe Verdi era bambino; all'interno, oltre l'ingresso, sono presenti la vecchia cucina, l'osteria, la cantina e l'antica posteria per i cavalli; al primo piano si trovano invece le semplici stanze da letto. Nel piccolo giardino antistante alla casa è collocato dal 1913 un busto raffigurante Giuseppe Verdi, scolpito da Giuseppe Cantù in occasione del centenario della nascita del Maestro.[5]

Corte delle Piacentine[modifica | modifica wikitesto]

All'esterno del centro abitato sorge una grande corte agricola innalzata nel 1820. L'ampio edificio fu utilizzato quale set di alcune scene dei film Novecento, del 1976, e La luna, del 1979, entrambi diretti da Bernardo Bertolucci.[6]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Verdianeum Festival[modifica | modifica wikitesto]

Fra il 1978 e il 1986 ebbe luogo davanti alla casa natale di Giuseppe Verdi il Verdianeum Festival, manifestazione lirica a cadenza annuale curata dal maestro Silvano Frontalini e, per alcuni tempi, dal baritono Aldo Protti; gli spettacoli richiamarono molti appassionati della lirica, provenienti anche dall'estero.[7]

Roncole Festival[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2015 si tiene davanti alla casa natale di Giuseppe Verdi il Roncole Festival, manifestazione lirica similare alla precedente, durante la quale vengono eseguiti numerosi duetti, arie, romanze e cori derivati dalle opere del Maestro.[8]

Persone legate a Roncole Verdi[modifica | modifica wikitesto]

Giovannino Guareschi

Oltre al già citato Giuseppe Verdi, un altro personaggio celebre legato al nome di Roncole Verdi risulta Giovannino Guareschi, autore delle figure letterario-cinematografiche di don Camillo e Peppone. Nel 1952 lo scrittore acquistò un lotto di terreno ai margini del paese, ove edificò la propria abitazione;[9] nel 1957 aprì inoltre, a pochi passi dalla casa natale di Giuseppe Verdi, un'osteria, che fu gestita dal figlio Alberto fino al 1995; oggi in parte dei locali allora occupati dal ristorante ha sede il "Club dei Ventitré", associazione di amici e appassionati dello scrittore che gestisce la mostra antologica permanente "Tutto il mondo di Guareschi"; quest'ultima raccoglie l'archivio Guareschi, costituito da 200 000 documenti.[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Casa natale di Giuseppe Verdi, bussetolive.com. URL consultato il 2 marzo 2016.
  2. ^ a b c d Novecento anni di vita (PDF), immac.it. URL consultato il 4 marzo 2016.
  3. ^ La chiesa parrocchiale, roncoleverdi.it. URL consultato il 1 marzo 2016.
  4. ^ Chiesa di S. Michele Arcangelo, bussetolive.com. URL consultato il 2 marzo 2016.
  5. ^ Casa natale di Giuseppe Verdi, bussetolive.com. URL consultato il 3 marzo 2016.
  6. ^ Dizionario del Turismo Cinematografico: Corte delle Piacentine, filmtv.it. URL consultato il 3 marzo 2016.
  7. ^ CURRICULUM di Silvano Frontalini, nuovoverdianeum.it. URL consultato il 3 marzo 2016.
  8. ^ Primo Roncole Festival, bussetolive.com. URL consultato il 3 marzo 2016.
  9. ^ Giovannino Guareschi raccontato dai figli (PDF), giovanninoguareschi.com. URL consultato il 3 marzo 2016.
  10. ^ Percorso Giovannino Guareschi, alleroncole.it. URL consultato il 3 marzo 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Barigazzi (a cura di) - Verdi - La vita · Le opere, edizioni Periodici San Paolo

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN246959753 · GND: (DE4575476-7